Collegio Ghislieri - complesso

Pavia (PV)

Indirizzo: Piazza Collegio Ghislieri, 4-5 - Pavia (PV)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: collegio

Configurazione strutturale: Coevo dell'altro collegio universitario borromaico, presenta al contrario di questo una facciata assai più semplice, dove spicca il fastoso portale di scuola romana. Nel cortile una serie di colonne binate sorreggono ordini di archi a tutto sesto. Possiede anche una cappella barocca. L'amministrazione del collegio è situata nell'adiacente edificio neoclassico.

Epoca di costruzione: seconda metà sec. XVI

Autori: Tibaldi, Pellegrino, progetto; Bassi, Martino, costruzione; Veneroni, Giovanni Antonio, completamento

Descrizione

Il Collegio Ghislieri è il risultato dell'impostazione austera e rigorosa gradita dal committente papa Pio V e ben interpretata dal progettato di Pellegrino Tibaldi,. Si tratta di un edificio su tre piani, a pianta quadrata, imponente ma non vuotamente scenografico, con spazi interni funzionali alla vita comunitaria. Suoi elementi centrali sono il suggestivo quadriportico del piano terreno ed il grande corridoio del primo piano (su cui si aprono le camere degli alunni), chiamato Quadrato, illuminato da due grandi logge a colonne binate, chiuse con vetrate dalla fine dell'Ottocento. Rispetto al Borromeo, il Collegio Ghislieri ha un aspetto più severo. Allo stato attuale presenta aggiunte e rifacimenti soprattutto settecenteschi dovuti all'intervento - esteso a tutta la piazza - di Giovanni Antonio Veneroni, artefice anche della Chiesa di S. Francesco da Paola - che ne chiude il lato est. L'apparato decorativo della facciata è impostato sulla parsimonia e la sobrietà, anche strutturale, presente nello stesso progetto. Unico elemento che anima il prospetto è il portale, composto da due colonne decorate da eleganti capitelli uniti da un semplice timpano triangolare, con stemma della famiglia Ghislieri. Il portale si prolunga idealmente in alto in una elegante altana, quasi una torretta. L'interno, con un cortile a pianta quadrata, riprende la planimetria del Collegio Borromeo. Verso la metà del Settecento l'edificio venne notevolmente ampliato con l'aggiunta di una nuova ala verso Sud (chiamata poi Crimea), mediante la trasformazione di un fabbricato preesistente. Due secoli dopo, nel 1936, tale corpo venne meglio raccordato con la parte monumentale del Collegio con un'ala più piccola (chiamata poi Bosforo), all'interno della quale fu realizzata, nell' ultimo dopoguerra, l'Aula Goldoniana, destinata a conferenze e convegni. Su di un'area attigua sorgono le palazzine della sezione femminile, realizzata nel 1965, in parte di nuova costruzione, ed in parte frutto della ristrutturazione di edifici preesistenti. Molto interessante è la cappella (preceduta dall'atrio dedicato a S. Pio) terminata nei primi anni del Seicento, da Alessandro Mollo e dotata di una piccola sacrestia. Il suo spazio interno si sviluppa nella cupola ad otto spicchi con lanterna. Accanto, affacciato sulla piazza che dal Ghislieri prende il nome, un elegante edificio neoclassico su due piani, costruito durante il periodo napoleonico per dotare di aule la Scuola Militare, è oggi sede della Amministrazione del Collegio.

Notizie storiche

Le origini del Collegio Ghislieri sono da ricondursi a Michele Ghislieri, eletto papa nel 1566 con il nome di Pio V. Come per il Collegio Borromeo la logica che sottostava al progetto di costruzione del collegio era quella di creare un'istituzione culturale in grado di educare una classe dirigente in cui la formazione religiosa ed etica si integrasse ad un'elevata preparazione culturale e professionale. L'intento del Papa era quello di fondare un collegio che portasse il nome della sua famiglia aperto ai giovani di ingegno ma di non agiate condizioni economiche, con un'attenzione particolare agli studenti provenienti da Bosco Marengo nei pressi di Alessandria, suo paese natio. Come sede fu scelta Pavia, rinomata per l'antica università, dove il Papa era stato inquisitore e lettore di filosofia e teologia. Nel 1569 egli assicurò l'autonomia finanziaria della neonata istituzione trasferendole un intero feudo appartenente alla Abbazia di S. Pietro in Ciel d'Oro: centinaia di ettari di terra fertilissima dominati dal Castello di Lardirago, che il Collegio ancor oggi possiede e che ha trasformato in un Centro per attività culturali. Il progetto di costruzione dell'edificio venne affidato nel 1571 a Pellegrino Tibaldi, cui successe Martino Bassi, e realizzato con il concorso di maestranze di prestigio. A partire dalla metà del Settecento il Collegio, inizialmente aperto ai soli chierici, con l'indipendenza dalla curia romana e il passaggio del patronato direttamente alla monarchia austriaca allora regnante, acquisì carattere laico. Durante la dominazione napoleonica ci fu dapprima un cambiamento di denominazione e dopo la visita dello stesso Napoleone nel 1805 la trasformazione del nuovo "Collegio Nazionale" in una scuola militare. Ritornati gli austriaci riprese a vivere l' "Imperial Regio Collegio Ghislieri di Pavia". Gli anni del Risorgimento non furono però anni tranquilli per il Ghislieri, che ebbe tra i suoi alunni alcuni protagonisti delle Cinque Giornate milanesi, come Cesare Correnti, Carlo De Cristoforis e Giuseppe Zanardelli (futuro Guardasigilli e Primo Ministro nei governi dell'Italia unita). Solo dopo l'unità d'Italia, attenuatosi il rigore degli ordinamenti disciplinari asburgici, il Collegio incominciò ad assumere il suo aspetto odierno, come istituzione laica.

Uso attuale: intero bene: collegio

Uso storico: intero bene: collegio

Condizione giuridica: proprietà privata

Credits

Compilazione: Marino, Nadia (2004)

Aggiornamento: Ribaudo, Robert (2011); Marino, Nadia (2014)

Descrizione e notizie storiche: Bianchi, Federica

Fotografie: Marino, Nadia

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