Dall'età di Augusto alla tarda antichità

L’avvento della tecnica della soffiatura libera o combinata con l’uso di stampi, rivoluzionò l’industria vetraria e permise una vasta diffusione degli oggetti in vetro per la riduzione dei tempi tecnici di lavorazione e la possibilità di creare una grande varietà di forme in tempi brevi.
L’invenzione della canna da soffio avviene in ambiente medio orientale: la più antica testimonianza proviene da Gerusalemme in un contesto datato alla prima metà del I secolo a.C.. La prima commercializzazione del vetro soffiato coincide con la conquista dell’Egitto (31 a.C.) e l’instaurazione del principato di Augusto alla fine del I secolo (27 a.C.-14 d.C.): fattori politici ed economici congiunti all’intensificarsi del commercio marittimo nel Mediterraneo e l’affinamento delle conoscenze tecniche, favorirono la capillare diffusione di manufatti soffiati nel mondo romanizzato, fino alla loro predominanza sui mercati nel corso del I secolo d.C. La conquista dei regni ellenistici determinò un afflusso di ricchezze e di artigiani specializzati dal Mediterraneo orientale: maestranze ed officine vetrarie si stabilirono a Roma, in Campania (Cuma, Pozzuoli) e lungo la costa alto-adriatica (Aquileia), aree che da lunga data avevano intrattenuto rapporti commerciali con la Grecia e il Mediterraneo orientale.

Importanti centri di produzione si diffusero a oriente (costa Siro-palestinese) e a occidente del Mediterraneo (Avenches in Svizzera, Lione e Saintes in Francia), caratterizzati spesso da un linguaggio formale-stilistico comune. Da prodotto riservato all’élite sociale, il vetro entra nella vita quotidiana di tutti i ceti accanto al vasellame ceramico e metallico di cui spesso imita le forme. Nella fase iniziale della produzione frequente è l’uso del vetro soffiato colorato ottenuto con l’addizione di ossidi metallici; dalla metà circa del I secolo d.C. prevale l’uso del vetro naturale di colorazione azzurra mentre verso la fine del I secolo si torna a prediligere il vetro incolore, sottile e trasparente. Questa preferenza coinvolse le produzioni di vetro più corrente, dagli unguentari ai recipienti di uso domestico, sia in Oriente che in Occidente.