Chiesa dei SS. Bartolomeo e Martino
Casalpusterlengo (LO)
Indirizzo: Piazza del Popolo - Casalpusterlengo (LO)
Tipologia generale: architettura religiosa e rituale
Tipologia specifica: chiesa
Configurazione strutturale: La chiesa è a croce spiccatamente latina con presbiterio, abside centrale e cupola e presenta tre cappelle rettangolari per lato. La struttura è a pareti in laterizio e pilastri e la copertura è ha due falde con coppi nella navata; la cupola è illuminata dalle finestre che si aprono sul tamburo ed ha un estradosso tegolato con manto in coppi. Sulla sinistra, il campanile a pianta quadrata si erge imponente con la sua conclusione a torretta.
Epoca di costruzione: post 1602 - ante 1610
Autori: Vizioli Carlo, ampliamento
Descrizione
Domina lo spazio della piazza centrale di Casalpusterlengo la seicentesca parrocchiale, non lontana dalla Torre civica, eretta dai Posterla, fondatori del borgo, e dal palazzo Lampugnani, del XVII secolo, legato ai signori che governarono dal 1450.
La chiesa, dedicata ai Santi Bartolomeo e Martino, ha impianto planimetrico a croce latina, con abside centrale e sei cappelle rettangolari distribuite sui due lati della navata. Sull'ampio sagrato rialzato si eleva la facciata principale, divisa in senso orizzontale in due parti da un'elaborata cornice, ripresa nel timpano, e suddivisa da lesene di ordine corinzio, su alti basamenti.
Statue di Santi ed angeli musicanti arricchiscono il prospetto e mediano il rapporto con i volumi retrostanti, sovrastati dallo slanciato campanile con lanterna e dall'ampia cupola sul transetto.
Attraverso i tre portali, quello centrale maggiore, si accede al maestoso spazio interno, sviluppato su una sola grande navata voltata a botte e scandita dalle aperture di sei cappelle ai lati. La sequenza degli archi di volta delle cappelle si interrompe all'approssimarsi del transetto, sul quale si innalza poderosa una cupola illuminata dalle finestre distribuite a perimetro del tamburo.
L'atmosfera generata dal monumentale spazio architettonico è rafforzata dalle decorazioni a stucco dorato che rivestono le superfici, con elementi che si sviluppano sulle lesene, nelle cappelle e lungo il cornicione, e dai notevoli affreschi di artisti come Pietro Ferrabini, Valtorta, Luigi Morgari, Giuseppe Carnelli che tra Ottocento e Novecento si sono alternati nella parrocchiale.
A sinistra dell'ingresso si apre la cappella affrescata col Battesimo di Cristo, dove è collocato un antico fonte battesimale marmoreo.
Fra le numerose testimonianze di arte sacra presenti sono di rilievo una statua lignea del Cristo deposto risalente al 1656, posta nella prima cappella a sinistra, dedicata in passato al SS. Crocifisso, ora al Sacro Cuore; vi si può anche rimirare a fondale un paliotto dipinto con la rappresentazione di Gerusalemme.
Pregevole nella composizione è la cappella del Rosario, forse quella di maggior rilievo artistico e significato, pur se alterata dagli interventi ottocenteschi sull'altare e sui dipinti del fondale: vi domina l'opera di Panfilo Nuvolone che nel 1628 dipinse la grande pala della Madonna del Rosario con San Domenico e le tele dei Quindici Misteri.
Le due cappelle del transetto, col presbiterio, l'abside e la cupola furono costruite a partire dalla metà dell'Ottocento; le decorazioni risalgono agli anni Trenta del secolo scorso quando, con l'intervento ad affresco di Cesare Secchi, sono portate a compimento le decorazioni della parrocchiale.
Nella vecchia sacrestia, attigua alla chiesa, sono esposte opere d'arte sacra ed arredi provenienti dalle più antiche chiese del territorio lodigiano.
Notizie storiche
La chiesa parrocchiale di Casalpusterlengo risale ai primi anni del Seicento, quando fu eretta sull'area della piazza centrale del borgo, riunendo i titoli di due chiese più antiche dedicate ai Santi Bartolomeo e Martino.
Durante l'anno 1602 a Casal Pusterlengo fu deciso di costruire la nuova chiesa parrocchiale, essendo quella preesistente ormai in cattive condizioni ed indegna della comunità alla quale appariva secondo le cronache del tempo, del tutto inadeguata "tanto da non sembrare neppure una chiesa, ma piuttosto una stalla o una cascina¿". Si cercò allora un luogo idoneo che fu individuato nell'area centrale del borgo, occupato da alcune case sui terreni di proprietà di Don Giovanni Battista Palmerini, alla convergenza di tre rioni e quasi di fronte al castello dei Lampugnani, feudatari a Casale.
I lavori iniziarono con sollecitudine e furono portati a termine nel 1610. La costruzione aveva le forme dell'attuale navata e delle cappelle, dove ora si eleva la cupola c'erano coro e presbiterio; sul luogo dell'attuale Museo vi era la sacrestia. Dietro le case affacciate alla piazza, il cimitero, aggiunto alle sepolture sotto la chiesa, avvenute sino alla fine del XVIII secolo. Un secolo dopo la sua costruzione la nuova parrocchiale fu consacrata dal Vescovo di Lodi.
Giunta a noi inalterata nelle prime tre campate, la chiesa fu modificata a partire dalla metà dell'Ottocento con interventi sul transetto, il presbiterio, la cupola ed il campanile. I lavori di ampliamento presero avvio per volere del parroco Don Ludovico Venturini che affidò la progettazione all'architetto cremonese Carlo Vizioli.
Con la costruzione del transetto, lungo il perimetro semicircolare con cui si concludeva la chiesa, l'edificio prese l'attuale configurazione a croce latina.
La costruzione del campanile, cui dette un contributo in danari anche il locale Municipio, fu ripresa nel 1850 con una sopraelevazione, un torrino in forme cinquecentesche con ringhiera, per meglio adattarsi con le proporzioni alla maestosa facciata. Anche questa fu interessata da modifiche rilevanti a partire dalla fine dell'Ottocento, quando fu demolito il protiro che si innalzava al centro ed aggiunti elementi architettonici ad incorniciare porte e finestre, in origine distinte da semplici timpani, e le statue sul fastigio centrale e sulle ali più basse ai lati. A quel tempo i capitelli dorici furono trasformati, prendendo le forme più elaborate dell'ordine corinzio.
Dalla metà degli anni Settanta del Novecento prendono avvio le consistenti opere di restauro della chiesa e di adeguamento degli impianti, dal tetto al castello delle campane, dal nuovo impianto di riscaldamento all'apparecchiatura di diffusione sonora, per finire col restauro della facciata.
Uso attuale: intero bene: chiesa
Uso storico: intero bene: chiesa
Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico
Riferimenti bibliografici
Agnelli G., Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi 1917, p. 24
Mosca G., Casalpusterlengo, le chiese, la religiosità popolare e le sue espressioni, Casalpusterlengo 1987, pp. 89-96
Marubbi M., Monumenti e opere d'arte nel Basso Lodigiano, , pp. 26-31
Fraschini F., Casalpusterlengo da borgo a città, Casalpusterlengo 1993, pp. 97-109
Fonti e Documenti
Archivio di Stato di Milano, Mappe Carlo VI, Casalpusterlengo, c. 3089, f. 10
Archivio di Stato di Milano, Catasto Lombardo Veneto, Casalpusterlengo, c. 2416, f.17
Archivio di Stato di Milano, Mappe Cessato Catasto, Casalpusterlengo, c. 102, f. 17
Credits
Compilazione: Marchini, Veronica (2000)
Aggiornamento: D'Alessio, L. (2000); Vergani, Cristina (2007)
Descrizione e notizie storiche: Garnerone, Daniele
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00014/
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