Pieve vecchia di S. Maria

Quinzano d'Oglio (BS)

Indirizzo: Via Pieve - Quinzano d'Oglio (BS)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: chiesa

Configurazione strutturale: La chiesa maggiore della pieve di Quinzano, così come si presenta ai nostri occhi, è l¿esito delle complesse stratificazioni architettoniche, che l¿edificio ha subito nel corso della sua storia plurisecolare. Le strutture architettoniche strettamente pertinenti al primitivo edificio romanico sono sicuramente la conca absidale, sopravvissuta in tutto il suo alzato e in parte delle decorazioni pittoriche, nonché i basamenti dei due pilastri dell¿aula di fronte all¿abside. Ciò rivela con chiarezza che l¿aula della chiesa era suddivisa fin da allora in tre piccole navate. Ancora entro il XII secolo sono da considerare anche i fornici che tendono ad allungarsi - con chiaro intento decorativo - fino a costituire dei fitti "beccatelli" sull'estradosso del catino absidale (collegati al fregio a "dente di sega arrotondato") in una serie di chiese urbane cremonesi che travalicano ormai il discrimine del 1200.

Epoca di costruzione: fine sec. XII - sec. XV

Descrizione

Il restauro 1980-1983 ha restituito leggibilità alla stratificazione strutturale e pittorica della chiesa. A 5,75 m dai piedritti absidali, sotto l'attuale pavimento furono rinvenuti due plinti (quello sud visibile attraverso un cristallo), già interpretati quali basi di un primitivo impianto a tre navate che nel secolo xv avrebbe lasciato posto all'aula unica su archi trasversali (Locatelli 1983). Della struttura romanica fu risparmiato l'emiciclo laterizio, collocabile verso la fine del secolo XII e già malamente "legato" alla nuova aula. Le cinque specchiature scandite da lesene erano coronate da archetti (ne restano due nella seconda specchiatura sud), sotto i quali si aprono alcune delle originarie nicchie a beccatelli, di derivazione cremonese (S. Omobono, S. Lorenzo, S. Vincenzo, S. Lucia e S. Michele a Cremona, S. Bassiano a Pizzighettone; Voltini 1987; Bini, Ghisolfi 2003) o forse nonantolana, data la separazione dagli archetti (Gandolfo 1973). Al restauro si deve la riapertura della monofora centrale ed il rimodellamento di quelle laterali partendo dai finestroni seicenteschi.
Rimosso lo scialbo nel giugno 1981, nell'emiciclo tornò alla luce l'assai impoverito decoro pittorico. Nella semiconca la Maiestas Domini fra i Viventi è introdotta dalla Vergine a sinistra e da un santo barbuto con cartiglio (illeggibile) a destra (Giovanni Battista?). Sei santi si dispongono ai lati di un clipeo abraso (colomba? agnello?) nell'imbotte. Entro fregi vegetali, nel semicilindro si succedono da sinistra: Bagno di Cristo (coppa e levatrice a destra della monofora, che taglia la scena sortendo dubbi sul ripristino), Annuncio a Giuseppe o ai pastori (angelo con asta gigliata, figura con bastone), figura stante, Fustigazione alla colonna, un episodio non identificabile. Il modellato, il repertorio ornamentale e la stesura magra su velo di intonachino suggeriscono la prima metà del secolo XIII.
Parallelo al lato nord di S. Maria, dietro il santuario di xvii secolo si eleva un vano rettangolare (6,35 x 4,1 m) con cupola ovoidale su trombe, in cui è riemersa dai restauri, mezzo metro sotto il pavimento, la base del fonte battesimale (Guerrini 1983): un blocco di botticino di riuso (137 x 124 cm, spessore 66,5), scavato al centro da una nicchia cilindrica (diametro 55,5, profondità 38) con canale di scarico (diametro 9, profondità 28,5). Sulla faccia superiore il tracciato circolare, rivestito di fine cocciopesto, e gli incavi angolari, con tracce di spine in piombo, erano base per l'anello della vasca e per quattro pilastrini, forse a sostegno di un baldacchino. L'uniforme intonacatura del vano impedisce di stabilire quanto rimanga dell'alzato romanico, di cui sono indizio nell'adiacente vano nord (6,25 x 2,7 m) l'imbotte all'estremità orientale e due lesene su zoccolo del prospetto nord, in laterizi graffiati analoghi a quelli dell'abside di S. Maria.

Notizie storiche

Reiterando l'errata lettura di un diploma di re Berengario ii, la prima attestazione della pieve di Quinzano d'Oglio è stata a lungo fissata al 958, quando in realtà Quinzano compare solo quale toponimo fra i possedimenti confermati al monastero di Leno (Casanova 2008). "Johannes archipresbitero et fratribus plebis de Quinciano brixiensis diocesis" ricorrono invece il 9 agosto 1211 (Cattaneo 2006-2007), a non molti anni dalla costruzione del complesso romanico, di cui sopravvivono l'abside della chiesa e vestigia del battistero.

Uso attuale: intero bene: chiesa

Uso storico: intero bene: pieve

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Credits

Compilazione: Ribaudo, Robert (2013)

Descrizione e notizie storiche: Scirea, Fabio

Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

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