Lombardia Beni Culturali
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Cartula finis et refutationis

1198 luglio 1, Vigevano.

Maria, vedova di Alberico Staironus, dichiarando di partecipare, della sostanza del marito, soltanto a quanto costituisce il suo padelfium, rinunzia in favore di Pultrone de Bexate a ogni diritto che poteva vantare su quei tre appezzamenti di terra, siti nel territorio di Fallavecchia e di Besate, che Uberto Staironus e il predetto Alberico avevano venduto a Pultrone. Dal canto suo Guala Lupus, padre di Maria, giura che in futuro non avanzerà rivendicazioni di sorta circa la predetta terra.

Originale, ASMi, AD, pergg., cart. 688 [A]. Regesto Osio e copia semplice ottocentesca, camicie cartacee di A. Altri regesti, BONOMI, Morimundensis, p. 568, n. 284, e Catalogo, IV, fasc. 75. Nel verso, di mano del notaio: Cartula finis de Maria (-a corr. da e); annotazione tarda, e segnatura Bonomi: 284. MCXCVIII. Rinuncia.

La pergamena presenta solo un certo annerimento, più accentuato nella parte sinistra.
Del rogatario non si conoscono altri docc.
La conservazione del doc. nell'archivio morimondese potrebbe spiegarsi ipotizzando un'identità fra il destinatario della presente refuta e Perronus de Besate, autore - insieme alla moglie Belvedere - di una donazione a favore del monastero confermata il 1205 aprile 21, e recuperabile unicamente tramite il sunto di essa contenuto in Indiculus (sec. XIII ex.), p. 7 (notaio Ruffino Miracula). Oggetto di essa risultano, nell'ordine, un appezzamento di vigna di sei pertiche sito ad Crosam, una bubulca terre colte, pure di sei pertiche, ubicata in Plano, e un sedime di una sola pertica in Besate.

(SN) Anno dominice incarn(ationis) mill(esim)o cent(esimo) nonag(esimo) octavo, primo die iulii, indic(tione) prima. Maria, relicta | quondam Alberici Staironi, que fuit confesa tantum esse in sustancia quondam viri sui quantum esse suum padelfium (a), consensu Guale Lupi, pat(ris)| sui, et cum interrogacione propinquiorum parentum suorum, ii sunt Iacobus de Truso et Guarnerius de Nicholao, qui eam interroga|ver(unt) si vim pateretur an (b) non, que dixit nullam vim paterer, set sua bona et spontanea voluntate fecit finem et refuta|cionem adversus Pultronem de Bexate de omni iuri suo quod abebat in pecias tres de terra, quas Ubertus Staironus et Al|bericus quondam vir eius vendiderant (1) s(upra)s(crip)to Pultrone, iacente in teritorio Fare Vegie et Besate; et insuper Gua|la Lupus iuravit, per datam parabolam s(upra)s(crip)te Marie, quod dehinc (c) in antea non abet de s(upra)s(crip)tas pecias de terra agere nec cau|sare, contradicere (d) nec guerriare s(upra)s(crip)tum Pultronem neque eredibus eius neque (e) quibus dederit, per se neque per sua submisa | persona in aliquo te(m)pore, set se(m)per erit tacita et contenta in s(upra)s(crip)ta fine. Actum in Veg(levano) (f). Feliciter. S(upra)s(crip)ta Maria et pater rogaver(unt)| hanc cartulam fieri. Interfuer(unt)Bergundius Buxus et Iohannes Canis et Iacobus Belizanus testes.
(SN) Ego Sirus notarius sacri pal(acii) hanc cartulam tradidi et scripsi.


(a) q(u)antu(m) - padelfiu(m) nell'interlineo.
(b) Su a- segno abbr. (trattino orizzontale) superfluo.
(c) -h- corr. da lettera principiata, come pare.
(d) -i- corr. da lettera principiata.
(e) Su n- tratto di penna senza apparente significato.
(f) Scioglimento probabile.

(1) Non si è reperito il doc. relativo.

Edizione a cura di Michele Ansani
Codifica a cura di Gianmarco Cossandi

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