Il piccione morto

Cabianca Vincenzo

Il piccione morto

Descrizione

Identificazione: Monache con un piccione morto

Autore: Cabianca Vincenzo (Verona, 1827 - Roma, 1902)

Cronologia: 1864

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: acquerello su carta

Misure: 66 cm x 50 cm

Descrizione: acquerello raffigurante tre monache che osservano un piccione morto su una terrazza assolata

Notizie storico-critiche: L'acquerello non figura nell'Inventario Generale dell'Ospedale San Gerardo nè tra le schede del catalogo del 1983, pur recando l'etichetta inventariale dell'Ente e quella dell'Eredità Fumagalli Bosisio da cui proviene. L'opera infatti fa parte del nucleo di beni incamerati in seguito alla donazione della signora Maria Ada Fumagalli vedova Bosisio che, morendo nel gennaio 1962, lasciò all'Ospedale di Monza tutti i suoi beni mobili ed immobili (ADHSG 162/2, fasc. 1, n. rep. 12989/5819). In origine l'acquerello si trovava nello studio dell'abitazione posta in via Bergamo 18, come attesta l'inventario dei beni redatto datato 11 luglio 1962 da un funzionario del'Ospedale. Nel documento l'opera è contrassegnata col numero 29: ne vengono riportate la datazione (1864) e alcune caratteristiche, tra cui l'inserimento in una cornice in stucco (ADHSG 162/2, fasc.3).
L'opera, firmata e datata in basso a sinistra, rappresenta un gruppo di tre monache che osservano contrite un piccione morto, adagiato su un muretto di pietra; il punto di vista leggermente ribassato lascia intravvedere alle loro spalle, oltre il muro di cinta, uno scorcio di paesaggio campestre con cipressi e un piccolo campanile.
Il soggetto è una replica del dipinto a olio che l'autore, il pittore veronese Vincenzo Cabianca, espose alla mostra della Società Promotrice di Torino nel 1863. Trasferitosi a Firenze, in quegli anni l'artista "che pure aveva partecipato con entusiasmo alle sperimentazioni della 'macchia', convinto assertore dell'attualità di una simile ricerca formalistica, aveva preso a dipingere temi di vita contemporanea attenti a suggerire situazioni più o meno coinvolgenti sul piano dell'emozione" (Bietoletti 2000, p. 93). Rispetto alla tela torinese, nell'acquerello in esame il pittore ha ridotto l'inquadratura ed eliminato il gruppetto dei bambini. Pur essendo meno forte e contrastata nei colori, l'opera su carta rende la luminosità della terrazza e la partecipazione pietistica delle monache all'evento con la medesima intensità veristica dell'originale. Il Cabianca, dimostra di possedere un'eccellente padronanza della tecnica all'acquerello, di cui seppe sperimentare pratiche nuove, come la lavatura e la sovrapposizione di tinte; per queste sue capacità, nel 1876 fu fra i fondatori della Società degli Acquerellisti a Roma,
Dal 2008 sull'opera pende una denuncia di furto - che sarebbe avvenuto mediante effrazione del deposito della Quadreria nell'Ospedale Vecchio.

Collocazione

Provincia di Monza e Brianza

Ente sanitario proprietario: A.S.S.T. di Monza

Credits

Compilazione: Mantovani, Gabriella (2007)