Agfalux 6874 - flash fotografico - industria, manifattura, artigianato

AGFA AG

Agfalux 6874 - flash fotografico - industria, manifattura, artigianato

Descrizione

Dispositivo tascabile in plastica con coperchio in metallo incernierato nella parte superiore. Sollevando il coperchio sono visibili il riflettore a ventaglio e il cavo di collegamento all'otturatore dell'apparecchio fotografico. Il riflettore è costituito da sette lamine in metallo riflettente di forma trapezoidale e curva che possono scorrere intorno ad un perno centrale fino a costituire un ombrello riflettente. Il cavo di collegamento all'otturatore è avvolto attorno ad un morsetto a molla nel quale è presente una cavità per il fissaggio. Questo morsetto è fissato su una piastrina in metallo removibile. Sotto a questa piastrina è presente il vano per la batteria da 22,5 Volt. Al centro del riflettore è inserito un incastro per l'inserimento della lampadina lampo. Sul retro del coperchio, in corrispondenza del punto di aggancio della lampadina, è presente un pulsante per l'espulsione della lampadina. Sul retro del lampeggiatore è stampata una tabella che indica le regolazioni del diaframma per diverse pellicole (b/n-colore, diverse sensibilità) e diverse distanze di ripresa (da 1,6 a 5m). Il flash è inserito in una custodia in plastica marrone e inserito in una scatola in cartoncino.

Funzione: Flash tascabile per apparecchi fotografici amatoriali, adatto per uso con lampadine usa e getta con zoccolo in vetro (lampadine lampo)

Modalità d'uso: Si apre l'apparecchio sollevando il coperchio fino all'arresto della molla. Si srotola il cavo inserito al centro del dispositivo e si collega all'otturatore della macchina fotografica. Si aprono le lamine in metallo per costruire l'ombrello riflettente. Si inserisce una lampadina lampo nell'apposito incastro premendo senza girare. I fili di rame dello zoccolo di vetro devono toccare le lamine di contatto. L'accensione della lampadina è data da una batteria anodica da 22,5 volt, mediante il condensatore incorporato. Per espellere la lampadina usata si preme il pulsante posto sul retro.

Notizie storiche: Prima della nascita delle lampadine flash, i flash per la fotografia erano realizzati con polvere di magnesio che bruciava, grazie all'innesco di una scintilla, generando un lampo di luce molto intenso. Nel 1925 Vierkötter inventò la prima lampadina flash usando polvere incendiaria inserita in un bulbo in vetro in cui era fatto il vuoto, accesa da un filamento di lampadina (lampadine flash a combustione). Inizialmente le lampadine flash erano singole e usa e getta, realizzate con bulbi di lampadine vere e proprie, con diversi tipi di innesco (a vite, a baionetta, ecc) e spesso potevano essere pericolosi da usare. Per velocizzare l'uso del flash e renderlo più innocuo, ben presto vennero realizzati flash multipli che consistevano in più lampadine flash riunite in un unico dispositivo e con un metodo automatico di passaggio al flash inutilizzato successivo. In particolare vennero realizzati, a partire dai primi anni '60, Flashcubes, Magicubes e Flipflash, utilizzati per apparecchi economici, automatici e a sviluppo istantaneo. Vennero anche realizzate lampadine lampo usa e getta da utilizzare con flash tascabili come questo e che funzionavano a batterie. Il flash doveva essere sincronizzato con l'apertura dell'otturatore. Nei primi flash la sincronia veniva realizzata manualmente facendo scattare il flash e contemporaneamente l'otturatore. Successivamente la sincronizzazione verrà effettuata elettricamente.

Autore: AGFA AG (costruttore) (1867/)

Datazione: ca. 1950 - ca. 1970

Tipologia: lampeggiatore con condensatore

Materia e tecnica: metallo; plastica; cartoncino

Categoria: industria, manifattura, artigianato

Misure: 6 cm x 3.5 cm x 9 cm

Collocazione

Milano (MI), Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia "Leonardo da Vinci"

Riferimenti bibliografici

Hedgecoe J. "Fotografare : tecnica e arte", Milano 1976, pp. 232-233

Credits

Compilazione: Ranon, Simona (2009)

Aggiornamento: Iannone, Vincenzo (2011)

NOTA BENE: qualsiasi richiesta di consultazione, informazioni, ricerche, studi (nonché documentazione fotografica in alta risoluzione) relativa ai beni culturali di interesse descritti in Lombardia Beni Culturali deve essere inoltrata direttamente ai soggetti pubblici o privati che li detengono e/o gestiscono (soggetto o istituto di conservazione).