Al Molinazzo
Ferrari, Arturo

Descrizione
Identificazione: Veduta de "Il Molinazzo" a Milano
Autore: Ferrari, Arturo (1861-1932)
Cronologia: (?) 1924 - 1932
Tipologia: disegno
Materia e tecnica: carta / grafite
Misure: 164 mm x 119 mm
Descrizione: disegno tracciato a grafite su carta bianca
Notizie storico-critiche: L'artista ha definito il disegno "Al Molinazzo" nella pagina manoscritta che accompagna il decimo dei diciotto fascicoli della raccolta denominata "Vecchia Milano". Ugo Nebbia (in "Milano che sfugge", Milano, 1909) descrive il Molinazzo come un aggregato di vecchie abitazioni rurali disposte entro una cinta rettangolare di fabbricati minori e lo colloca fuori Porta Magenta; aggiunge inoltre che il nucleo principale della cascina era contrassegnato dalla presenza di una torre risalente al XIV secolo e dell'antichità del luogo era testimone un piccolo oratorio che si ergeva isolato accanto all'edificio principale. Wolfango Pinardi (in "I Corpi Santi di Porta Vercellina a Milano", Milano, 1966) riporta che fuori Porta Vercellina esisteva la piccola dei chiesa dei santi Filippo e Donato al Molinazzo, l'edificio nel 1950 circa era quasi isolato, c'erano nei pressi solo un vecchio cascinale e campi tagliati da canali d'acqua; il cascinale vicino alla chiesetta era anch'esso chiamato il Molinazzo, poichè in passato aveva un mulino, la cui macina era mossa dalle acque del canale Restocco, poi coperto. Si può ipotizzare che la descrizione offerta dal Pinardi corrisponda al luogo raffigurato dal Ferrari, ma non sono possibili riscontri certi poichè la zona risulta oggi irrimediabilmente trasformata.
La vedova di Ferrari, proponendo i disegni all'attenzione del Comune di Milano, riconduceva la loro realizzazione agli ultimi anni di vita del marito. Una delle opere reca la data 1926; inoltre presso il Museo di Milano si conserva un'altra serie di 16 analoghe vedute a matita di Ferrari, datate dal 1924 al 1931. Pertanto si ritiene che la serie del Civico Gabinetto dei Disegni sia stata eseguita nell'arco cronologico dal 1924 al 1932.
In quell'epoca Milano stava conoscendo notevoli trasformazioni urbanistiche e il pittore, per contrastare la perdita di memoria provocata dalle demolizioni, decise di fissare nei suoi disegni gli angoli e gli scorci destinati a un radicale cambiamento.
Collocazione
Milano (MI), Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche del Castello Sforzesco. Gabinetto dei Disegni
Credits
Compilazione: Guzzi Piola, Alessandra (2009)
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/opere-arte/schede/4y010-26143/
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