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Padiglione Canottieri Moto Guzzi
Mandello del Lario (LC)

Indirizzo: Lido di Mandello del Lario - Mandello del Lario (LC) (vedi mappa)

Tipologia: architettura per la residenza, il terziario e i servizi; impianto sportivo

Caratteri costruttivi:

  • strutture: muratura strutturale a vista in calcestruzzo con impronta di cassero tipo OSB (scaglie di legno pressato )
  • facciata: intonaco strollato nei colori bianco (per le pareti verticali) e giallo ocra (per le cornici e i piani inclinati)
  • coperture: lamiera ondulata zincata, materiale tipico degli storici imbarcaderi dei traghetti sul lago di Como
  • serramenti: due grandi infissi in metallo preverniciato di bianco occupano tutta la lunga facciata, rispetto alla quale sono posti in forte aggetto

Cronologia:

  • progettazione: 2010
  • data di riferimento: 2010

Autori:

Uso: attrezzature per il canottaggio

Condizione giuridica: proprietà Ente pubblico territoriale

Descrizione

Il Lido di Mandello Lario si estende per un'ampia superficie nei giardini pubblici comunali: vi si accede da un ponte ciclopedonale gettato sul fiume Mera, in fondo a un lungo e rigoglioso viale alberato che attraversa il parco stesso. Il padiglione "Canottieri Moto Guzzi", collocato a conclusione del litorale del Lido verso nord, nasce come deposito di proprietà comunale, per il ricovero di imbarcazioni e per il rimessaggio delle canoe, cui sono associati locali polifunzionali. Il padiglione è principalmente a servizio delle attività legate al canottaggio, ma anche disponibile per altre attività di carattere aggregativo. La nuova presenza edificata nel parco è suddivisa in due padiglioni distinti, contigui e sfalsati, dotati di coperture simili ma indipendenti: una precisa strategia compositiva volta a contenerne entro parametri di accettabilità il non indifferente impatto volumetrico. Il profilo edilizio si compone di due doppie falde che coprono i lunghi corpi (30 metri circa), paralleli tra loro e disposti ad angolo rispetto alla linea di costa. Nella loro forma archetipica essi richiamano la semplicità costruttiva del "ricovero", sia esso abitativo o di altra destinazione; una semplicità che si estende anche alla scelta dei materiali costruttivi. L'unico fronte finestrato, rivolto verso il lago, si apre come una sorta di grande schermo da cui è possibile contemplare, protetti dal "ricovero" e con qualsiasi temperie, lo spettacolo lacustre. Il padiglione è dotato di ventilazione sia naturale che forzata e di isolamenti termici e sagome dei profili atti a gestire l'esposizione diretta ai raggi solari nei solstizi.

Notizie storiche

Nella semplicità quasi austera e nella nobiltà delle sue proporzioni, il padiglione esercita il fascino di un'architettura solidamente meditata, tuttavia "depotenziata" da una gestione che ancora non si presenta al suo meglio. La struttura polifunzionale infatti è in parte non utilizzata; il progettato rivestimento arboreo (Ficus pumila) dei timpani esterni non è stato realizzato; l'intorno immediato dell'edificio non appare organizzato con attività che ne giustifichino la definizione di "centro polifunzionale". Ovviamente queste circostanze non sono da imputare al progetto architettonico, ma è noto che una non-gestione delle opere può accelerarne il degrado.

Bibliografia

Ordine Ingegneri provincia di Como, Notiziario, Act Romegialli il senso della Forma, Como 2009, n. 110

Romegialli G., Lotus, In the landscape, Milano 2012, n. 51, pp. 60-95

Credits

Compilatore: Premoli, Fulvia (2015)
Responsabile scientifico testi: Boriani, Maurizio