Immagine del tempo

Vedova, Emilio

Immagine del tempo

Descrizione

Identificazione: Composizione cromatica e segnico-gestuale

Autore: Vedova, Emilio (1919-2006), esecutore

Cronologia: post 1958 - ante 1959

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: tela/ pittura a olio

Misure: 145 cm x 145 cm x 4 cm (intero); 150 cm x 150 cm (intero con cornice)

Descrizione: L'opera si caratterizza per una tecnica più propriamente gestuale e per l'uso espressivo e dirompente del colore. La pratica gestuale si concreta in una fitta trama di tratti colorati che percorre la tela nella sua interezza con frequenza e intensità variabili, generando una dinamicità interna. Segni e linee si dipanano su differenti piani, creando vortici di energia e diversi flussi di movimenti, centripeti e centrifughi. Il tessuto cromatico è caratterizzato dai contrasti, dalla tensione tra le ampie campiture del nero, del grigio e del bianco, dalle accensioni del rosso e le luminosità del giallo brillante al centro della composizione, con sporadici e dissonanti contrappunti di colore verde.

Notizie storico-critiche: Nel 1959 il dipinto si aggiudica il Premio Lissone che consente ad Emilio Vedova di trascorrere due mesi di studio e lavoro in Spagna, dove tornerà anche in seguito e a più riprese. Il riconoscimento anticipa sorprendentemente le scelte della XXX Biennale internazionale di Venezia che l'anno successivo decreterà come vincitore del Gran Premio della pittura lo stesso artista.
A partire dal 1950-1951 Vedova ripensa ai temi che sente cari, quali spazio, luce e azione, e si dedica alle serie di grandi tele, con evidenti variazioni sul tema, come nei cicli di "Scontro di situazioni", "Ciclo della protesta" e "Ciclo della natura". Sono anni in cui è forte il richiamo all'attività del "Gruppo degli Otto" formatosi a Milano nel 1952, con il sostegno del critico Lionello Venturi, che riafferma la necessità di legare la cultura artistica italiana alla grande tradizione europea e di aggiornarne il linguaggio pittorico rispetto a nuove istanze introdotte da cubisti, espressionisti e astrattisti.
Dopo l'esperienza del neocubismo che caratterizzava i precedenti cicli pittorici, nell'opera di Vedova si assiste a valenze sempre più libere e informali secondo quella costante sperimentazione tecnica e materica che lo indurrà al progressivo dissolvimento delle rigide griglie geometriche per giungere a una gestualità audace e irruenta, caratterizzata da una maggiore spontaneità e libertà che non soggiacciono tuttavia al caso. In quest'opera Vedova sperimenta il linguaggio informale attraverso la pittura segnico-gestuale che denota una sensibilità vicina alle soluzioni tecniche degli espressionisti astratti americani degli anni Cinquanta, in cui la predominanza del gesto e il segno che s'infittisce e si sovrappone esprimono un sentimento di lotta e di ribellione contro il rigore e l'ordine, da cui traggono origine le fitte trame di segni e colori stesi in modo compulsivo e a larghe campiture.
Questa composizione tumultuosa, pur conservando equilibrio e lucidità, libera una carica espressiva che rivela la totale partecipazione all'atto stesso della pittura. La carica vitalistica e l'evidenza della traccia segnica sono alcuni dei caratteri distintivi dell'intero percorso dell'artista, che in questa tela alludono ad un moto infinito nello spazio e nel tempo, intenzioni sottese anche nel titolo del dipinto.

Collezione: Collezione storica del "Premio Lissone 1946-1967"

Collocazione

Lissone (MB), Museo d'Arte Contemporanea di Lissone

Credits

Compilazione: Cicero, Chatia (2014)

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