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357. Francesco Sforza al podestÓ di Mortara 1450 settembre 14 Milano

Francesco Sforza ordina che gli uomini di Mortara non vengano gravati al di lÓ di quanto debbano per la squadra di Ungaretto.

Potestati Mortarie (1).
Instancia de che li homini de quella nostra terra ne hanno facto lamenta che per lo nostro capitaneo de Lomelina (2) voleno essere astricti insieme cum alcuni altri lochi ad contribure al logiamento de alcuni cavalli de quelli del signore misser Carolo (3), non obstante siano gravati de quelli dela squadra de Ungareto et etiamdio d'altri, se doleno etiamdio et voleno essere astretti a dare biade per li cavalli, che Ŕ totalmente contra la mente nostra. Pertanto volemo che non gli lasi dare impazo alcuno per cavalli de misser Carolo ný d'altri ad se voglia, se non te scrivemo. Provedi etiamdio che, dando essi homini alli cavalli sonno al presente per le boche vive doa stara de grano alla mesura milanese per caduna de loro et per li cavalli feno et paglia per la mitate, non siano gravati pi¨ ultra, perchÚ cosý Ŕ la disposicione et l'ordini et la mente nostra. Mediolani, die xiiii septembris 1450.
Cichus.


(1) Non identificato (la carica Ŕ segnalata da SANTORO, Gli uffici, p. 361, dal 1451 gennaio 1 con Antonio Cremonti).
(2) Non identificato (la carica Ŕ segnalata da SANTORO, Gli uffici, p. 342, dal 1450 dicembre 1 con Raffaele Zaccaria).
(3) Si tratta di Carlo Gonzaga.