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Arimanni Brixiensis episcopi confirmatio privilegiorum

1099.

Il vescovo di Brescia Arimanno conferma il privilegio conferito a <prete> Arderico e ai canonici della chiesa dei SS. Pietro e Paolo in Oliveto da papa Urbano II, e inoltre - in ragione del loro contributo alla lotta contro l'eresia simoniaca - concede loro le decime dei possedimenti, la chiesa di S. Eusebio di Brescia - che precedentemente aveva loro tolto - con tutti i beni a essa pertinenti, e li esenta dal ricorso al vescovo diocesano, se non per le sole questioni spirituali, specificando che se il vescovo di Brescia non fosse di nomina papale, potranno ricorrere a un altro vescovo vicino.

Copia semplice imitativa del sec. XIII, ASVat, FV, I, 1962 (SPO, 1) [B]. Regesto del sec. XVII: FAINO, Collectanea de episcopis Brixiae, BQBs, ms. E.I.8., c. 290v (che riguarda solo la sottoscrizione dell'arcivescovo Anselmo).


Regesto: GUERRINI, Di alcune chiese, p. 101.
Cf. ODORICI, Storie Bresciane, IV, p. 138; FAINO, Collectanea de episcopis Brixiae, BQBs, ms. E.I.8., c. 290v; CENCI, L'archivio della Cancelleria, p. 287; GUERRINI, Un cardinale gregoriano a Brescia, p. 382 (nota 47 - riguarda la sottoscrizione del card. Bernardo degli Uberti); STIPI, Invito a San Pietro in Oliveto, p. 60; BONINI VALETTI, La Chiesa, p. 38; SPINELLI, Ordini e congregazioni, p. 300; FRUGONI, Arnaldo da Brescia, p. 5 (nota 10); ANDENNA, Canoniche regolari e canonici, p. 122; FAPPANI-TROVATI, I vescovi di Brescia, p. 91.

Fra il testo e l'escatocollo del privilegio di Urbano II è inserita la sottoscrizione dell'arcivescovo di Milano Anselmo quarto, dell'anno 1100, insieme a quelle di altri ecclesiastici milanesi e delle diocesi suffraganee: + Ego quartus Anselmus gr(ati)a Dei Mediolanensis archiepiscopus, presente Brixiensi et Genuensi episcopo et aliis fratribus presentibus, qui subter leguntur, subscripsi, anno dominice incarnationis milesimo centesimo. Eirmannus episcopus Brixiensis. Arialdus Genuensis episcopus. Teudaldus (la prima d corr. da t) archidiaconus. Anselmus archipresbiter. Landulfus presbiter. Rozo diaconus. Arialdus abbas Sancti Dionisii. Landulfus prepositus Sancti Nazarii. Landulfus prepositus Sancti Ambrosii. Petrus presbiter Sancti Nazarii. Segue il privilegio del vescovo Arimanno, in calce al quale si trova la sottoscrizione di Bernardo, cardinale legato di Pasquale II: + Ego Bernardus humilis cardinalis presbiter Sancte Romane Ecclesie atque legatus domini P(ascalis) .II. pape, hoc scriptum laudo et confirmo.
Arimanno è vescovo di Brescia dal 1087 al 1116: cf. GAMS, p. 779; SCHWARTZ, Die Besetzung, pp. 108-109; SAVIO, Brescia, pp. 217-24; FAPPANI-TROVATI, I vescovi di Brescia, pp. 90-92. Della vasta bibliografia in merito ad Arimanno, vescovo di Brescia, ma anche legato apostolico da Gregorio VII a Urbano II, e dunque protagonista sulla scena politica italiana nel periodo tormentato della lotta per le investiture, portavoce di un papato riformatore secondo i principi e i metodi più rigorosi delineati nell'ultimo ventennio del secolo XI, non sarà superfluo segnalare almeno i contributi di GUERRINI, Un cardinale gregoriano a Brescia, pp. 361-385; BOSISIO, Il comune, pp. 577-581; VIOLANTE, La Chiesa bresciana, pp. 1039-1047; FOGGI, Arimanno da Brescia, pp. 69-110.
Alcuni dei nomi che compaiono nelle sottoscrizioni identificano personaggi di primo piano nell'ambito della Chiesa milanese, ma anche nel contesto della politica ecclesiastica di tutta l'Italia settentrionale, nel periodo più delicato della riforma dei costumi del clero. Anselmo quarto è arcivescovo di Milano dal 1097 al 1101: cf. SAVIO, Milano, pp. 452-61; GAMS, p. 796; MARZORATI, Anselmo di Bovisio, pp. 409-10. Un resoconto della sua elezione si ricava da LANDULFI DE SANCTO PAULO Historia Mediolanensis, c. 2, p. 21, e GIULINI, Memorie, pp. 633-635, 639-707, dal quale apprendiamo altresì della consuetudine di Anselmo di designarsi egli stesso come quartus Anselmus, allo scopo di distinguersi decisamente dal predecessore Anselmo III da Rho, il quale aveva occupato la cattedra arcivescovile milanese negli anni fra il 1086 e il 1093, non senza aver subito un provvedimento di deposizione per mano del pontefice Urbano II, poiché era stato investito del titolo arcivescovile dall'imperatore Enrico IV, ed essere stato infine reintegrato nella sua dignità dallo stesso Urbano II. Quel Landulfus prepositus Sancti Ambrosii che sottoscrive il privilegio insieme all'arcivescovo Anselmo, è identificabile con Landolfo da Baggio, il quale, sebbene designato alla cattedra arcivescovile, fu osteggiato proprio da Arimanno che - in qualità di legato papale - vi insediò Anselmo. Quest'ultimo poi, come primate della Chiesa milanese, poteva consacrare Arimanno quale vescovo di Brescia. Anche di Arialdo, abate del monastero di S. Dionigi, troviamo alcune notizie che lo qualificano come 'strenuo sostenitore del partito filoromano', amico e consigliere di Arimanno, quanto di Bernardo degli Uberti (cf. FOGGI, Arimanno da Brescia, p. 96). Su Arialdo vescovo di Genova dal 1099 al 1116 cf.: GAMS, p. 815; SCHWARTZ, Die besetzung, p. 148. Quanto al cardinale Bernardo degli Uberti, legato apostolico di Pasquale II dal 1101 al 1106, cf. VOLPINI, Bernardo degli Uberti, pp. 292-300. Cf. nota introduttiva al doc. 1; cf. inoltre doc. 16, e un'ulteriore conferma dei privilegi precedenti concessa dal vescovo Alberto nel 1215, in BQBs, ms. E.I.11, FAINO, Collectanea de episcopis Brixiae, c 437r-v.

§ Et ego Arimannus, gr(ati)a Dei Brixiensis episcopus et do(m)ni pape (1) vicarius, concedo, affirmo, corroboro ea omnia que in privilegio suprascripto Romani pontificis sunt concessa, me presente et rogante, Arderico et ceteris fratribus apud ecclesiam Beati Petri que (a) dicitur Oliveti canonice viventibus eorumque successoribus; super hec vero, quia cognovi eos contra symoniacam heresim (b) laborare, concedo et dono eis, ex caritate, dacimas omnium que possident et eorum que iuste deinceps acquisierint, nec michi nec meis successoribus ullo modo liceat aliquem canonicorum de prefata congregatione tollere, nisi consensu totius congregationis vel maioris partis sanioris consilii; ecclesiam quoque Beati Eusebii a qua eos removi ob populi Brixiensis utilitatem cum omnibus ad eam in presenti pertinentibus, vel que deinceps canonice habitura est, eo ordine predictis fratribus concedo, quo ecclesiam Beati Petri cum omnibus ad se pertinentibus concessi; ab episcopo quidem Brixiensi, si gr(ati)am apostolice Sedis habuerit, suscipiant prefati fratres ordinationes graduum, sacramenta unctionum crismatis et olei et ad synodum quoque et capitulum episcopi ad ea que tantum spiritualia sunt tractanda conveniant; a ceteris quippe omnibus conditionibus predictos fratres eorumque successores absolvo et liberos reddo, nec m(ic)hi nec alicui Brixiensi episcopo vel ulli maioris ecclesie clerico ulterius licitum sit super hec ab eis (c) quicquam expetere vel ulla de causa inquietare, ut sine ulla perturbatione viventes divino officio queant tutius vacare. Ego H(erimannus) (d) manu mea firmavi et subscripsi. Anno dominice incarnationis milesimo nonogesimo nono.


(a) B q(u)i
(b) Così B.
(c) B heis
(d) Non si esclude lo scioglimento H(ermannus), poiché entrambe le lezioni si trovano attestate nelle sue sottoscrizioni (cf. FOGGI, Arimanno da Brescia, pp. 71 (nota 6), 87 (nota 64), 89 (nota 72), 90 (nota 73).

(1) Arimanno, già cardinale del titolo dei Santi Quattro Coronati e legato di Gregorio VII, mantiene l'incarico anche durante il pontificato di Urbano II (cf. bibliografia segnalata nella nota introduttiva).

Edizione a cura di Mirella Baretta
Codifica a cura di Mirella Baretta

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