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Unità residenziale al Monte Amiata
Milano (MI)

Indirizzo: Via Enrico Falck 37 - Milano (MI) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; edificio per abitazioni

Caratteri costruttivi:

  • strutture: travi e pilastri in cemento armato
  • facciata: intonaco cementizio bianco e avorio
  • coperture: piana non praticabile
  • serramenti: in alluminio bianco

Cronologia:

  • progettazione: 1969 - 1973
  • esecuzione: 1969 - 1973
  • data di riferimento: 1969 - 1973

Committenza: Società Mineraria Monte Amiata

Autori:

Compreso in:

Uso: abitazione

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Descrizione

Il progetto di Rossi, elaborato tra il 1969 e il 1973, realizza un unico corpo di fabbrica lungo 185 metri e profondo 12 metri, di tre piani fuori terra e con un'altezza complessiva di 12 metri. L'elemento dominante il progetto è la tipologia del ballatoio, che è la rilettura di un carattere tipico dell'edilizia popolare milanese e che si configura come percorso rettilineo continuo, aperto su un lato, che distribuisce i singoli appartamenti come una vera e propria strada. Il richiamo alla strada come spazio pubblico diventa poi l'elemento principale per la progettazione del piano terra, completamente integrato al resto del quartiere e sviluppato su due diverse quote (collegate da una scala), delle quali quella superiore destinata ai negozi di vicinato previsti dal progetto. Gli alloggi-tipo sono piccole abitazioni di due locali, dotate di una o più logge, i cui servizi affacciano sul ballatoio di distribuzione (largo circa un metro e ottantacinque centimetri). I fronti sono segnati dalla scansione ritmica dei setti e dei setti-pilastri e sono trattati con un rivestimento a intonaco strollato, nei toni del bianco e dell'avorio. Le aperture sono costituite da una sequenza continua di finestre quadrate, il cui rigore geometrico è stato letto spesso dalla critica come richiamo alla tradizione modernista di Adolf Loos e Le Corbusier.

Notizie storiche

Nel 1968 Carlo Aymonino propone a Rossi di collaborare al progetto per il quartiere Gallaratese 2, affidatogli dalla Società Mineraria Monte Amiata qualche anno prima e divenuto nel giro di breve tempo uno dei progetti più discussi degli anni Sessanta e Settanta. I due complessi hanno caratteristiche profondamente dissonanti: da un lato, il progetto di Aymonino propone un paesaggio di forme e volumi "accesi da una volontà espressionista" (Gramigna-Mazza, 2001, p. 439); dall'altro, si staglia nella propria nitida limpidezza il volume di Rossi, che in prima persona coglie le profonde dissonanze con le altre abitazioni del quartiere e descrive spesso il proprio edificio come una lama infilata nel groviglio di isolati disegnati da Aymonino.