Allegoria del Fuoco

Brueghel, Jan il Vecchio

Allegoria del Fuoco

Descrizione

Autore: Brueghel, Jan il Vecchio (1525/1530-1569)

Cronologia: post 1608

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: rame/ olio

Misure: 66 x 46

Descrizione: Olio su rame, raffigurante l'Allegoria del Fuoco. Vi è rappresentata un'enorme officina, dove gli operai sono al lavoro per produrre un'enorme quantità di oggetti: armature, cristallerie, brocche, utensili domestici, strumenti da laboratorio artigiano; su tutto domina un lampadario in ottone, decorato da un'aquila bicipite.

Notizie storico-critiche: Un'immensa fucina è rappresentata fra caverne e rovine. In primo piano sono accatastati molteplici oggetti prodotti con l'aiuto del fuoco, fra cui armature e cristallerie barocche. Un grande lampadario di rame è appeso sopra i numerosi fabbri al lavoro. Sulla destra è un tempio ispirato a quello della Sibilla a Tivoli, raffigurato in una luce drammatica su uno sfondo dalle tinte incandescenti. Sui muri sono presenti scritte come "mercuria", "corafatus", "salmonia", e "acqua". Tutti questi elementi richiamano il famoso disegno dell'"Alchimista" di Pieter Brueghel il Vecchio, padre di Jan. Per la smisurata ricchezza dei particolari il dipinto è definito un piccolo museo. Secondo la teoria di Empedocle, il mondo materiale era composto da quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco. Quest'idea, sviluppata da Aristotele, costituiva il fondamento di tutta la scienza medievale. Le serie dei "Quattro Elementi" sono state prodotte in gran numero dall'artista e possono essere lette come una vera enciclopedia pittorica del mondo naturale. In queste opere gli elementi artificiali, come i manufatti, si contrappongono a quelli naturali. I bagliori del Fuoco rappresentano l'Inferno, mentre l'elemento della Terra simboleggia il Paradiso. Vi sono incluse le figure di Venere e Vulcano. Secondo Virgilio, Venere aveva chiesto al marito di forgiare una corazza per il figlio Enea, al fine di proteggerlo durante la guerra di Troia. L'"Allegoria del Fuoco", firmata e datata 1608 è stata la prima della serie ad essere realizzato. L'"Allegoria dell terra", oggi al Louvre, è datata intorno al 1615, l'Acqua viene conclusa nel 1618 e l'Aria, anch'essa al Louvre, nel 1621. Le opere erano state commissionate dal Cardinale Federico Borromeo una ad una, un carteggio permette di ricostruirne la genesi. (Pijl, 2007).
È senz'altro il più impressionante dei quattro dipinti, quello dove la fantasia dell'artista ha trovato maggiori possibilità di espressione, in una inventiva quasi infinita di soluzioni. L'elemento fuoco è accennato anzitutto nell'enorme incendio che, come forza indomabile della natura, sta divorando l'edificio posto sul monte in secondo piano. Il pittore, però, ha voluto sviluppare il tema del fuoco attraverso la rappresentazione di un'enorme officina, dove gli operai (che il cardinale definisce miticamente Ciclopi) sono al lavoro per produrre un'enorme quantità di oggetti: armature, cristallerie, brocche, utensili domestici, strumenti da laboratorio artigiano; su tutto domina un lampadario in ottone, decorato da un'aquila bicipite, che sembra staccarsi con l'effetto tridimensionale dal fondo del dipinto. Per produrre questa enorme quantità di oggetti occorre usare la forza del fuoco, questa volta non più indomabile e distruttiva, ma domata dall'uomo nella fornace che si vede sul bordo sinistro e piegata alle sue necessità. L'effetto complessivo è quello di un autentico "museo", dove il disordine degli oggetti in esposizione sembra rimandare in maniera affascinante alle forze primordiali della natura. Il dipinto è firmato e datato 1608 e fu il primo dei quattro a essere eseguito.

Collezione: Collezione della Pinacoteca Ambrosiana

Collocazione

Milano (MI), Pinacoteca Ambrosiana

Credits

Compilazione: Banti, E. (1995)

Aggiornamento: Vecchio, Stefania (2002); Vertechy, Alessandra (2014)

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