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Edificio per abitazioni in via Plutarco 13
Milano (MI)

Indirizzo: Via Plutarco 13 - Milano (MI) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; edificio per abitazioni

Caratteri costruttivi:

  • strutture: travi e pilastri in cemento armato
  • facciata: klinker color marrone chiaro ; lastre di marmo Botticino; intonaco color beige
  • coperture: a falde
  • serramenti: in legno (in parte sostituiti)

Cronologia:

  • progettazione: 1948 - 1955
  • esecuzione: 1948 - 1955
  • data di riferimento: 1948 - 1955

Committenza: Immobiliare Plutarco

Autori:

Uso:

  • (attuale) abitazione/ ufficio
  • (storico) abitazione

Condizione giuridica: proprietà privata

Descrizione

Gli architetti Mario Asnago e Claudio Vender, tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta del Novecento, costruiscono diversi edifici residenziali nella zona a sud della Fiera di Milano. Lo stabile di via Plutarco 13 si inserisce in un lotto stretto, collocato in un isolato dalla forma rettangolare piuttosto allungata, con andamento nord-sud. La soluzione planimetrica adottata dai due architetti è volta a completare la cortina stradale sviluppando il corpo edilizio da via Plutarco sino alla retrostante via Pompeo; tale scelta progettuale trova il suo ideale completamento in relazione all'edificio confinante verso nord, sempre di Asnago e Vender e di poco successivo, con il quale origina un complesso dalla forma planimetrica a C. Il fronte principale, rivolto su via Plutarco, rappresenta una perfetta sintesi delle modalità espressive dei due autori: un prospetto piano, bidimensionale, scandito da un ritmo solo apparentemente regolare di quattro colonne di aperture, suddivise verticalmente in una fascia basamentale in marmo e una parte superiore in mattoni di klinker marrone chiaro. Una composizione semplice ed essenziale, di grande decoro urbano, dove il lirico geometrismo di natura astratta si esalta proprio laddove la regolarità delle aperture viene disattesa, come ad esempio nel diverso passo della seconda colonna di serramenti, riequilibrato grazie all'allineamento a bandiera delle più ampie aperture dell'ingresso e della portafinestra al terzo piano. Il fronte retrostante, su via Pompeo, è più stretto, rivestito interamente in klinker marrone chiaro ed arretrato rispetto al filo della strada a partire dal piano rialzato: al quarto e quinto livello, il volume si assottiglia ulteriormente per ricavare dei terrazzi di servizio alle abitazioni. Le aperture a portafinestra sono impreziosite da eleganti parapetti metallici verniciati di bianco, costituiti da fitte sequenze di sottili motivi intrecciati a losanga. L'atrio d'ingresso, la cui altezza va dal livello strada al soffitto del piano rialzato, ospita una piccola scalinata che consente l'accesso al vano scala e ascensore. Ciascun piano è occupato da due appartamenti: un primo rivolto verso via Plutarco, con doppio ingresso indipendente, e un secondo verso via Pompeo, dotato di ulteriori affacci sul cortile e sul cavedio, che portano luce ed areazione naturali al vano scala e agli ambienti di servizio. Al quinto piano l'appartamento è unico, impreziosito dall'ampio terrazzo ricavato sulla copertura dell'edificio.

Notizie storiche

La morfologia attuale dell'area della Fiera di Milano trae origine dal Piano Beruto, il primo piano regolatore della città, entrato in vigore nel 1889. Il grande spazio vuoto di forma quadrata predisposto dal piano - ancora oggi riconoscibile nella forma urbana - era concepito come piazza d'armi e fu occupato dai padiglioni della Fiera Campionaria a partire dal 1923. Con l'apertura della Fiera di Rho-Pero e la conseguente riduzione degli spazi della Fiera Milano City ai soli padiglioni tra le vie Scarampo e Gattamelata, l'area è stata recentemente oggetto di un'ampia operazione di riqualificazione con la realizzazione del progetto Citylife comprendente torri terziarie, residenze signorili, verde e servizi. A sud di quest'area della città, effettivamente edificata a partire dagli anni Venti del Novecento, Mario Asnago e Claudio Vender hanno costruito, durante gli anni Trenta fino alla fine degli anni Cinquanta, diversi edifici per abitazioni, a partire dalle case di via Euripide 1 (1937-1938), 7 (1933, alterata) e 9 (1935-1936), fino a quelle in via Plutarco 13 (1948-1955) e 15 (1952-1956). La licenza edilizia per la costruzione dell'edificio di via Plutarco 13 viene rilasciata dal Comune di Milano il 16 ottobre del 1950; nel dicembre del 1951 viene presentata una variante, sempre a firma di Asnago e Vender, mentre la richiesta di abitabilità è del 10 novembre 1954. Tuttavia, a seguito di un'ingiunzione del Comune del gennaio 1955 riguardante alcune discrepanze tra progetto ed edificio costruito, le tavole definitive vengono consegnate solo il 28 settembre dello stesso anno e redatte a firma dell'architetto Pierluigi Requiliani, quando presumibilmente l'edificio era già stato completato. Sui lotti riguardanti i fabbricati ai civici 13 e 15 di via Plutarco esiste un ulteriore progetto, non realizzato, redatto nel 1945 a firma dell'architetto Alessandro Pasquali.

Documentazione allegata

Fonti archivistiche

Archivio Civico, Milano - scheda fondo vedi »

Archivio Asnago e Vender, Seveso (MB) - scheda fondo vedi »

Bibliografia

Cadeo F./ Lattuada M./ Zucchi C., Asnago e Vender. L'astrazione quotidiana. Architetture e progetti 1925-1970, Milano 1999, pp. 146-149

Gramigna G./ Mazza S., Milano. Un secolo di architettura milanese dal Cordusio alla Bicocca, Milano 2001, p. 217

Caruso A./ Thomas H., Asnago Vender and the construction of modern Milan, Zurich 2014, pp. 146-161, 232-235

Credits

Compilatore: Sartori, Alessandro (2016)
Responsabile scientifico testi: Costa, Andrea