Il Fondo Migliorini presso l'Archivio storico comunale di Lodi

Si tratta di materiale eterogeneo, che va dal XVIII al XIX secolo, donato all’Archivio storico comunale di Lodi dal lodigiano Livio Migliorini. Si riferisce in massima parte alla famiglia Crociolani, cospicua famiglia lodigiana cui appartennero un religioso, un notaio, un avvocato e un militare.

I documenti forniscono al momenti indizi sulle vicende patrimoniali dei vari componenti della famiglia, sui rapporti di parentela contratti e sulle successioni e si susseguono senza ordine in raggruppamenti casuali. In un primo tempo è stata effettuata una suddivisione sommaria in: Atti relativi all’archivio notarile di Lodi, Atti dell’attività professionale di Alessandro e Genebardo Crociolani, Atti militari della famiglia Crociolani, Controversie, Corrispondenza privata, Diari, Diutili e orari, Appunti, poesie, note personali, Patenti, bolli, Attestati e certificati, Miscellanea, Disegni e stampe; Fondo Biblioteca: Libretti d’opera a stampa; Leggi sulle tasse, sui bolli. A questo primo generico elenco di consistenza è seguita una ricognizione descrittiva prodotta come elaborato di stage in vista di una prossima inventariazione.

Il fondo comprende: documenti d’archivio e materiale bibliografico consistente in materiale a stampa raccolto in varie occasioni da provenienze diverse: decreti, avvisi, fogli volanti anche di carattere letterario, incisioni, disegni e libretti d’opera. I primi rimandano all’attività professionale di uno dei Crociolani, Alessandro il padre di Genebardo, altri alla conduzione negli anni degli affari di famiglia; altri ancora sono quanto è probabilmente sopravvissuto di una piccola biblioteca. L’insieme dei libretti d’opera è una raccolta accurata che copre un lungo lasso di tempo e sembra avere le caratteristiche di una collezione oltre che fare riferimento ad un uso privato.

La piccola raccolta di 36 stampe è formata principalmente da immagini staccate da volumi, per lo più ritratti litografici, xilografie riproduzioni di celebri illustratori (p.es. i Focosi), un frontespizio del XVII secolo; per lo più ritagliati, smarginati e incollati. La produzione è del periodo tra ’700 e ’800; le tecniche principali sono acquaforte mista a bulino e litografia di area lombarda. Il materiale ricopre un certo interesse anche per la storia della stampa e della tipografia locale e della attività delle botteghe tipografiche che lavoravano in città su commissione di autorità o soggetti privati fossero enti o confraternite.