SIAI S79 - aereo - meccanica

SIAI-Marchetti

SIAI S79 - aereo - meccanica

Descrizione

Trimotore ad ala bassa multiruolo, costruito in legno, tela e metallo, e riconoscibile per la tipica gobba dietro l'abitacolo. La fusoliera è strutturata in un traliccio di tubi d'acciaio, nella parte anteriore rivestiti in lamiera in lega leggera, nella sezione dorsale rivestiti in lamiera e compensato, mentre ai fianchi rivestiti in tela. Le semiali, dotate di dispositivi di ipersostenzione sia sul bordo d'attacco che su quello d'uscita, sono di profilo biconvesso con struttura a tre longheroni interamente realizzata in legno, così come gli alettoni, con centinatura in listelli di pioppo rivestiti in compensato telato. Il velivolo è multiposto a doppio comando. La cabina di pilotaggio è dotata di due pannelli rimovibili facenti parte della parte superiore del tettuccio per consentire ai piloti il lancio con il paracadute o l'abbandono del velivolo in caso di ammaraggio forzato. Il carrello d'atterraggio, dotato di ammortizzatori oleopneumatici, è del tipo classico retrattile nelle gondole dietro ai motori alari e ruotino d'appoggio fisso posizionato in coda.

Funzione: La Regia Aeronautica lo impiegò durante la seconda guerra mondiale in tutto il teatro del Mediterraneo, prima come bombardiere e poi - con maggior efficacia - come aerosilurante.

Modalità d'uso: Ogni motore azionava un'elica traente tripala di costruzione metallica prodotta dalla Savoia-Marchetti, caratterizzata da due assetti di passo variabile in volo dal pilota mediante comando idraulico. Normalmente l'avviamento avveniva tramite un compressore esterno, ma l'apparecchio era dotato anche di un motocompressore a bordo da 180 atmosfere. Prima del decollo si mantenevano in moto i tre motori per alcuni minuti a 1500/1600 giri, evitando di tenerli al massimo regime per evitare surriscaldamenti o eccessivo sforzo dei freni. Il decollo avveniva con i motori a 2050 giri dopo un rullaggio relativamente breve, considerata la massa del velivolo, di circa 300 m Gli ipersostentatori rientravano automaticamente a circa 210 km/h, così come cominciavano ad estendersi al di sotto di questa velocità per l'atterraggio e con i motori al minimo. L'avvicinamento in fase di atterraggio avveniva di norma a 170 km/h e gli ipersostentatori erano completamente estesi a 145 km/h. Dal momento in cui toccava il suolo, quasi sempre su erba o terra, richiedeva una corsa di circa 200 m per arrestarsi.

Notizie storiche: Il trimotore SIAI Marchetti S.79 è il più celebre aereo italiano della seconda guerra mondiale. Fu prodotto fino al 1943 in circa 1.350 esemplari, dei quali 642 presso la SIAI e 63 presso la Macchi. Fu esportato in Brasile, Jugoslavia, Libano e Spagna. La versione bimotore S.79B fu venduta a Irak e Romania, che ne costruì 72. Progettato da Alessandro Marchetti (1884-1966) come aereo di linea veloce, univa la tradizionale struttura mista SIAI (fusoliera in tubi, ala in legno, rivestimento in tela) a novità importanti quali carrello retrattile e ipersostentatori. Battezzato ufficialmente "Sparviero", fu soprannominato "Gobbo maledetto" dalla propaganda italiana. Fece il primo volo l¿8 ottobre 1934 da Cameri (NO), pilotato da Alessandro Passaleva (1895-1941). La velocità lo rese protagonista della gara Istres-Damasco-Parigi (1937) e della trasvolata Roma-Rio de Janeiro (1938), entrambe effettuate dai "Sorci verdi". A partire dal 1936 fu costruito come bombardiere, debuttando nella guerra civile di Spagna. Dal 1940 divenne aerosilurante, ruolo nel quale divenne famoso anche grazie al coraggio degli equipaggi. La fusoliera esposta presso le sale del museo è stata recuperata nel 1993 in Libano. Proviene da uno dei quattro S.79L che l¿Aeronautica Libanese acquistò dalla Macchi nel 1949. Potrebbe trattarsi dell¿esemplare L-114, costruito dalla SIAI nel 1940 con MM.23843. Operò con la 278a Squadriglia, il primo della specialità aerosiluranti ed al quale appartenevano gli assi Carlo Emanuele Buscaglia (1915-1944) e Massimiliano Erasi (1908-1945). Modificato in "bis" con motori Alfa 128, operò con l¿Aeronautica Nazionale Repubblicana nel 1944-45. Nel 1948 prestava servizio con l¿Aeronautica Militare alla Scuola Trasporti di Frosinone. Affidato a Celin Avio per restauro dall¿Aeronautica Militare, è oggi il più vecchio S.79 esistente e l¿unico costruito dalla SIAI. È conservato presso Volandia dal 2008.

Autore: SIAI-Marchetti (costruttore) (1915-1997)

Datazione: post 1934 - ante 1934

Materia e tecnica: metallo; legno; tela

Categoria: meccanica

Misure: 21,20 m x 15,60 m x 4,60 m (intero)

Peso: 6900 kg (intero (a vuoto))

Peso: 10600 kg (intero (massimo al decollo))

Collezione: Collezione di Volandia - Parco e Museo del Volo

Collocazione

Somma Lombardo (VA), Volandia - Parco e Museo del volo

Riferimenti bibliografici

Mattioli, Marco "Savoia-Marchetti S.79 Sparviero Torpedo-Bomber Units", 2014

Credits

Compilazione: Uva, Cristina (2015)

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)