Cenni alla storia del parco

L’attuale Parco di Monza copre una superficie di circa 750 ettari di terreno, caratterizzato da una struttura geomorfologica terrazzata lunga circa cinque chilometri, che collega i rilievi morenici della Brianza all’area piana di Monza. Nelle mappe storiche è possibile rintracciare l’antico utilizzo del suolo e la sua suddivisione in fasce agricolo-ambientali parallele, caratterizzate da inserti trasversali di differente natura.
Nel passato, infatti, in questa porzione della regione briantea vi erano: “Boschi forti”, con alberi ad alto fusto; “Boschi cedui”, con sfruttamento massimo in termini agricoli; “Aratorio arborato”, con coltivazione di cereali, vite e gelsi, esteso complessivamente sul 74% del territorio; “Aratorio semplice”, costituito da monocolture; “Prato umido”, spesso nei pressi del fiume Lambro, caratterizzato da foraggere; “Terreni Semi-sterili” costituiti, nella maggior parte dei casi, da ecosistemi connessi alle acque del fiume Lambro, dunque soggetti alle sue esondazioni, e da cave che, quantitativamente, ricoprivano una percentuale di suolo quasi irrilevante.

Monza, Villa Mirabello (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Cascina Costa Alta (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Cascina Casalta (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)