Gli edifici storici presenti nel parco

All’interno del parco ancora oggi esistono numerose cascine agricole, alcune storiche ville e molteplici edifici di particolare pregio storico-architettonico.
In particolare all’interno del circuito delle mura perimetrali del parco insistono ventisei cascine, tre mulini e tre ville storiche, la principale delle quali, ovviamente, è la Villa Reale.
La maggior parte degli edifici è di epoca antecedente alla costituzione del parco, anche se numerosi sono gli interventi che li hanno interessanti a partire dall’editto napoleonico, che sancì l’origine formale del parco. Al periodo della restaurazione austriaca risalgono, invece, edifici rustici progettati dall’ing. Tazzini, che intervenne sui Mulini Asciutti, sul Mulino del Cantone, e sulle cascine agricole denominate Cernuschi e del Sole. Il restauro, l’ampliamento, l’integrazione e la demolizione di queste strutture ebbero differenti ragioni, dipendenti dal contesto culturale e storico in cui le decisioni vennero prese. In generale i provvedimenti suggeriti dal Canonica perseguirono una logica funzionale ed estetico-paesaggistica, non avulsa da una ricerca simbolica connessa alle ragioni che avevano portato il governo francese ad intervenire sul Parco di Monza. Alcune demolizioni vennero compiute a seguito della chiusura al pubblico del parco e del progetto di adibirlo a una vasta area naturale dove allevare e cacciare animali autoctoni ed importati da altre regioni europee.
Attualmente molti di questi edifici mostrano i segni delle trasformazioni d’uso avvenute nella prima metà del XX secolo e non versano in eccellente stato di conservazione. Tuttavia esse costituiscono ancora un patrimonio e una risorsa per il sistema del Parco di Monza.

Villa Mirabello

Tra gli edifici più importanti vi è certamente Villa Mirabello, la cui costruzione risale alla seconda metà del XVII secolo, e che costituisce la più antica villa situata all’interno del Parco di Monza.
Edificata per volere di Giuseppe Durini, fu progettata da Gerolamo Quadrio, importante personalità attiva in numerosi cantieri lombardi, anche nel Duomo di Milano. L’edificio presenta il tipo ideale di villa di delizia dell’alto milanese e costituì l’occasione di significativi scambi commerciali ed artistici con le altre regioni della Lombardia. Nel cantiere della villa, ad esempio, sono stati numerosi gli artisti, i decoratori e gli artigiani provenienti dall’area comasca, come i rappresentanti della famiglia di impresari e scalpellini Muttone o Tencalla.
Alla villa si accedeva attraverso uno scenografico viale alberato, con valenze barocche, che aveva anche la funzione di sottolineare gli assi dell’impianto planimetrico della villa in relazione al parco. Nel suo giardino “all’italiana”, ora non più visibile, erano state collocate sculture ornamentali e piccole scenografiche architetture.
La sua facciata, caratterizzata da un timpano neoclassico, manifesta gli intenti della famiglia Durini di edificare un’imponente architettura che testimoniasse il potere economico e politico raggiunto e affermasse il ruolo di feudatari di Monza acquisito nel 1648. Gerolamo Quadrio, di conseguenza, progettò una villa imponente, planimetricamente impostata su un edificio a U con una corte centrale, sulla quale si affacciavano gli ambienti di rappresentanza, alcuni locali di servizio e ambienti agricolo-rurali.
All’interno, ancora oggi, sono conservati suggestivi ambienti originali con decorazioni volute dal cardinale Angelo Maria Durini, che, nel 1768, promosse un rinnovamento generale della villa e commissionò a Giovanni Antonio Cucchi la realizzazione degli affreschi delle sale del corpo centrale.
Negli anni Novanta l’edificio fu interessato da numerosi interventi di manutenzione e di restauro, tra i quali il rifacimento delle coperture (1992-1994), il ripristino di parte degli intonaci esterni (1995) e il consolidamento della torretta meridionale (1997).
Oggi il complesso di Villa Mirabello non presenta uno stato conservativo omogeneo. Preoccupanti sono le condizioni del suo corpo centrale, anche se recentemente sono iniziati alcuni interventi di restauro. In precarie condizioni conservative risultano i rustici meridionali e le scuderie vecchie, un tempo date in concessione al Monza Polo Club.
Attualmente, nella villa e nei corpi rustici annessi, sono stati ricavati alcuni ambienti utilizzati come abitazione per i dipendenti comunali e come sedi di numerose istituzioni e associazioni culturali, come il Centro Ricerca Educazione Documentazione Ambientale (CREDA), la Biblioteca del Parco, il Centro Ippico Santa Maria al Mirabello e le scuderie dell’AISA (Associazione Italiana Lotte alle Sindromi Atassiche).

Monza, Villa Mirabello (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Villa Mirabello (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Villa Mirabello (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Villa Mirabello (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Villa Mirabello (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)

Villa Mirabellino

Edificata nelle forme attuali nel 1776 dall’architetto Giulio Galliori, per volere del cardinale Angelo Maria Durini, Villa Mirabellino costituisce uno dei prototipi residenziali connessi alle ville di delizia. È infatti, nel Parco di Monza, la prima delle dépendances in cui accogliere ospiti illustri durante i prolungati soggiorni estivi e svolgere feste e ricevimenti, meno impegnativi rispetto a quelli promossi nelle ville centrali.
Giulio Galliori la progettò posizionandola su una collinetta, in modo da sottolinearne la sobria eleganza. Egli ideò una serie di collegamenti con Villa Mirabello, alla quale venne congiunta anche dal scenografico Viale dei Carpini. Ispirandosi al “barocchetto teresiano” Galliori riprese l’impianto strutturale di Villa Mirabello, realizzando un edificio ad “U” con asse inverso alla “villa madre”. L’articolazione dei volumi è però arricchita nel gioco dei pieni e dei vuoti e dalla presenza del blocco centrale (a due piani) che sovrasta le ali laterali di minor altezza.
Il gusto raffinato del cardinal Durini si manifesta nella scelta di dotare la facciata rivolta verso Villa Mirabello di un pronao e due scalinate semicircolari per accedere al sottostante Viale dei Carpini. Accorgimenti che, pur sottolineando il gusto estetico del committente, attestano la minor importanza monumentale assegnata a questa villa che, anche negli interni, risulta assi più contenuta e meno solenne di Villa Mirabello.
Fortemente rimaneggiata nel 1913 con l’aggiunta del pronao, con colonne circolari e pilastri quadrangolari, e del terrazzo sul fronte orientale, la villa oggi ha perso parte del carattere originario ispirato al “barocchetto teresiano”. L’eliminazione del frontone rococò e la chiusura, con grandi vetrate delle arcate occidentali, sono modifiche dell’assetto primitivo, che hanno cancellato o impoverito le scenografie settecentesche di dialogo continuo tra edificio e parco.
L’attuale stato di conservazione non è ottimale, palesi sono i segni di degrado e di parziale abbandono. Malgrado il pessimo stato di conservazione, la villa oggi ospita la sezione botanica del Museo di Storia Naturale di Milano, che comprende anche l’importante erbario del vicerè Ranieri.

Monza, Villa Mirabellino (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Villa Mirabellino (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Villa Mirabellino (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)Monza, Villa Mirabellino (Fototeca ISAL, fotografie di L. Viganò)