Un posto sicuro a chi sostanzialmente è integrato

Rossello Mario

Un posto sicuro a chi sostanzialmente è integrato

Descrizione

Identificazione: lavoratori

Autore: Rossello Mario (1927/ 2000), autore

Cronologia: 1970

Tipologia: disegno

Materia e tecnica: pennarello su carta

Misure: 660 mm x 485 mm

Descrizione: sorta di proscenio con al centro un riquadro in cui compare un gruppo di figure maschili, raffigurate come manichini, ordinato in due file; a destra, due gigantesche rotelle di un ingranaggio

Notizie storico-critiche: Il disegno è pubblicato su un numero di "Giorni Vie Nuove" a illustrazione di una poesia di Nelo Risi dal titolo "La logica del profitto" (Lajolo D. 1970).
La frase scritta da Rossello sul foglio ("Un posto sicuro a chi sostanzialmente è integrato") è un verso della poesia di Risi: il disegno infatti fu eseguito su ispirazione della stessa in vista della pubblicazione su "Giorni", come conferma la nota del direttore Davide Lajolo a introduzione del disegno, che fa esplicito riferimento all' invito fatto a Rossello di illustrare l'inedito del poeta.
E' una consuetudine dei primi numeri della rivista sotto la direzione di Lajolo (1969-1978) dedicare due pagine a un raffronto letterato-artista in cui un testo poetico introdotto da Gilberto Finzi viene accostato ad un'opera pittorica o scultorea che con esso entra in relazione, spesso introdotta da Lajolo stesso.
Accade poi spesso che l'opera portata in redazione per la pubblicazione su "Giorni" resti al direttore, come avviene anche nel caso di questo disegno di Rossello, in seguito donato ad Angela Candiani ed entrato a far parte della collezione Lajolo di Milano.
La poesia di Nelo Risi ben si sposa con la ricerca di Rossello, incentrata sulla tematica del rapporto uomo-società tecnologica, centrale nell'opera dell'artista fin dalla data del suo trasferimento a Milano dalla Liguria (1955).
Come scrive Davide Lajolo, per lui "era dura passare dall'infinito mare libero negli orizzonti a quei grandi quadrati di cemento che erano i palazzi, al fragore delle macchine, al parlare forte, assordante persino della gente" (Lajolo D. 1974).
Nel mondo descritto da Rossello la macchina ha sostituito l'uomo e ne ha fatto un'automa: per questo motivo i suoi personaggi sono raffigurati con le sembianze di manichini, protagonisti senza volto di situazioni concrete del vivere metropolitano contemporaneo: il lavoro in fabbrica, il consiglio d'amministrazione, il contatto con una natura geometrizzata nel tempo libero sono rappresentati in scene in cui gli avvenimenti quotidiani vengono mitizzati in fatti simbolici della moderna condizione sociale.
Ciò avviene anche grazie all'utilizzo di un linguaggio trasfigurante, personale interpretazione di Rossello della cultura figurativa che dal cubismo va al futurismo e alla metafisica: ambienti, oggetti e figure non sono naturalisticamente descritti ma appaiono come osservati attraverso un "prisma della fantasia", come lo definisce Franco Russoli, che cristallizza le forme del visibile (Russoli F. 1966).

Collocazione

Milano (MI), Fondazione Davide Lajolo

Credits

Compilazione: Mattio, Fiorella (2007)

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