Frammento tessile

ambito copto

Frammento tessile

Descrizione

Denominazione: Frammento di bordura con lepre

Ambito culturale: ambito copto

Cronologia: post 400 - ante 599

Tipologia: tessuti

Materia e tecnica: lana / tessuto ad arazzo; lino / tessuto ad arazzo

Misure: 11 cm x 9 cm (intero)

Descrizione: Il frammento presenta un orbicolo frammentario ed un secondo appena accennato. Una cornice rotonda color porpora rischiarata da una sottile profilatura écru, definita con la navetta volante, inscrive il medaglione centrale, internamente decorato da un rametto continuo con boccioli o bacche colore écru, caratterizzato dal fondo screziato lavorato con trame di lino écru e trame di lana porpora fra loro alternate. L'orbicolo è abitato da una lepre, vista di profilo e caratterizzata dalle lunghe orecchie, color porpora con alcuni dettagli in lino écru, realizzati tramite l'uso della navetta volante. A questo segue una piccola parte dell'orbicolo seguente, il cui interno è definito da trame di lino écru, mentre l'animale che lo abita è in lana color porpora. Fra i due orbicoli, su fondo écru, si colloca un rametto con trifogli color paonazzo, meglio definito grazie all'uso di fili di lino écru lavorati con la navetta volante o ad ago. Questo frammento è da collegare con quelli che portano il numero d'inventario T 79 e T 87; entrambi, infatti, decoravano la stessa tunica.

Notizie storico-critiche: Bordi, clavi e anche tabule ed orbicoli, nell'arte tessile copta sovente sono decorati con soggetti animali sistemati all'interno di orbicoli definiti da tralci ricurci. La lepre, nella decorazione dei tessuti copti è sovente abbinata con i talci di vite e forse interpretata con significato cristiano di rinascita da ricollegare alle più antiche rappresentazioni dionisiache, spesso mutuate dall'iconografia cristiana, dove la lepre, offerta al dio, veniva rappresentata su di un fondo di tralci di vite, pampini e grappoli d'uva (J. Leichtfried, Die Hase in der antiken Kunst, Graz 1979). La tematica dei "tralci abitati" trovò ampia diffusione nell'arte greco-ellenistica (J.M.C. Toynbee, J.B. Ward Perkins, Peopled Scrools, a hellenistic Motif in Imperial art, in "Papers of the British School at Rome", XVIII, London 1950, pp. 1-43, pl. I-XXVI) diffondendosi poi sia nel mondo orientale (specie in quello sasanide) che in quello occidentale, accolta prima nella scultura monumentale romana e poi nell'arte cristiana, dove sovente all'interno dei tralci ricurvi sono inseriti puttini, riscontrabili anche nei tessuti copti. In numerosi reperti si possono riscontrare soggetti simili e fra questi ricordiamo quello conservato al Louvre, databile al VII secolo, nel quale i girali di acanto sono abitati da levrieri, leoni cani, lepri (P. Du Bourguet, Musée National du Louvre - Cataloge des étoffes coptes, Paris 1964, p. 173, nn. D140, D141). Riscontri stilistici si osservano in altri lacerti (M. Piccirillo, Mosaiques Byzantines de Jordanie. Musée de la Civilisation gallo-romaine de Lyon, Lyon 1907, p. 261, n. 17; D. Levi, Antioch Mosaic Pavements, London 1947, I, p. 304, II, pl. XXI-a; F. Cabrol, H. Leclercq, Dictionaire d'archeologie chrétienne et de liturgie, Paris 1907-1953, IX-1, ff. 7097-7098, col. 1010-1012; A. Lorquin, Les tissues coptes au Musée National du Moyen Age - Thermes de Cluny, Paris 1992, pp. 52-55, n. 1c).

Collocazione

Milano (MI), Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco. Raccolte d'Arte Applicata

Credits

Compilazione: Franco, Sara (2015); Peri, Paolo (2015)

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