Lombardia Beni Culturali
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Decretum

1098 aprile 9, Milano.

Poiché i beni della pieve di S. Vittore di Varese e delle sue cappelle e oratori sono stati ingiustamente sfruttati dai suoi predecessori, l'arcivescovo di Milano Anselmo ordina che in futuro non vengano più usati in tal modo.

Copia autentica del secolo XII, ASMi, AD, Museo Diplomatico, cart. 24, 744-1045 [B]. Copia autentica del secolo XII, Archivio del capitolo di S. Ambrogio, Pergamene del secolo XI, n. 117 [B']. Copia semplice del secolo XIX, ASMi, AD, Museo Diplomatico, cart. 24, 744-1045 [C]. Regesto del secolo XIX, ASMi, Registro II, fasc. 39, [R] B è così autenticato: [(SN) Ego G]uilielmus iudex ac regius missus autenticum huius exe(m)pli vidi et legi et sic in eo continebatur sic(ut) in hoc | legitur exe(m)plo preter litteras plus minusve. | (SN) Ego Albertus iudex et missus do(m)ni regis autenticum huius exe(m)pli vidi et legi et sic(ut) in eo continebatur sic in isto legitur exe(m)plo extra litteras plus minusve. | (SN) Ego Otto iudex autenticum huius exe(m)pli vidi et legi et sic in eo continebatur sic(ut) in isto legitur exe(m)plo extra litteras plus minusve. | (SN) Ego Atto notarius sacri palatii autenticum huius exe(m)pli vidi et legi et manibus meis exe(m)plavi et sic in eo continebatur sic(ut) in hoc legitur exe(m)plo preter litteras plus minusve. Nel verso di B, di mano del secolo XIII: Constitutio d(omi)ni archiepiscopi, a cui è stato aggiunto da altra mano del secolo XIII: Facta | super capitulo de Varisio et | aliis clericis plebis; di mano del secolo XV: Scriptura pauci valoris; di mano A del secolo XVI: Sancti Victoris Varisii; altre annotazioni tarde.

Regesti: Savio, Gli antichi vescovi, p. 454. Manaresi, Regesto, n. 55, pp. 40-41; Le pergamene della basilica di S. Vittore…, I, n. V, pp. 231-232.

La pergamena di B non è in buono stato di conservazione: sono infati state asportate la parte finale delle righe dalla prima alla decima e quella iniziale di quelle dalla diciannovesima alla ventiduesima. Inoltre, una rosicatura interessa le righe decima e undicesima. Un foro di filzatura si trova all'altezza della quattordicesima riga. Si notano i segni di dieci piegature nel senso della scrittura, a distanza pressoché regolare fra loro, e di una perpendicolare ad esse.
Per integrare le lacune si è confrontato il dettato con quello di B'. Non si segnalano le varianti di quest'ultimo testimone, poiché non ci sono elementi che indichino la sua appartenenza all'antico archivio di S. Maria del Monte.
L'originale era conservato presso l'archivio della basilica di S. Vittore di Varese fino al XVII secolo, quando venne utilizzato in una causa discussa davanti al tribunale della Sacra Rota; successivamente, se ne persero le tracce (sulla vicenda, cf. Zagni, Introduzione…, pp. VII-VIII; per la traditio dell'originale cf. Le pergamene della basilica di S. Vittore…, I, n. V, pp. 231-232). Il documento si presenta come il risultato di una progressiva stratificazione, segnatamente nella parte riservata agli interventi autenticatori. Al momento della sua redazione, l'originale perduto doveva presentare le sottoscrizioni dell'arcivescovo Anselmo IV e di alcuni altri esponenti dei vertici della chiesa milanese (l'arciprete Anselmo, i prevosti di S. Ambrogio e S. Nazaro, entrambi di nome Landolfo, il sacerdote Albino di S. Giovanni in Conca e il diacono Arderico). Fra esse si trova anche quella di Grossolano, vescovo di Savona, che verosimilmente l'appose nel periodo in cui era vicario nella metropoli ambrosiana, ossia fra il 1100 e il 1102 (cf. A. LUCIONI, L'arcivescovo Anselmo IV…, pp. 204-207); B' riporta soltanto queste subscriptiones. Successivamente, se ne aggiunsero altre quattro: quella del nuovo arcivescovo Giordano da Clivio (titolare della sede ambrosiana dal 1112 - o 1116- al 1120), del primicerio Nazario, del camerario Stefano e del prevosto di S. Ambrogio Gerardo. Nel periodo seguente a quest'aggiunta, operata evidentemente allo scopo di confermare quanto concesso dal predecessore, come già attestato in ambito milanese (per un esempio cronologicamente anteriore, cf. Zagni, Note sulla documentazione…, n. II, pp. 9-11; la prassi risulta in uso per tutto il secolo XII, come si può riscontrare in Le pergamene del secolo XII della chiesa Maggiore…, n. XXII, pp. 39-43; n. III, pp. 92-94; n. XXXV, pp. 157-160), venne stilata la copia qui edita. L'evoluzione del documento non è però terminata, dal momento che, alcuni anni dopo, furono riportate su B altre tre sottoscrizioni, che infatti risaltano immediatamente come vergate con inchiostro diverso da una mano differente da quella del notaio Atto, cui si deve la stesura dell'exemplum; in esse sono menzionati l'arcivescovo Anselmo V Pusterla, il subdiacono Anselmo e il prevosto Rustico. Dunque, in un momento successivo all'elezione del presule, avvenuta nel 1126, i possessori dell'originale probabilmente richiesero un'ulteriore ratifica della decisione di Anselmo IV, la quale si ebbe nella stessa maniera della precedente, ossia con l'apposizione delle tre sottoscrizioni. A questo punto, si dovette verosimilmente ritenere di dover aggiornare anche B e fu per questo che uno scriba anonimo provvide ad inserirle nello spazio rimasto fra le subscriptiones e il resto dell'escatocollo. Non pare, quindi, che a monte di tale intervento si delineino intenti fraudolenti, ma semplicemente la volontà di adeguarsi ai mutamenti verificatisi nell'exemplar, in modo da assicurare la conformità della copia senza dover procedere a una nuova stesura. In base alle osservazioni testé esposte, la redazione di B si collocherebbe quindi sicuramente dopo l'elezione ad arcivescovo di Giordano, avvenuta nel 1112 (o 1116), e prima della fine dell'episcopato di Anselmo V (1133); anche le attestazioni dell'attività degli autenticatori concordano con tale, poiché la più tarda menzione reperita di Albertus risale al 1121, quella di Otto al 1128 e quella di Atto al 1118 (cf. rispettivamente Le pergamene milanesi … S. Apollinare…, n. II, pp. 90-91; Le pergamene del secolo XII della chiesa di S. Giorgio al Palazzo…, n. IX, pp. 14-16; Le pergamene della basilica di S. Vittore…, I, n. XXXVIII, pp. 61-63. La citazione più tarda del giudice Guilielmus è precedente al periodo in questione, essendo datata 1111: ibidem, n. XXXII, pp. 50-51). La stesura di B' ebbe luogo invece dopo il 1100 e prima dell'intervento di Giordano, arcivescovo, come si è già ricordato, tra il 1112 (o 1116) e il 1120.

Quoniam sacerdotale honus et pastoralis cura nobis, licet indignis, commissa est, solerter ex omni custodia vig[ilandum est quatenus ecclesiastice res] secundum sanctorum patrum decreta ordinentur et ordinate inco(m)mutabiliter serventur; quapropter ego Anselmus sola divina misericor[dia precedente sancte Mediolanensis ecclesie] archepiscopus ea que male ordinata cognovi bene ordinare secundum canonicam auctoritatem previdi. Pervenit ad aures nostras res et b[eneficia][plebis][Sancti Victoris] de loco Varise et de capellis et oratoriis ad ipsam plebem pertinentibus a predecessoribus nostris iniusta (a) diminuta esse condenda (b) ea in orreis [suis et secundum eorum velle dividendo] cum militibus; et ideo (c), ne hoc a modo fiat (d), laudo, confirmo et pastorali dignitate precipio quatenus omnes res et benefitia predicte pl[ebis atque de eius capellis et ora]toriis que modo sunt vel futura erunt dehinceps (e) a me (f) vel a meis successoribus nullo modo diminuantur aut deordinentur m[ittendo in orreis aut dando] militibus seu aliis hominibus, sed se(m)per permaneant in utilitate et su(m)ptu illorum clericorum et ecclesiasticorum ordinum qui regulariter et canonice in ipsa c[anonica Sancti Victoris et in] predictis suis capellis et oratoriis co(m)muni eorum consensu vixerint sine (g) mea et meorum successorum molestia. Quam meam supradictam [ordinationem quicumque] rumpere te(m)ptaverit anathematis vinculo teneatur et cum Iuda proditore reus in die iudicii da(m)pnetur, et quicquid aliter ordinare presu(m)pserit irrit[um habeatur.] [Quod decretum, ut] ratum firmu(m)que teneatur, manu propria firmavi et subscripsi. Factum est ut supra anno dominice incarnacionis millesimo [nonagesimo octavo, no]no die mensis aprilis, indiçione sesta, in predicta civitate Mediol(ani), in aula domus Sancti Ambrosii.
Ego Anselmus Dei gr(ati)a archiepiscopus a me facta salvo meo iure et honore subscripsi.
Ego Anselmus electus archipresbiter laudavi et subscripsi.
Ego Landulfus Sancti Nazarii prepositus laudavi et subscripsi.
Ego Landulfus prepositus in ecclesia Sancti Ambrosii subscripsi.
Ego Albinus presbiter licet indignus Sancti Iohannis de Concha subscripsi.
Ego Grossolanus Sagonensis episcopus laudo subscripsi.
Ego Ardericus sancte Mediolanensis ecclesie diaconus indignus c(on)firmando subscripsi.
Ego Iordanis archiepiscopus salvo iure meo subscripsi.
Ego Nazarius presbiter et primicerius subscripsi.
Ego Stephanus presbiter et camerarius subscripsi.
Ego Girardus presbiter et prepositus Sancti Ambrosii subscripsi.
Ego Anselmus archiepiscopus salvo meo iure subscripsi.
Ego Anselmus subdiaconus subscripsi.
Ego Rusticus prepositus et camerarius subscripsi (h).
E[go][Am]brosius qui et Paganus iudex et missus do(m)ni imperatoris int[er]fui et subscripsi. Ego Gualterius notarius interfui et subscripsi.
[Signa m]anuum Vuerenzonis de Cimiliano et Bellonis de Caxano, Vuilielmi de Pelago, qui interfuerunt testes (i).
[Ego] Iohannes notarius sacri palatii hunc decretum scripsi, post traditum conplevi et dedi.


(a) Così B.
(b) Così B.
(c) -e- corr. da altra lettera; -o su rasura.
(d) -t su rasura.
(e) Fra la prima -e- e -h- rasura di i; -h- corr. da n
(f) Segno puntiforme al di sotto di -e
(g) B sene
(h) Ego Anselm(us) archiep(iscopu)s-s(ub)s(crips)i aggiunto da altra mano coeva, con inchiostro diverso, negli spazi lasciati liberi fra le altre sottoscrizioni.
(i) testes da testium, mediante trasformazione di -i- in -e-, correzione in -s del primo gambo di -u- e rasura delle restanti lettere.

Edizione a cura di Patrizia Merati
Codifica a cura di Patrizia Merati

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