Horologgi a Sole Generali, et Particolari per Latitudine de Gradi 42 comodissimi per portar indosso

Rossi da Piperno, Teodosio

Horologgi a Sole Generali, et Particolari per Latitudine de Gradi 42 comodissimi per portar indosso

Descrizione

Identificazione: Orologi solari

Autore: Rossi da Piperno, Teodosio (1570 ca.-1650 ca.), inventore

Cronologia: post 1589

Oggetto: stampa

Soggetto: oggetti e strumenti

Materia e tecnica: acquaforte

Misure: 258 mm x 355 mm (parte incisa)

Notizie storico-critiche: Nell'"Indice" del tomo nel quale era rilegata l'incisione viene definita: "Orologio a sole stampato". L'aquaforte, ideata da Teodosio Rossi da Piperno per Giuliano Cesarini, duca di Civitanova e marchese di Civita Lavinia, riporta la data 14 luglio 1589 e rappresenta tre orologi solari con la spiegazione del loro funzionamento. L'orologio solare è la rappresentazione grafica di alcuni dei principali circoli della sfera celeste su un piano, attraverso proiezioni geometriche e serve a indicare le informazioni relative al tempo che derivano dalle caratteristiche astronomiche dei circoli della sfera celeste proiettati sul piano dell'orologio. Le informazioni possono essere legate anche a caratteristiche più specificatamente astronomiche, come la posizione dei segni zodiacali sull'eclittica rispetto all'orizzonte. L'incisione è composta da riquadrature di diverse dimensioni definite da una cornice decorativa con un motivo a nastro. Nella parte superiore la riquadratura ha forma di trapezio e contiene lo stemma della famiglia Cesarini, sormontato dalla corona ducale, con al centro un orso legato ad una colonna sovrastata da un aquila (in campo d'oro, nelle rappresentazioni a colori). Presumibilmente del sec. XV, lo stemma ha origini non documentate. L'ipotesi più frequente è che la sua iconografia abbia spiegazione nell'omaggio e nel gregarismo dei Cesarini dei sec. XV e XVI verso la più potente famiglia dei Colonna. L'aquila parla del favore ottenuto dagli Asburgo e del legame politico-militare del casato con l'imperatore. Ai lati dello stemma ve ne sono altri due più piccoli, di cui quello a sinistra di cui si riconosce il simbolo della croce dei Cavalieri di Malta, è riferito a Cesare Ferretti, citato nella iscrizione sottostante, che apparteneva a quell'Ordine ed era priore d'Inghilterra. Lo stemma a destra rappresenta una croce avvolta da un serpente ed è probabilmente riferito al secondo personaggio citato, Tomaso Triterio, identificato come prete. Gli stemmi sono racchiusi tra due cornucopie da cui fuoriescono fronde e frutti (cfr. Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 3,10) e da un motto scritto in lingua latina. La riquadratura sottostante, di forma rettangolare, racchiude l'intestazione della tavola, con la descrizione di quanto rappresentatovi, ossia orologi solari generali e particolari per la latitudine italiana di 42 gradi comodi da portare addosso, perché realizzati su tavolette. Gli orologi sono donati da Teodosio Rossi da Piperno a Giuliano Cesarini, a ringraziamento per i benefici e le liberalità ricevute. I Cesarini (poi Sforza Cesarini) furono signori dei castelli e territori confinanti di Civitanova e Montecosaro per oltre due secoli e mezzo: dal 1551 (Civitanova) e dal 1552 (Montecosaro) al 1817 (anno in cui i feudi del casato vennero riconsegnati allo Stato della Chiesa). Ebbero titolo marchionale nel 1560 su concessione dal papa Pio IV, titolo ducale nel 1585 dal papa Sisto V. Ai due marchesi di Civitanova Giuliano I Cesarini (c.1514 -c.1566, sp. Giulia Colonna) e Giovangiorgio I Cesarini (1550-1585, sp. Clelia Farnese) seguirono, a partire dal 1585, undici duchi di Civitanova, di cui il primo fu proprio Giuliano II Cesarini (1572-1613, sp. Livia Orsini), qui citato, che aveva anche il titolo di marchese di Civita Lavinia. Seguono poi i tre riquadri con i diversi tipi di orologio solare e la spiegazione sul loro uso: l'orologio a cilindro, il triangolo generale e il quadrante. Questi ultimi due dovranno essere incollati su tavolette di legno. Un altro stemma, ripetuto in più parti del disegno e già riscontrato in un'altra incisione presente nella collezione (Milano, Collezione Sardini Martinelli inv. 3,10), rappresenta un leone rampante sovrastato da tre fiori e un altro leone circondato da frasche che tiene un mazzo di fiori nella zampa e costituisce l'emblema di Teodosio Rossi da Piperno.

Collocazione

Milano (MI), Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche. Gabinetto dei Disegni

Credits

Compilazione: Caspani, Licia Anna (2008)

Aggiornamento: Caspani, Licia Anna (2009)

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