Mulino di Grazzanello - complesso

Mairago (LO)

Indirizzo: Strada Comunale Grazzanello-Brembio (Fuori dal centro abitato, isolato) - Grazzanello, Mairago (LO)

Tipologia generale: architettura industriale e produttiva

Tipologia specifica: mulino

Descrizione

Se si abbandona la strada provinciale n. 26, seguendo una deviazione sita tra Borghetto Lodigiano e Villanova del Sillaro, si giunge a Mairago dove, nella campagna circostante, in località Grazzanello, si trovano la cascina e l'omonimo mulino.
La cascina, oggi adibita ad ecomuseo agricolo, comprende svariati edifici, un tempo funzionali alle attività agricole e produttive del complesso e recuperati in funzione del percorso agrituristico: oltre al mulino, si ricordano la stalla, le abitazioni dei braccianti, la torre passeraia, le scuderie, i fienili, le porcilaie.
La tipologia del mulino, in ambito rurale, ha una diffusione su vasta scala, in particolare a partire dall'epoca medievale, pur essendo un edificio già utilizzato in età antica. Spesso, esso non sorgeva isolato ma, dati i costi elevati, veniva inserito in un organismo più complesso, com'è il caso, per l'appunto, della cascina di Grazzanello.
Nel Lodigiano, si trovavano soprattutto due tipi di mulino: quello edificato sulla riva di un corso d'acqua - nel caso in questione, la roggia Grazzanella - e quello natante, o "a sandone", ancorato dove la corrente era più veloce.
Inizialmente, quest'edificio viene adibito a molteplici usi, dalla macinatura dei cereali, alla torchiatura dei semi, finanche alla pilatura del riso: come nel caso del mulino di Grazzanello che viene definito, nei documenti antichi, "sito di pila ad uso del massaro". La struttura di mulino più diffusa, in epoca medievale, era costituita da un solo edificio, in genere di forma rettangolare e porticato, per permettere il carico e lo scarico delle merci. Successivamente, a questa prima sala si aggiunsero, mano mano, un piano superiore, locali di servizio, rustici e alla ruota in legno venne sostituita quella in ferro. Il mulino di Grazzanello sembra rifarsi a questo schema tardo, presentando l'aspetto di una tipica cascina lombarda di pianura, composto da più edifici, a due piani, con rustici e fienile, nei pressi di un corso d'acqua dove si trova la ruota di ferro. Per realizzare l'edificio, vennero utilizzati materiali semplici, quali il mattone e la malta, con alcuni inserti di legno.
Il mulino conserva ancora numerosi oggetti usati anticamente per i lavori rurali in cascina, quali una vecchia macina in pietra sita sotto il portico dell'edificio a ovest della roggia.

Notizie storiche

La presenza di un mulino ad acqua a Mairago, in località Grazzanello, è attestata sin dal catasto del 1723. Questo elemento, funzionale alla vita della cascina collocata presso la roggia Grazzanella, utilizzato per la pilatura del riso, è un'interessante testimonianza storica dell'evoluzione ed integrazione tra attività produttive ed agricole.
Il mulino viene acquistato, insieme al resto dei fabbricati della cascina, il 31 luglio del 1767, dal marchese Girolamo Talenti di Fiorenza. Alla morte del nobile, tutto il complesso passa per successione, nel 1778, ai suoi figli, Girolamo Luigi e Antonio.
Il 17 giugno del 1796, ereditano il possedimento di Grazzanello Maria Talenti nata Doria e Lelia Talenti vedova Castelli. In seguito alla morte di quest'ultima, nel 1813 il complesso diviene proprietà di Luigia Castelli vedova Visconti di Modrone.
Nel 1814, l'intera possessione di Grazzanello viene acquistata dall'avvocato Giuseppe Martini.
Il complesso rurale di Grazzanello subisce un ulteriore passaggio di proprietà nel maggio 1815, quando viene venduto ai fratelli Giovanni, Domenico e Cristoforo Madonini. Nel 1823, però, i fratelli Giovanni e Cristoforo cedono l'intero complesso agricolo al solo Domenico. Dopo la morte di quest'ultimo, nel 1851, la possessione di Grazzanello viene suddivisa tra i figli ed i nipoti. Nel 1860, essa resta ai soli Giovanni, Carlo, Pasquale e Cesare Madonini.
Alcuni cambiamenti ed ampliamenti, nella struttura del mulino, si segnalano tra il 1867 ed il 1886. Infatti, la mappa catastale del 1867 segnala il prolungamento di una costruzione preesistente a est della roggia, anche se non ancora nelle dimensioni attuali. Questo corpo di fabbrica sembra subire un ulteriore cambiamento nel 1886, probabile data di costruzione del portico in questo edificio.
Infine, la mappa del 1897 riporta uno stato del mulino di Grazzanello molto simile a quello attuale, con una sorta di corte, cintata a nord e a sud, presso la roggia Grazzanella.

Uso attuale: edificio a E della roggia, parte N (A): in disuso; edificio a E della roggia, parte S (B): in disuso; edificio a O della roggia (C): in disuso; rustico E (D): deposito

Uso storico: edificio a est della roggia, parte nord (A): abitazione/ mulino (?); edificio a est della roggia, parte sud (B): stoccaggio merci; edificio a ovest della roggia (C): abitazione/ mulino (?); rustico est (D): stalla (?)/ deposito

Condizione giuridica: proprietà privata

Fonti e Documenti

Archivio di Stato di Milano, Catasto, Tavole del Nuovo Estimo, Grazzanello e aggregati, cart. 3048, 1732

Archivio di Stato di Milano, Catasto, Petizioni per i Trasporti d'Estimo, cart. 1763, Grazzanello e aggregati, 1758-1869.

Archivio di Stato di Milano, Mappe Cessato Catasto, cart. 2856, Grazzanello e aggregati, 1867-1887, f. 1.

Archivio di Stato di Milano, Mappe Cessato Catasto, cart. 217, Grazzanello e aggregati, 1897-1902, f. 1.

Archivio di Stato di Milano, Mappe Carlo VI, cart. 3481, Grazzanello e aggregati, 1723, f. 2, parcella 59 (già 25).

Credits

Compilazione: Onida, Nicoletta (1999)

Descrizione e notizie storiche: Montani, Anna Chiara

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

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