Figura femminile nuda

Dova Gianni

Figura femminile nuda

Descrizione

Autore: Dova Gianni (1925/ 1991), autore

Cronologia: ca. 1957 - ca. 1971

Tipologia: disegno

Materia e tecnica: carboncino su carta

Misure: 80 mm x 145 mm

Descrizione: Donna in reggiseno e giarrettiera raffigurata dalle ginocchia in su; braccia sollevate verso sinistra e volto abbozzato in maniera surreale con occhio al posto della bocca;

Notizie storico-critiche: Nonostante il soggetto del nudo femminile non rientri tra quelli più ricorrenti e conosciuti della pittura di Dova, esso è invece abbastanza frequente nella sua produzione grafica.
Con tale soggetto è noto un gruppo di grandi carboncini su carta realizzati tra il 1957 e il 1958, simili al nostro disegno che non è datato (Russoli, 1975). Una maggiore mordidezza delle forme e del tratto, ottenuta anche tramite profondi sfumati che "sporcano" la carta, contraddistingue tuttavia il disegno di proprietà della fondazione.
Il soggetto e lo stile di questa serie di nudi sono in linea con la ricerca che Dova intraprende in quel giro d'anni, caratterizzata dallo spostamento dalla precedente sperimentazione astratta e da un "mondo imprigionato negli incastri di smalti e vetrate" (come scrive Russoli) verso una maggiore naturalezza di corpi ed ambienti, con più attenzione nei confronti della rappresentazione di problemi esistenziali, male di vivere, perdita della libertà, reificazione dei valori etici.
E' forse proprio a quel gruppo di disegni che si riferisce Davide Lajolo in un articolo del 1972 dedicato a Dova: parlando di un incontro con il lavoro dell'amico avvenuto nel periodo precedente ai soggiorni dell'artista in Bretagna (primi anni '70), lo scrittore ricorda di aver visto "grandi disegni di donne con i volti, i seni, le cosce che spuntavano da ogni dove." (Lajolo, 1972).
Nell'articolo Lajolo cita però anche una più recente mostra di nudi e pastelli di Dova tenutasi alla Galleria d'arte Borgogna di Milano in un momento vicino all'antologica dell'artista a Palazzo Reale (1972). I pastelli presentati in quell'occasione sono quasi certamente gli stessi che vengono pubblicati nel volume "Quale figura" (Fagone, 1973): si tratta di un gruppo di carboncini di grandi dimensioni (149 x 99) realizzati nel 1971.
L'esecuzione del disegno in questione potrebbe dunque collocarsi in un periodo che va dalla fine degli anni '50 ai primissimi anni '70.
I nudi di donna realizzati da Dova, pur rappresentando, come già ricordato, una parte non così conosciuta della produzione dell'artista, sono ben presenti nella memoria di Lajolo. Egli ne fa cenno anche in un articolo del 1975, laddove parla di quella componente razionale che impedisce all'artista il decollo al sentimento anche quando "s'intenerisce nelle ombre cocenti dei suoi nudi di donna - la rivolta del cuore - (...)" (Lajolo, 1975).
L'attenzione di Lajolo verso questo tipo di soggetti è coerente con il suo gusto e le sue preferenze. Non sorprende che due dei tre disegni di Dova che la collezione Lajolo possiede rappresentino proprio questi nudi femminili che, seppur trasfigurati nel linguaggio surrealista dell'artista, sono rappresentati in modo quasi naturalistico e con un forte accento sull'espressione di stati psicologici. Infatti, pur apprezzando la pittura astratta dell'amico, Lajolo resterà affezionato ai suoi primi modi espressivi, di tipo picassiano e legati ai temi della Guerra e della Resistenza.

Collocazione

Milano (MI), Fondazione Davide Lajolo

Credits

Compilazione: Ciottoli Sollazzo, Nora (2005)

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