Lombardia Beni Culturali
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Alexandri papae III litterae gratiosae

<1173, 1174, 1176> maggio 22, Anagni.

Alessandro <III> papa, ad istanza della badessa L <etizia> e delle monache del monastero di S. Vittore di Meda, proibisce la costruzione di una nuova chiesa o di un nuovo oratorio nel territorio della parrocchia del monastero senza l'autorizzazione dell'arcivescovo di Milano e il consenso delle stesse monache, fatti salvi eventuali privilegi o scritture autentiche della sede apostolica.

Originale, Biblioteca dell'abbazia S. Benedetto di Seregno, Pergamene, nr. 1 [A]. Copia autentica settecentesca del notaio Giovanni Angelo Custodi, alla data 1177 circa, 22 maii, AATMeda, SVP, sec. XII, nr. 125 [B]. Altra copia settecentesca del Custodi, ivi [B']. Copia semplice settecentesca in lingua italiana, segnata G (sigla, per il significato della quale, rinvio, una volta per tutte, all'Introduzione, nota 109), ivi. Regesto settecentesco, presumibilmente originaria camicia cartacea di A, datato circa il 1177, 22 maggio, ivi. Altri regesti settecenteschi: [CUSTODI], Veritas oprimi potest, pp. 14-15; [ID.], Pro monialium Medę iuribus, p. 10; Inventario 1738, nr. 49, se al nostro doc. si riferisce l'espressione littere Alexandri tertii prohibentes ne ullus in burgo Meda, corredata della postilla copiata dal Custodi; Inventario 1739, p. [12]. Sul verso di A, centralmente, sigla D.; di mano moderna: Medae, di mano poco più tarda: L(itte)re app(osto)lice ad favore(m) r(everen)darum | monial(ium) Mede e di mano settecentesca: Lettera apostolica a favore delle | r(everen)de m(ad)ri di Meda sopra la | chiesa della cura; nell'angolo superiore destro, di altra mano settecentesca: Post | 1159, credo, e di mano del Custodi: 1176, | 22 (corretto su 21, come pare) maggio.

Edizioni: ROSSI, Alberto da Giussano, p. 30 n. 2, alla data (1176?), presumibilmente ricavata dalle annotazioni dorsali; PICASSO, Una lettera graziosa, p. 136, alla data [1160, 1173, 1174, 1176] maggio 22; ORSINI, Il monastero di San Vittore a Meda, p. 88, e ZOPPÉ, Per una storia di Meda, p. 259, entrambi dalla trascrizione edita in ROSSI, Alberto da Giussano.
Regesta: KEHR, Italia pontificia, VI/1, p. 138, nr. *1, che, pur attingendo alla Risposta al papele, data: '(1176) mai. 22'; JAFFÈ-L., -.
Riproduzione fotografica: Le vicende del monastero, pp. 217 (dettaglio del verso) e 219.
Cf. Risposta al papele, p. [9], che la data: '22. Maggio 1178' e ne propone un breve stralcio; ALLIEVI, Per una storia di Seveso, p. 87, dalla Risposta al papele; BERETTA, Recensione, p. 159; ZOPPÉ, Per una storia di Meda, p. 65; VIOLANTE, Pievi e parrocchie, pp. 400-401; ORSINI, Il monastero di San Vittore a Meda, pp. 48-50, 58.

La pergamena presenta lievi segni d'usura e lacerazioni, specialmente in corrispondenza delle antiche piegature (una orizzontale, tre verticali).
Sul lembo della plica sono visibili due fori, attraverso i quali passava il filo serico (cordula serica versicolore, afferma B'), che assicurava la bolla plumbea, forata al centro. Bolla che oggi, irrimediabilmente scissa dalla membrana, è conservata a parte.
Quanto alla datazione, un primo termine post quem (1172) può essere ricavato dalla cronotassi abbaziale: se, infatti, nelle pergamene del tabularium di S. Vittore la badessa Letizia è citata per la prima volta il 16 aprile 1176 (cf. ACM XIII, IV, doc. nr. 1), Martina, colei che l'ha preceduta nell'ufficio dell'abbaziato, è documentata fino al primo dicembre 1172 (cf. AATMeda, SVP, sec. XII, nr. 123bis). Per un'ulteriore definizione cronologica, è necessario ricorrere all'itinerario di Alessandro III: e durante gli anni di pontificato successivi al 1172, il papa indirizza lettere da Anagni nel maggio del 1173, del 1174, nonché del 1176. Più precisamente, tra il 26 aprile e il 29 maggio 1173 (JAFFÈ-L., nr. 12225 e 12226), poi il 20 e il 26 maggio 1174 (ibid., nr. 12380 e 12381) ed, infine, il 21 e il 25 maggio 1176 (ibid., nr. 12705-12707). Non va, tuttavia, taciuto che, tra i tre anni tutti ugualmente possibili, il 1173, il 1174 e il 1176, è proprio quest'ultimo, il 1176, a richiamare l'attenzione come il più probabile, poiché ben si inserisce nello stretto incalzare delle contestazioni dei borghigiani tra il 1176 e il 1178 (si veda, in proposito, le pp. 19-33 dell'Introduzione).

ALEXANDER episcopus servus servorum Dei. Dilectis in Christo filiabus L(etitie)| abbatisse et sororibus Meten(sibus), salutem et apostolicam ben(edictionem). Suscepti regiminis | amministratione compellimur iustas petitiones religiosarum perso|narum admittere et efficaciter exaudire, ut non videantur in his | repulsam apud nos sustinere, que p(re)via ratione requirunt (a). Eapropter, dilecte (b) | in Christo filie (c), vestris iustis postulationibus gratum impertientes assensum, | auctoritate apostolica prohibemus, ne cui liceat infra parrochiam monaste|rii vestri, sine auctoritate Mediolanensis archiepiscopi et assensu vestro, ecclesiam | vel oratorium de novo construere, salvis tamen privilegiis et aute(n)|ticis scriptis apostolice sedis. Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam | nostre constitutionis infringere vel ei aliquatenus contraire. Si quis | autem hoc attemptare presumpserit, indignationem omnipotentis | Dei et beatorum Petri et Pauli apostolorum eius | se noverit incursurum. Dat(a)Anagnie, .XI. kal(endas) iunii.
(BP)


(a) -equiru- su rasura.
(b) -e su rasura.
(c) -e su rasura.

Edizione a cura di Annalisa Albuzzi
Codifica a cura di Gianmarco Cossandi

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