Lombardia Beni Culturali
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Cartula promissionis

1090 maggio, Como.

Gumperto chiamato Pasara, dell'Isola Comacina, professante legge romana, promette ad Ariprando, abate del monastero di San Carpoforo, eretto nelle vicinanze della città di Como, di non rivendicare diritto alcuno su quella terra sita nell'Isola Comacina, ove dicesi ad Runcale, che è di diritto del predetto monastero e che detto Gumperto ingiustamente detenne, ricevendo dall'abate una piccola croce come launechild.

Originale, BAMi, Pergamene, n. 1370 [A]. Trascrizione: Bonomi, Diplomatum, BBMi, AE.XV.33, n. 15, pp. 45-46. Regesti: Ferrario, Sommario cronologico, c. 441r; Bonomi, Synopsis cronologica, BBMi, AE.XV.33, c. 392v; Ceruti, BAMi, I 145 suss., n. 20 (1370), cc. 3v-4r; Bianchi, Inventario, BAMi, K 202 suss., n. 1370, e nella relativa scheda mobile dell'ordinamento cronologico. Nota di repertorio: Bianchi, BAMi, K 212 suss., p. 214 (alla voce "Monastero di San Carpoforo di Como").
Nel margine superiore sinistro del recto segnatura, pure di mano del Bianchi, che rimanda all'Inventario: "1370".
Nel verso, di epoca medievale: "Ad Roncale sive Cumiago". Inoltre: segnatura di fase C: "Q, n. 10"; regesto Ferrario. Infine: segnatura Bonomi, accompagnata dall'indicazione dell'anno: "15 .MXC."; segnatura Ceruti in pastello rosso: "20".
Edizioni: Gli atti privati, vol. IV, n. 750, pp. 364-365.
Regesto: MONNERET DE VILLARD, L'Isola Comacina, n. 104, p. 188.
Cf. BELLONI, Il San Benedetto, p. 40; p. 50.

La pergamena (mm 195/190 x 180/174) presenta modeste lacerazioni in corrispondenza delle antiche piegature e un piccolo foro alla riga 9 (che tuttavia non compromette la leggibilità del dettato).
Il computo indizionale appare scorretto, cadendo il maggio 1090 nell'indizione tredicesima e non nella quattrodicesima, come erroneamente indicato nel documento.
Questo documento è legato al n. 16, sia in relazione ai contenuti (attore nei negozi è sempre il monastero di San Carpoforo di Como), sia in quanto rogati dal medesimo professionista. A questo proposito, si rimanda alla nota introduttiva al doc. 16, per una sintetica presentazione delle novità introdotte da Uberto notarius et causidicus.

(SN) In Christi nomine. Anno ab incarnationis d(om)ni nostri Iesu Christi milleximo nonageximo, mense madii, indic(ione) quarta|decima. Tibi domno Ariprando abati monasterii Sancti Carpofori (1), quod est constructum foris prope Cumana civitate, | ego Gumpertus qui vocatur Pasara, de Insula Cumense, qui professus (a) sum vivere lege Romana, presens presentibus dixi: "Promitto atque spon|deo me ego qui supra Gumpertus, una (b) cum meis heredibus, tibi cui supra Ariprando abati tuisque successoribus aut cui vos dederitis | ut a modo in antea nulloque in tempore non habeam ego qui supra Gumpertus nec mei heredes licenciam nec potestatem per | nullumvis ingenium nullamque occasionem quę fieri possit agendi nec causandi, nominative de cuncta illa | terra quę est iuris predicti monasterii, cum superiore et inferiore, cum fine et accessione sua, sicut ego qui supra | Gumpertus usque modo iniuste tenui. Et est ipsa terra in iamdicto loco Insula, ad locum ubi dicitur ad Runcale, | dicendo quod michi cui supra Gumperto de iamdicta terra exinde aliquid pertinere debeat, sed omni tempore ego et mei | heredes de predicta terra exinde taciti et conte(m)pti permanere debeamus. Quid si a modo aliquo tempore nos | vel mei heredes de predicta terra agere aut causare vel removere presumpserimus adversus imadictum monasterium | aut cui, pars ipsius monasterii, dederit et taciti et conte(m)pti omni tempore non permanserimus, vel si aparuerit | ullum datum aut factum seu quodlibet scriptum cui nos exinde in alia parte fecissemus et claruerit, tunc | componere promittimus in duplum ipsa terra unde ageremus et insuper penam argenti d(e)n(arios) bon(os) libras decem, | et post penam compositam omni tempore taciti et conte(m)pti exinde permanere debeamus, quia sic inter nos convenit". | Et in eo tenore, ut supra legitur, et ad hanc confirmandam promissionem accepi ego qui supra Gumpertus a te iamdicto | domno Ariprando abate exinde launechild crosinam unam, ut hęc mea promissio omni tempore firma | permaneat. Actum in broilo quod est foris prope iamdicta civitate. |
Signum † manus suprascripti Gumperti, qui hanc car(tulam) fieri rogavit et suprascriptum launechild accepit ut supra. |
Signum ††† manuum Andrei et Vuidonis seu Arialdi testium. |
(SN) Ubertus notarius sacri palacii causidicusque hanc car(tu)lam scripsit, post traditam co(m)plevit.

(a) Su -e- segno abbr. per -us privo di significato, erroneamente anticipato.
(b) Su -a segno abbr. principiato privo di significato.

(1) Il monastero di San Carpoforo di Como fu fondato dal vescovo di Como Litigerio (1031-1046): copia del decreto di fondazione, risalente al sec. XII e con sottoscrizione autografa del presule lariano Ardizzone I (1135-1162), è conservata in BAMi, Pergamene, n. 1355 (Edizioni: TATTI, Annali sacri, Decade II, p. 851; CERUTI, Historiae patriae monumenta, t. XVI, col. 369). Sulla storia del monastero, che probabilmente seguiva la regola benedettina (LUBIN, Abbatiarum Italiae, p. 85), cf. in particolare LONGATTI-XERES, Fondazioni monastiche in diocesi di Como, p. 78. Inoltre: RAINOLDI-PEZZOLA, Apes debemus imitari (I), frammento n. 1, pp. 20-26: vi si trova edito e contestualizzato un frammento di codice dell'XI secolo, proveniente da quel monastero comasco, che conserva i canti liturgici per le celebrazioni della messa nelle feste dei santi che intercorrono tra il 2 e il 13 agosto. Gli autori sottolineano che "soltanto una comunità monastica ben organizzata era in grado di poter utilizzare ferialmente un repertorio tanto ricco di brani e non semplici dal punto di vista ritmico-melodico" (ivi, p. 20, nota 3). Per la presenza di questi documenti fra le scritture di San Benedetto, il Belloni sostiene "evidenti legami fra il monastero benedettino di Como fondato da Litigerio pochi decenni prima ed il nuovo del monte Altirone, dove quello cittadino possedeva dei terreni già in precedenza. Il vescovo Rainaldo quindi - prosegue lo studioso -, in appoggio alla riforma generale della Chiesa, sta continuando nel territorio della diocesi la diffusione dei monasteri benedettini iniziata dai suoi predecessori" (BELLONI, Il San Benedetto, p. 42).

Edizione a cura di Rita Pezzola
Codifica a cura di Rita Pezzola

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