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Conventiones per vim sententie

1180 marzo 16 o 27.

In seguito alla sentenza pronunciata circa la lite fra Omelia, badessa del monastero <del Senatore>, da una parte, e i Malfilastri de Pontecorono figli di Tedisio e di Rufino, dall'altra, in merito a otto appezzamenti di terra nel territorio di Mondondone, e un sedime entro il medesimo castello, che i fratelli, contro il parere della badessa, pretendevano di tenere in feudo, la badessa ottiene tre dei summenzionati appezzamenti, precisamente il primo detto ad caput de Ponterono, il secondo ad Revedarum e il terzo ad fossatum Uberti de Diluya, e il sedime.

Regesto, Inventario (sec. XVex.), c. 51v, segnato 'g' [R].

Si attribuisce il documento a Montenarius notarius sacri palaci, di cui è certa l'attività fra il 1182 e il 1183. Il presente documento anticipa almeno di due anni la data di inizio della sua produzione.

Conventiones per vim sententie facte per et inter (a) suprascriptam d(ominam) Humeliam, abbatissam suprascripti monasterii (b) ex una parte, et Malfilastros de Pontecorono, fillios Tedixii et Ruffini ex altera, de et super petiis octo terre, sitis in suprascripto territorio Montisdondoni, et sedimine uno in castello, quas ipsi Malfilastri pretendebant tenere (c) nomine feudi; abbatissa vero pretendebat amisse (d) feudum, per quarum effectum in ipsam abbatissam (e) pervenerunt tres petie et sedimen ex dictis petiis: una d(icitu)r ad caput de Ponterono, seconda ad Revedarum, tertia ad fossatum Uberti de Diluya (f). Rogat(um) anno .MCLXXX., die .XVI. marci, seu sexto calendas aprilis, per Montenarium notarium sacri palacii. Signat(um) ex(tra) g.

(a) -er corr. da altre lettere mediante spandimento volontario dell'inchiostro.
(b) R om. monasterii
(c) R tere
(d) Così R, probabilmente per amisisse
(e) Segue per d- depennato.
(f) Lettura incerta.

Edizione a cura di Mirella Baretta
Codifica a cura di Baretta, Mazzoleni

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