Il progetto Klaustrofobia

Il lavoro Klaustrofobia (esposto a Solothurn e poi a Torino, 1990) è una sintesi stilistica degli anni precedenti ed è una straordinaria ricerca che il fotografo compie su se stesso e i propri fantasmi attraverso l’uso dell’autoritratto, un ritratto che si trasforma diventando di volta in volta diverso. Le immagini di questo lavoro sono realizzate con tecniche fotografiche classiche ma utilizzate in modo insolito: partendo da tre autoritratti in bianco e nero e servendosi di proiezioni tradizionali e di frontifondografo, Zaugg ha creato quaranta fotografie proiettando o sovrapponendo gli autoritratti a fondali particolari con tonalità e soggetti diversi (un volto trasformato in una maschera, un prisma sfaccettato, un uovo, un fondale deformante, un vetro, un cubo…), senza ricorrere a montaggi, inserimenti o elaborazioni successive alla fase di ripresa.