« LombardiaBeniCulturali
Sei in: Opere

Quartiere Harar
Milano (MI)

Indirizzo: Via Harar - Milano (MI) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; quartiere

Caratteri costruttivi:

  • strutture: travi, pilastri e solai in cemento armato
  • facciata: intonaco cementizio in vari colori; mattoni faccia a vista (insulae)
  • coperture: piana non praticabile (grattacieli orizzontali); a falde, con manto in coppi (insulae)
  • serramenti: in legno, con persiane o avvolgibili

Cronologia:

  • progettazione: 1950 - 1955
  • esecuzione: 1951 - 1955
  • data di riferimento: 1950 - 1955

Committenza: INA-Casa

Autori:

Comprende:

Uso: abitazione/ servizi

Condizione giuridica: proprietà mista pubblica/privata

Descrizione

Il quartiere Harar, maturato nell'ambito della legge Fanfani che portò alla costituzione dell'INA-Casa, si trova in un'area nei pressi dello stadio di San Siro che, all'epoca della sua realizzazione, era zona periferica. Ha visto la partecipazione di numerosi architetti della scuola milanese, che lavorarono a partire da un piano urbanistico firmato da Giò Ponti, Luigi Figini e Gino Pollini. Il quartiere è organizzato in due diverse tipologie edilizie, studiate per accogliere circa 5500 abitanti in 942 alloggi: le "insulae", case unifamiliari a bassa densità, e i "grattacieli orizzontali", blocchi edilizi in linea e multipiano. Questi ultimi - ad eccezione dei due corpi di fabbrica di Bottoni, che seguono giaciture particolari - sono disposti a formare un disegno a turbina, in cui sei diversi volumi sono disposti intorno a un vasto spazio centrale, sul quale è prevista la realizzazione di negozi e servizi pubblici. 500000000000000000Facilmente raggiungibili attraverso una rete di percorsi pedonali che attraversano gli ampi spazi verdi che li circondano, i grattacieli inquadrano dunque il cuore del quartiere, intorno a cui si dispongono (lungo una maglia inclinata di quarantacinque gradi) gli isolati destinati alle insulae, che sono invece circondate da giardini privati. Le case basse furono progettate da Paolo Antonio Chessa, Figini e Pollini, Mario Tedeschi, Tito Varisco; i grattacieli di nuovo da Figini e Pollini, Ponti e dagli altri capigruppo coinvolti. Particolarmente interessanti il grattacielo di Figini e Pollini - ritmato da alloggi duplex di varia metratura, distribuiti da ballatoi, che si riflettono sulla facciata rivolta al giardino attraverso l'esibizione del telaio strutturale - e i volumi di Ponti attestai lungo via Montebaldo (la "casa bianca e gialla") e via Pellice (la "casa bianca e rossa"), che rappresentano una delle più interessanti riflessioni pontiane sul tema del colore nell'architettura contemporanea. Figini e Pollini si occupano anche di numerose insulae, per le quali studiano due diverse tipologie: il modello, già sperimentato per il grattacielo, dell'alloggio in duplex, coperto da un'unica falda inclinata in coppi; l'alloggio ad un unico piano, che invece è protetto da un tetto a due falde asimmetriche, inclinate verso il centro della casa.

Notizie storiche

Gli edifici di Bottoni sono il risultato di una trattativa tra il progettista e Ponti, che aveva espresso perplessità sulla prima proposta progettuale avanzata: un unico, incombente corpo di fabbrica orientato secondo l'asse eliotermico e non secondo le matrici geometriche del quartiere. L'ipotesi fu dunque scartata dal gruppo di Bottoni, che poi realizzò due diversi blocchi in linea disposti secondo la giaciture delle insulae. La prima versione del progetto prevedeva inoltre una copertura piana con un terrazzo praticabile - attrezzata con pensiline, solarium e pista podistica in legno, sul modello dell'Unitè d'Habitation- che tuttavia non fu realizzata per contenere i costi.

Documentazione allegata

Fonti archivistiche

Gio Ponti Archives, Milano - sito vedi »

Archivio Vito e Gustavo Latis, Milano - scheda fondo vedi »

Archivio Civico, Milano - scheda fondo vedi »

Archivio Piero Bottoni. Politecnico di Milano, Dipartimento Architettura e Studi Urbani - scheda fondo vedi »

Archivio Piero Bottoni. Politecnico di Milano, Dipartimento Architettura e Studi Urbani - sito vedi »

Archivio Luigi Figini, Milano - scheda fondo vedi »

Bibliografia

Domus, Aspetti del quartiere INA-Casa di via Dessiè a Milano, Milano 1952, n. 270, maggio, pp. 9-15

Urbanistica, 1956, n. 18-19

Architettura cantiere, Milano 1957, n. 12

Aloi R., Nuove architetture a Milano, Milano 1959, pp. 255-258

Vercelloni V., Casabella, Alcuni quartieri di edilizia sovvenzionata a Milano, Milano 1961, n. 253, luglio, pp. 42-51

Anguissola Beretta L., I 14 Anni del Piano INA-Casa, Roma 1963, pp. 218-221

Blasi C., Figini e Pollini, Milano 1963, pp. 158-165

Pica A., Architettura moderna in Milano. Guida, Milano 1964

Grandi M./ Pracchi A., Milano, guida all'architettura moderna, Bologna 1980, pp. 254-55, 274

Savi V. (a cura di), Figini e Pollini. Architetture 1927-1989, Milano 1990

Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, pp. 272-273

Pugliese R. (a cura di), La casa popolare in Lombardia 1903-2003, Milano 2005, pp. 184-186

Credits

Compilatore: Leoni, Maria Manuela (2014)
Responsabile scientifico testi: Irace, Fulvio