Lombardia Beni Culturali
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Carta guadie

1153 gennaio, <Milano>.

Alberto detto Gozoni, di Gallarate, del fu Pietro, dà guadia nei confronti di Alberto detto Quintavalle, di Milano, che farà avere entro un anno a Ribaldo, abate del monastero di S. Barnaba in Gratosoglio, una quantità di terra del valore di ventuno lire di denari milanesi d'argento, e che farà pervenire la carta emptionis della medesima terra al Quintavalle; in seguito farà perfezionare una carta di permuta da parte dell'abate con cui questi cederà al Quintavalle tutti i beni e i diritti posseduti dal suo monastero nel castrum, nella villa e nel territorio di Basiano, ricevendo in cambio la predetta terra; a garanzia di ciò, pone come fideiussore l'abate Ribaldo, il quale dichiara di aver ricevuto da Alberto Quintavalle ventuno lire di denari milanesi d'argento quale prezzo dei beni in Basiano, e di averle spese per estinguere un debito contratto dal monastero.

Originale, ASMi, AD, pergg., cart. 687 [A]. Copia semplice, BONOMI, Morimundensis, pp. 320-2, n. 100 [B]. Regesto, Catalogo, III, fasc. 55. Nel verso di A, di mano del rogatario: Car(ta) guadie quam fecit Albertus qui d(icitu)r Gozoni, cui segue, di mano Y, in Alberto qui d(icitu)r Bocardus de rebus in Basiliano; di mano X: Albertus Quintavalle; de rebus | in Baxiliano. R.; di mano del sec. XIII: De Gratasolia; altre annotazioni di epoca moderna, tra cui segnatura Bonomi: 100. MCLIII. Assicurazione. Alla mano di un lettore duecentesco vanno accreditati gli apici di distinzione, posti su tutte le i, anche singole, del dettato di A, in conformità a una prassi introdotta appunto nel corso del sec. XIII.

Cf. ZERBI, Un documento inedito, p. 115.

La pergamena, in discreto stato di conservazione, presenta soltanto alcune modeste abrasioni. Rigatura a secco.
Menzionato nel breve de cartulis (Introduzione, p. YYYY), il doc. venne erroneamente collocato, nel corso del sec. XIX, nel fondo dell'abbazia di Chiaravalle Milanese (ivi, p. YYYYY).
Come appare in maniera inequivoca nella parte finale del testo, viene qui sancita l'alienazione dei beni in Basiano, da parte del cenobio vallombrosano di S. Barnaba in Gratosoglio, in favore di Alberto detto Quintavalle, al prezzo di ventuno lire di denari milanesi d'argento, per saldare un debito dello stesso importo precedentemente contratto dal monastero. Dell'avvenuta cessione di tali beni troviamo conferma indiretta in un successivo doc. del marzo 23 dello stesso anno (n. 142), quando Alberto Quintavalle (altrimenti detto Bocardus, come segnala una nota coeva nel verso della pergamena qui edita), quale nuovo titolare di diritti di decima in Basiano, entra in conflitto con il monastero di Morimondo, la cui politica di espansione è ormai decisamente orientata verso la medesima località. Quale garante del negozio, la cui complessità dipende almeno in parte dall'esigenza di aggirare le norme che proibivano alle istituzioni ecclesiastiche l'alienazione del patrimonio (cf. Cod. Iust. 1.2.14), compare Alberto detto Gozoni. Questi, impegnandosi a porre nelle mani del Quintavalle il 'titolo' di proprietà (una non meglio precisata carta emptionis) su un'estensione di terra del valore di ventuno lire, corrispondenti appunto al prezzo dei beni di Basiano, consente alle parti di giungere mediante una normale carta commutationis al compimento, formalmente ineccepibile, dell'operazione. Le ragioni che coinvolgono il Gozoni nell'affare non emergono in maniera esplicita, anche se forse non si è lontani dal vero identificando questo personaggio con il titolare del credito di ventuno lire sopra ricordato. A garanzia della somma, il monastero potrebbe avergli ceduto in pegno una quantità di terra di pari valore, la medesima che egli, una volta riscosse le ventuno lire, mette a disposizione per la finta permuta. Stando così le cose non sembra difficile accreditare ai tre protagonisti i rispettivi ruoli: il Quintavalle acquista i beni in Basiano, il Gozoni recupera la somma data in prestito, mentre il monastero di S. Barnaba, con l'alienazione dei beni di Basiano, si procura il denaro per saldare il debito, riprendendosi di conseguenza la terra concessa in pegno. Il notaio è Rogerius Bonafides; cenni sulla sua carriera in PIACITELLI, Notariato, p. 973.

(SN) Anno dominice incar(nationis) millesimo centesimo quinquagesimo tertio, pridie kalendarum februarii, indic(tione) prima. Presentia bonorum hominum quorum nomina subter l(eguntur) dedit guadiam Alber|tus qui d(icitu)r Gozoni, de Galerate, f(ilius) quondam Petri, Alberto qui d(icitu)r Quintavalle, de civitate Mediol(ani), ita quod am(od)o in antea usque ad annum unum proximum venientem fatiet ipse Albertus Gozoni vel eius heredes | dare do(n)num Ribaldum, abatem (a) ecclesie et monasterii Sancti Barnabe de Grattasollia, vel eius successores, argen(ti) den(ariorum) bon(orum) Mediol(anensium) libras viginti et unam in terram, et fatiet facere venire | illam cartam emptionis (1) ipsius terre in manum s(upra)s(crip)ti Alberti qui d(icitu)r Quintavalle vel sui heredis, et postea fatiet (b) facere predictum habatem vel eius successorem eidem Alberto vel suis heredibus talem cartam | co(m)mutationis (2) qualem iudex eius laudaverit, nominative de omnibus illis casis et rebus territoriis que ex parte s(upra)s(crip)ti monasterii detinere videntur (c) vel ipsi monasterio pertinent, reiacentibus | in loco et fundo Fara que d(icitu)r Basilliano, tam in castro quam in villa vel in eius territorio, una cum omnibus districtis et aliis honoribus, usibus, conditionibus predicto monasterio pertinentibus, inintegrum, | suscipiendo invicem a s(upra)s(crip)to Alberto in causa co(m)mutationis illam terram de qua habuerit cartam susceptam, ut supra l(egitur); et interim debet predictus Albertus qui d(icitu)r Gozoni vel eius successores defendere | et guarentare predictas omnes res de s(upra)s(crip)to loco Fara, sicut superius l(egitur), inintegrum, eidem Alberto qui d(icitu)r Quintavalle vel suis heredibus aut cui dederit; et de hoc adinplendo posuit fideiussorem | predictum do(n)num Ribaldum habatem, qui professus est se accepisse a s(upra)s(crip)to Alberto qui d(icitu)r Quintavalle argen(ti) den(ariorum) bon(orum) Mediol(anensium) libras viginti et unam, pro pretio s(upra)s(crip)tarum omnium rerum de predicto | loco Fara vel eius territorio, et professus est eas expendisse solvendo debitum s(upra)s(crip)ti monasterii. Quia sic inter eos convenit. Actum in canonica Sancti Nazarii ubi eius sanctum corpus iacet.
Sign(um) + manus s(upra)s(crip)ti Alberti, qui hanc cartam ut supra fieri rogavit.
Sign(a) + + + manuum Rogerii qui d(icitu)r de Sancto Satyro et Lanterii qui d(icitu)r Vesconte et Ambrosii qui d(icitu)r de Supraaqua et Iohannis qui d(icitu)r de Russa atque Iacomi qui d(icitu)r Bocardus testium.
(SN) Ego Rogerius iudex ac missus do(n)ni secundi Chunradi regis (3) interfui et rogatus scripsi.


(a) Su -e- rasura di segno abbr. (trattino orizzontale).
(b) A fatret
(c) -t- corr. da lettera espunta.

(1) Non si è reperita.
(2) Non si è reperita.
(3) Corrado III di Svevia imperatore.

Edizione a cura di Michele Ansani
Codifica a cura di Michele Ansani

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