Dall'Umanesimo al Barocco negli affreschi

Dalla prima metà del Quattrocento si assiste al sorgere di numerose dimore gentilizie alla periferia di Milano. Si tratta soprattutto di semplici costruzioni a parallelepipedo su due piani, destinate ad attività di svago come la caccia, al riposo ma anche con funzioni di gestione diretta e di controllo da parte dei signori. La relativa vicinanza a Milano, centro politicamente nevralgico, e alle Groane, catena collinare che si distende fino a spingersi alle brughiere del comasco, consente ai proprietari di decidere se abitarvi durante una particolare fase produttiva, o se farvi visita nel corso di una sola giornata.

Milano, Bicocca degli Arcimboldi, affresco nella “sala delle dame”: donne che suonano (2006)Milano, Villa Mirabello, veduta del cortile internoOreno di Vimercate, Casino di caccia Borromeo, affreschi (Fototeca ISAL, fotografia di Emanuele Vicini)

Con il passare dei decenni la vita agreste assume un altro significato, l’idea dell’ otium conduce l’aristocrazia milanese a trasferirsi nei luoghi campestri per tutto il periodo estivo. Poco alla volta matura l’esigenza di rendere queste abitazioni rurali più accoglienti e confortevoli, arricchendo gli interni con affreschi e fregi, e ingentilendo l’architettura con l’apertura di logge e porticati, aggiungendo cornici e decorazioni in cotto alle finestre.
Le testimonianze più celebri di questo gusto per la caccia, per i giochi e le feste sono gli affreschi realizzati nel Casino Borromeo a Oreno, nel Casino dei Pusterla a Zibido, nella Bicocca degli Arcimboldi e nella Villa Mirabello a Milano, uno degli esempi più rappresentativi della tipologia della villa-cascina suburbana quattrocentesca.

Testi itinerario: Beatrice Bolandrini