272. Il Corriere dell'Olona

Sottotitolo Organo degli interessi agricoli, industriali e commerciali.
Luogo Milano.
Durata 4 giugno 1905 (a. I, n. 1) - 9 luglio 1905 (a. I, n. 6*).
Periodicità Settimanale.
Gerente Cesare Bernardi.
Stampatore Milano, Tip. - lit. Agraria.
Pagine 4.
Formato 54x38 cm.

Nato per iniziativa di un gruppo di agricoltori, industriali e commercianti "allo scopo di propugnare i molteplici interessi che si svolgono e prosperano nella vallata dell'Olona", l'azione del periodico vuole essere limitata ai soli "interessi materiali, lasciando in seconda linea la politica", pur dichiarando l'intento di mantenersi sempre nell'orbita costituzionale in tutte le occasioni in cui "per imperiose circostanze dovrà invadere il campo politico".

Quanto alla questione sociale, "dirà la sua parola conciliante per favorire il migliore accordo fra capitale e lavoro, pensando che il bene dell'uno non può essere disgiunto da quello dell'altro" (Introduzione, 4 giugno 1905).

Il foglio tiene comunque sommariamente informati i propri lettori sui principali avvenimenti di politica interna ed estera nella rubrica fissa "Da sabato a sabato", mentre nella "Cronaca della regione" grande attenzione è dedicata agli avvenimenti di cronaca locale. L'area geografica di interesse infatti, escludendo Milano, "in sé città non veramente industriale, ma grande mercato della provincia", è quella dell'alto Milanese e della media valle Olona, zona connotata da una notevole concentrazione di capitali, impianti e manodopera: "Il nostro vuole essere un lavoro illustrativo delle grandi forze industriali che popolano la ricca e ubertosa plaga bagnata dall'Olona, dando una rassegna completa di tutti i principali stabilimenti e fornendo tutti i dati tecnici che valgano appunto a dare un indice di questo febbrile e continuo progresso" (Un cinquantennio di progresso industriale, 4 giugno 1905). Questi intenti programmatici si esplicano però solo in parte nella rubrica "Le nostre industrie", e limitatamente alle Officine meccaniche Franco Tosi (Lo stabilimento Franco Tosi di Legnano. Parte I, 25 giugno 1905; Parte II, 2 luglio 1905), di cui vengono presi in esame nascita, sviluppo, produzione, impianti e condizioni della manodopera.

Altre brevi notizie sulle realtà aziendali dell'epoca si possono poi assumere dalla rubrica "Movimento commerciale", che fornisce informazioni sulla nascita in loco di nuove imprese, specificandone scopi, capitale sociale, composizione del consiglio di amministrazione, oltre a mettere al corrente il lettore di eventuali scioglimenti o trasformazioni - ad esempio di ragione giuridica - di ditte già esistenti, avvertendo inoltre gli azionisti della convocazione di assemblee e fornendo poi informazioni sulle deliberazioni prese nelle stesse.

Maggiore lo spazio affidato invece alla questione agraria, attraverso una serie di articoli dedicati all'analisi e alla critica del principale patto colonico diffuso, ancora nei primi del '900 e salvo lievi modificazioni, in tutta la regione dell'Olona. Non si tratta però di contributi originali, ma unicamente della ripresa di tematiche e considerazioni assunti da alcuni scritti sull'argomento di fresca edizione, fra i quali ampio rilievo viene dato al testo del professor Eugenio Azimonti Cenni sulla questione rurale dell'Altopiano tra Ticino e Adda, soprattutto nella parte riguardante l'analisi degli utili che i proprietari devono essere in grado di ricavare dai terreni e dai capitali in essi investiti (Per la questione rurale, 25 giugno 1905).

Infine, appuntamento fisso con gli "interessi materiali" dei commercianti è costituito dalle tabelle dei "Mercati di Milano", che forniscono le quotazioni che i principali prodotti (cereali e farine, bovini, suini, burro, formaggi, foraggi, semi, formaggi concentrati, seta, pollame e uova, vini) avevano raggiunto sulla piazza milanese nella settimana lavorativa precedente l'uscita del giornale.

Altri articoli di scarso rilievo riguardanti tematiche agrarie e politiche sono poi forniti dal solo collaboratore, fra i pochi delle cui prestazioni si avvale il giornale, che pare rinunciare all'uso di pseudonimi, Odoacre Aloisi, il quale, nonostante il contributo praticamente nullo fornito al dibattito sulle più importanti questioni economiche del tempo, costituisce comunque la firma più importante dell'intera redazione (v. tra l'altro, il suo articolo sull'iniziativa di Vittorio Emanuele III di costituire a Roma un Istituto internazionale dell'agricoltura, L'internazionale verde, 4 giugno 1905).

C.Ro.

Raccolte: MI120: 1905.