Mercato (Il mercato del Verziere)

Magnasco Alessandro

Mercato (Il mercato del Verziere)

Descrizione

Identificazione: Scena di mercato

Autore: Magnasco Alessandro (1667/1749)

Ambito culturale: ambito lombardo-ligure

Cronologia: ca. 1731 - 1733

Tipologia: pittura

Materia e tecnica: olio su tela

Misure: 167 cm x 122 cm

Descrizione: La scena è ambientata in uno slargo cittadino fiancheggiato da due quinte di edifici sei settecenteschi e chiusa dal fondale di un palazzo gotico aperto da due arcate. Al centro un'alta colonna sormontata dalla statua del Redentore. Sul fondo affiorano due torri. Sul palazzo a sinistra è uno stemma nobiliare mentre nella casa a sinistra sono aperte tre botteghe, in una delle quali vasche di acciughe e pesci sotto sale; sul lato opposto il chiosco del pizzicagnolo, con file di salsicce, sanguinacci e salumi di ogni sorta. Venditori, contadinotte ed eleganti compratori si aggirano tra le bancarelle. In primo piano si osservano da sinistra: vasche con cibi pronti, legumi e mezze forme di grana; il banco della frutta e quello della verdura, una venditrice di asparagi; pile di formaggi e pani di burro; uova e funghi; il banco del beccaio, con pezzi di carne appesi, selvaggina e pollame spennato; infine una venditrice di terraglia da cucina. In secondo piano, ancora da sinistra: vasellame smaltato, un banchetto di cianfrusaglie, venditori i zucche, il banco dell'orefice e quello del pesce. Alcune macchiette affondano il terzo piano: giocatori di dadi, un prete inginocchiato dinanzi al monumento con tre fanciulli al seguito, guardie che trascinano un uomo in carcere.

Notizie storico-critiche: L'opera proviene dalla collezione del nobile milanese Camillo Tanzi, donata alle Civiche Raccolte nel 1881. Nel verbale di consegna l'opera è elencata come "Mercato del Verziere" di Magnasco. Per le sue eccezionali qualità di acuta analisi del costume contemporaneo e vivacissima scena di genere il "Mercato" ha goduto di una notorietà seconda solo all'"Intrattenimento in un giardino d'Albaro" di Palazzo Bianco. Menzionato da Jacobsen nel 1881 e nel 1915 è illustrato e descritto nel catalogo Vicenzi. Nel 1922 è esposto nella grande "Mostra della pittura italiana del Sei Settecento a Palazzo Pitti, che inaugura la fortuna espositiva del dipinto. A partire da questo momento la critica tende ad attribuire a Magnasco la realizzazione delle figure in secondo piano, la statue, i rilievi e i tocchi vivificatori sulle architetture e ad un collaboratore le architetture e le nature morte. Altri tendono a scindere il figurista e il naturamortista in due personalità distinte. La datazione è suggerita dall'accostamento al "Furto sacrilego di Campomorto" (Pospisil e Franchini Guelfi) e proposta all'ultimo anno di permanenza milanese del pittore, il 1735 circa. L'identificazione topografica è con il "Mercato del Verziere di Milano" (Franchini Guelfi). Il "Mercato" vuole essere una scena di genere di tipo fiammingo. L'identificazione è accertata dalla statua del Redentore (la "colonna infame" della peste del 1630, tuttora esistente nello slargo del Verziere, dove si teneva il mercato che ispirò i poeti dialettali milanesi. Difficile verificare la veridicità della veduta a causa delle modificazioni urbanistiche e dell'assenza di incisioni settecentesche raffiguranti il sito. Il "Mercato" è il risultato degli interventi di quattro pittori: un prospettico per le architetture, un naturamortista per le nature morte, un figurista per le figure del primo e secondo piano (ad eccezione del gruppo dei pescivendoli in primo piano che è del Magnasco) e un altro figurista, Magnasco stesso, per tutte ì le figure a partire dal terzo piano, per la statua del Salvatore, quella dell'arcangelo Michele e l'allegoria del Tempo sull'orologio, il fastigio con stemma sulla porta, le finte epigrafi, le macchiette sulle torri, le figurine e le tende alle finestre. L'opera del Magnasco si accosta all'"Assalto dei Briganti" al "Corteo Nuziale" già a Cleveland, anticipando il trattenimento genovese. E' ormai certo che sia stato eseguito a Milano, tra il 1731 e il 1733, anno della partenza per Genova, come ha accertato la ricerca d'archivio. enigma ancora aperto è lo stemma dipinto a sinistra sommariamente tratteggiato, probabilmente immaginario. (Geddo, 2001)

Collezione: Collezione di dipinti della Pinacoteca del Castello Sforzesco

Collocazione

Milano (MI), Raccolte Artistiche del Castello Sforzesco. Pinacoteca del Castello Sforzesco

Credits

Compilazione: Summa, Adriana (1996)

Aggiornamento: Geddo, Cristina (1998); Colace, Raffaella (2007); Vertechy, Alessandra (2014)

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