Lombardia Beni Culturali
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Carta investiture

1154 settembre 1, Milano.

Garicianus detto de Marliano, investe Alberto, prete e preposito della chiesa di S. Ambrogio, e la chiesa stessa, rappresentati da Domenico detto Abbas di Milano, dell'accesso che, passando per il prato del detto Garicianus situato in località ad Infernum, giunge ai prati di proprietà della chiesa di S. Ambrogio. Garicianus promette inoltre alla detta chiesa, sempre rappresentata da Domenico, di difendere tale accesso e di non impedirlo mai in alcun modo, e riceve in cambio dalla chiesa otto soldi di buoni denari milanesi d'argento.

Originale, ASA, Perg. sec. XII, n. 95 [A]. Sul verso, di mano contemporanea: Carta de accesio quod transire debet per pratum Gariciani de Marliano; di mano alquanto posteriore: Carta accesii prati de Inferno. Seguono altre annotazioni tarde.

Pergamena di mm. 78/74 x 220/216; appare notevolmente danneggiata dall'umidità, soprattutto nella parte sinistra dove è dilavata e macchiata, con danno di alcune lettere; presenta inoltre alcuni piccoli fori in corrispondenza di una delle tre antiche piegature orizzontali.
I dati cronologici non concordano: al primo di settembre dell'anno a Nativitate 1154, secondo lo stile greco in uso a Milano, dovrebbe corrispondere l'indizione terza, che partiva proprio da quel giorno, e non la prima. Si potrebbe forse pensare che il notaio Pietro adottasse l'indizione genovese, con inizio al 24 settembre e con un ritardo di un anno. Poiché però mancano altri elementi che diano valore a questa ipotesi, è più probabile che la discordanza sia da attribuire a distrazione del notaio.

(SN) Anno dominice incarnationis millesimo centesimo quinquagesimo quarto, primo kalendas septembris (a), indictione prima. Presentia bonorum hominum quorum nomina supter (b) leguntur, Garicianus qui dicitur de Mar|liano investivit Domenicum qui dicitur Abbas de civitate Mediolani, in vice a parte Alberti presbiteri et prepositi eclesie Sancti Ambrosii ubi eius sanctum requiescit corpus et a parte | suprascripte eclesie, nominative de accesio uno quod transeat (b) per pratum suprascripti Gariciani, quod pratum iacet ubi dicitur ad Infernum, usque ad prata suprascripte eclesie iacentia | ibi prope, que laborantur pars per Mafeum qui dicitur de Quinto et alia pars laboratur per suprascriptum prepositum; tali tenore, quod amodo in antea omni tempore predictus prepositus et eius suc|cessor [et] cui dederit debeat habere et tenere suprascriptum accesium per pratum predicti Gariciani, sicut supra legitur, sine contradictione suprascripti Gariciani et sue hereditatis. Et insuper | predictus Garicianus promisit suprascripto Dominico, et a parte suprascripte eclesie, usque in pena de solidis sexaginta, quod amodo in antea nullo tempore habet ipse Garicianus, nec eius herede|s nec eius submissa persona, impedire suprascriptum accesium predicte ecclesie (c) aliquo modo, et quod defendere et guarentare hab[et] predictum accesium iure et | racione, et proinde ibi ipse Garicianus accepit a suprascripto Dominico, et a parte ipsius ecclesie, argenti denariorum bonorum mediolanensium solidos octo. Quia sic inter eos convenit. Actum suprascripta | civitate.
Signum + manus suprascripti Gariciani qui hanc cartam ut supra fieri rogavit.
Signum + manuum Iohannis de Sancto Victore, Iacobi de Okignate et Parascuti, testium.
(SN) Ego Petrus, notarius sacri palatii, scripsi et interfui.


(a) A septebris per omissione del segno abbreviativo della nasale.
(b) Così A.
(c) Così A qui e in seguito.

Edizione a cura di Annamaria Ambrosioni
Codifica a cura di Gianmarco Cossandi

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