Cappella di S. Rocco

Villongo (BG)

Indirizzo: Piazza Vittorio Veneto (nel centro abitato, isolata) - Villongo (BG)

Tipologia generale: architettura religiosa e rituale

Tipologia specifica: cappella

Configurazione strutturale: Edificio in muratura con muri perimetrali in pietrame; copertura a tetto a falde

Epoca di costruzione: sec. XVI - sec. XX

Autori: Romani, Girolamo detto il Romanino, decorazione

Descrizione

Nell'abitato di S. Filastro del comune di Villongo, dietro l'abside della Chiesa parrocchiale, si pu˛ ammirare la cappella di S. Rocco. Questa modesta costruzione si imposta su una pianta quadrata, aperta su due lati con arcate a tutto sesto sorrette da un'elegante colonna di gusto rinascimentale, con base decorata da motivi a foglia d'acanto come il capitello. ╚ coperta da una volta ad ombrello su cui si imposta un tetto a due falde e all'interno conserva ancora un modesto altare in muratura, anche le inferriate a chiusura delle arcate sono originarie. Sulle pareti e sulla volta si osservano tracce di affreschi. La cappella Ŕ stata infatti interamente affrescata nel 1526 da Girolamo Romanino, uno dei pi¨ importanti pittori bresciani del periodo rinascimentale. Gli affreschi raffigurano la Madonna con Bambino e i santi Rocco, Sebastiano, Girolamo e Filastro, inseriti in strutture architettoniche corrispondenti agli edifici a logge rinascimentali tipici dell'area bresciana e bergamasca. Romanino utilizza in numerosi suoi interventi, soprattutto all'interno degli edifici sacri, ambientazioni civili di questo genere con personaggi molto legati alla territorialitÓ. Questi affreschi, commissionati da una famiglia locale per una cappella cimiteriale, sono stati restaurati diverse volte nel corso del tempo fino al loro distacco nel 1967. Oggi sono visibili in una cappella ricostruita nella Casa Bondurri poco lontana, di fronte al battistero antistante la chiesa parrocchiale. I dipinti trasmettono ancora l'autenticitÓ del tratto romaniniano data dall'immediatezza e dalla forza espressiva di questo grande artista.

Notizie storiche

La Cappella di S. Rocco viene citata per la prima volta nel 1540, durante una Visita Pastorale del vescovo di Bergamo, dove viene descritta come dipinta. ╚ stata infatti realizzata per una committenza privata, forse gli Alessandri di Adrara, in un'area adibita a camposanto, era infatti normale in quel periodo seppellire i cadaveri nei pressi delle chiese e i personaggi illustri all'interno delle stesse. La costruzione ha la tipica struttura cinquecentesca nella conformazione della volta ad ombrello e nella caratterizzazione della colonna e dei due capitelli murati che reggono le arcate. Gli affreschi sono stati dipinti da Girolamo Romanino nel 1526, nel pieno della sua attivitÓ. Da una relazione di Pasino Locatelli del 1886 i dipinti risultano giÓ in cattivo stato di conservazione. In quegli anni non si conosceva con certezza il nome dell'autore e molti pensavano al Lotto o a qualche suo allievo, solo nel 1896 Gustavo Frizzoni li attribuisce al Romanino. Vengono restaurati dagli Steffanoni nel 1917, poi ancora nel 1958 e nel 1967 da Giuseppe Arrigoni che procede alle operazioni di distacco. Dal 1969 vengono conservati nella Cappella dell'Addolorata, poi Battistero. Attualmente sono collocati in una cappella ricostruita nella Casa Bodurri a pochi metri dalla chiesa.

Uso attuale: intero bene: cappella

Uso storico: intero bene: cappella

Condizione giuridica: proprietÓ Ente religioso cattolico

Accessibilità: Completamente visibile, gli affreschi sono stati staccati e si trovano in Casa Bondurri di fronte al Battistero

Riferimenti bibliografici

Bellini B., Villongo Appunti di Storia, Villongo 1985

Credits

Compilazione: Scaburri, Luca (2007)

Aggiornamento: Morandini, Lucia (2012); Morandini, Lucia (2014)

Descrizione e notizie storiche: Morandini, Lucia

Fotografie: Morandini, Lucia

  Scheda completa SIRBeC (formato PDF)

NOTA BENE: qualsiasi richiesta di consultazione, informazioni, ricerche, studi (nonché documentazione fotografica in alta risoluzione) relativa ai beni culturali di interesse descritti in Lombardia Beni Culturali deve essere inoltrata direttamente ai soggetti pubblici o privati che li detengono e/o gestiscono (soggetto o istituto di conservazione).