Adorazione dei Magi

Peterzano, Simone

Adorazione dei Magi

Descrizione

Identificazione: Adorazione dei Re Magi

Autore: Peterzano, Simone (1540-1596), esecutore

Cronologia: post 1578 - ante 1582

Tipologia: pertinenze decorative

Materia e tecnica: intonaco/ pittura a fresco

Descrizione: In primo piano sulla sinistra appare Maria, seduta, con in braccio il Bambino e di fianco San Giuseppe. Alle loro spalle appare un edificio diroccato all'interno del quale si scorgono il bue, l'asino ed un pastore visto di schiena. Secondo la tradizionale iconografia, il primo Mago ad inginocchiarsi davanti a Maria è il più anziano, Melchiorre, qui raffigurato nell'atto di baciare uno dei piccoli piedi del Bambino, dopo aver deposto il dono dell'oro a terra. Secondo dietro di lui, Gasparre, il più giovane, leggermente chinato in avanti, mentre regge con la mano destra il vaso contenente la mirra. Sulla destra invece, Baldassarre, il Mago con la carnagione scura, che regge tra le mani il contenitore dell'incenso, ed è qui arricchito dalla presenza di un bambino di colore inginocchiato ai suoi piedi, intendo ad allacciargli un calzare.
Dietro ai tre Re Magi si snoda l'infinita ricchezza del corteo, in cui uomini vestiti con abiti di ogni foggia, colore e vivacità, si mescolano ad animali delle più varie specie, dai classici cavalli, ai più esotici cammelli ed elefanti.

Notizie storico-critiche: Il contratto tra l'artista bergamasco Simone Peterzano e i padri certosini per la decorazione del presbiterio e dell'abside della Certosa venne firmato nell'ottobre del 1578, ed ultimato entro il settembre 1582, con un evidente ritardo rispetto al tempo concordato inizialmente (soli 14 mesi). La singolarità maggiore di questo accordo non consta, però, nei tempi d'esecuzione, quanto nel puntiglio con il quale vennero fornite al pittore precise regole riguardanti l'iconografia delle scene, che dovevano attenersi a principi di onestà e decoro, trattare le scene con devozione e rispetto così da suscitare nei religiosi che le dovevano osservare pensieri ossequiosi e contrizione. Se di norma nei contratti stipulati tra committenti e artisti era comune indicare la tipologia di materiali da utilizzare, piuttosto che indicazioni di massima circa i personaggi da inserire in una data rappresentazione, mai come in questo accordo si entrò nel dettaglio di "come" il pittore avrebbe dovuto raffigurare scene e figure, in accordo con la massima aderenza ai dogmi contenuti nelle Sacre Scritture. Ciò si deve senz'altro al clima instauratosi dopo il Concilio di Trento, dal quale era emersa la volontà di piegare l'arte sacra alle esigenze di culto, nella consapevolezza dell'intento didattico che dovevano avere le rappresentazioni artistiche, in piena consonanza con i dettami borromaici, che prevedevano addirittura misure disciplinari per chi non si fosse allineato a tali indicazioni.
Il complesso decorativo del Peterzano, si impose comunque per grande vivacità esecutiva, se non per particolare originalità o inventiva a livello di raffigurazioni. Gli affreschi realizzati si connotano infatti per una precisa adesione al tono devozionale della committenza ecclesiastica, mettendo da parte lo spirito fantasioso e brillante che aveva caratterizzato la sua pittura degli esordi. Nonostante la squillante gamma di colori, infatti, gli anni di formazione a Venezia sembrano ormai lontani dai pensieri dell'artista che qui si rifà, piuttosto, a soluzioni milanesi (Campi e Luini), arricchendo, dove possibile, la sobria impaginazione del racconto con particolari naturalistici, forse a discapito di una certa coerenza d'insieme. Come infatti testimonia il ricco corpus di opere grafiche dell'artista, gli studi complessivi del dipinto sono molto rari, mentre molteplici sono i disegni di singole figure, spesso quadrettati per il riporto, studiate in più varianti ciascuna e poi accostate l'una all'altra nel dipinto definitivo.

Collocazione

Milano (MI), Chiesa di S. Maria Assunta

Credits

Compilazione: Uva, Cristina (2015)

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