Coppia

Martinelli Giuseppe

Coppia

Descrizione

Autore: Martinelli Giuseppe (1930/), autore

Cronologia: 1971

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: olio/ pastelli/ matita su carta

Misure: 41,5 cm x 35 cm

Descrizione: busti affiancati di un personaggio femminile (a destra) e di uno maschile (a sinistra); della donna si vedono i lineamenti del volto, mentre il busto maschile appare come una sagoma scura; entrambi i busti sono tagliati alla vita e raffigurati come emergenti dall'acqua sotto di loro; acqua e cielo costituiscono uno sfondo unico di colore bianco opaco, segnato da pennellate grigie e sfumate

Notizie storico-critiche: L'opera è pubblicata su un numero di "Giorni Vie Nuove", in accostamento ad una poesia di Gilberto Finzi dal titolo "Migratori autunnali" (Lajolo D. 1971).
E' una consuetudine dei primi numeri della rivista sotto la direzione di Davide Lajolo (1969-1978) dedicare due pagine ad un raffronto letterato-artista in cui un testo poetico generalmente introdotto dallo stesso Gilberto Finzi, collaboratore del settimanale, viene accostato ad un'opera pittorica o scultorea, spesso introdotta, come in questo caso, da Lajolo.
Come spiega il titolo dell'articolo ("Una poesia che urla e un disegno senza un grido"), l'accostamento delle due opere avviene in quest'occasione per contrasto, in virtù dell'aspetto di fragile e muta apparizione delle immagini di Martinelli contrapposto al grido di libertà della poesia di Finzi. Scrive Lajolo: "Giuseppe Martinelli è tra i pittori certamente il più silenzioso. (...) i suoi interni tremori non trasaliscono mai in uno scatto di nervi o in un grido".
Quanto al soggetto raffigurato nel dipinto lo scrittore aggiunge: "Martinelli nel silenzio cerca la mano di lei e l'orizzonte è ancora nella vita di lui e di lei che s'accompagnano e sanno che potranno continuare a camminare se supereranno il dolore, le angosce, convinti che altri canmminano davanti, dietro di loro, a fianco e altri arrivano di lontano e altri sono già arrivati".
L'opera presenta caratteristiche omogenne a quelle di una serie di dipinti ad olio presentati dal pittore in una personale alla Galleria delle Ore di Milano nel marzo del 1972 (Cavallo L. 1972):
i lavori esposti raffigurano brevi episodi di serenità e gioia vissuti da un gruppo di personaggi (in particolare da una coppia di giovani amanti) sulle rive del mare, in un paesaggio che, derivato da quello autentico delle coste di Sardegna, diviene luogo di un Eden ideale.
Il linguaggio formale adottato da Martinelli, con l'indefinitezza delle forme, i bianchi nebbiosi, i movimenti rallentati delle figure, contribuisce a rafforzare la dimensione "silenziosa" della sua pittura, ricreando l'atmosfera tipica del ricordo che affiora dalla memoria, quando le immagini in movimento sembrano entrare in contrasto con l'assenza di sonoro. Nel saggio critico d'introduzione alla mostra, Luigi Cavallo nota: "La materia è liquida, senza grana, la pasta pittorica sciolta segue il procedimento fluido della narrazione e fa riconoscere un morbido gioco di equivoci, come le figure vengono sospinte in un tempo diverso, che sorge dalla nebbia".

Collocazione

Milano (MI), Fondazione Davide Lajolo

Credits

Compilazione: Mattio, Fiorella (2007)

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