Palazzo Barni
Lodi (LO)
Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II, 15,17,17A (Nel centro abitato, integrato con altri edifici) - Lodi (LO)
Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi
Tipologia specifica: palazzo
Epoca di costruzione: 1698
Autori: Sartorio Domenico, progetto
Descrizione
Il palazzo sorge nei pressi di piazza Vittoria, un tempo detta "Maggiore", sul corso principale di Lodi che conduceva all'antica Porta imperiale, abbattuta a fine Ottocento per lasciare spazio alla stazione ferroviaria. Il progetto di Domenico Sartorio, costituendo un edificio indipendente dai vecchi possedimenti Vistarini, organizza il nuovo complesso intorno a due cortili, addossati alla facciata principale e divisi da un elegante androne a crociere ribassate, in linea con l'ingresso centrale della fronte e chiuso sul fondo dalla cappella gentilizia. L'estesa facciata, in origine alleggerita da un portico esterno, ora perduto, è caratterizzata da due registri, da un mezzanino e da una cornice di coronamento fortemente aggettante; nell'insieme mostra un accentuato sviluppo orizzontale. Dei tre portali, quello centrale è il più elaborato: sui due basamenti si innalzano le eleganti semicolonne con capitelli ionici, che sostengono l'ampio balcone centrale, arricchito da una ringhiera a preziosi motivi in ferro battuto. Le finestre del piano nobile e dell'attico sono profilate da cornici in pietra e chiuse da un timpano curvilineo, che ne movimenta la forma. All'interno, il cortile di sinistra è aperto su due ali da un corridoio porticato, impostato su una sequenza di colonne, interrotta in corrispondenza dell'ingresso da un capitello pensile decorato. Il percorso che dal portale principale conduce all'androne porticato, termina nello scalone d'onore, formato da due rampe rettilinee e decorato nella volta da un affresco a soggetto mitologico che raffigura il rapimento di Orinzia, forse ascrivibile a Sebastiano Galeotti. Anche il salone interno conserva affreschi di tematica simile, dedicati a un episodio delle Argonautiche.
Notizie storiche
Oggi utilizzato solo in parte come sede amministrativa e commerciale, palazzo Barni fu riedificato nelle forme attuali alla fine del secolo XVII sui resti dell'antica dimora della potente famiglia Vistarini, costruita nel tardo Duecento in forma di casa-fortezza, turrita e merlata. Fu Giovanni Paolo Barni nel 1672 ad acquistare una parte delle proprietà dei Vistarini, smembrando l'antico possedimento medievale. I Barni, originari di Lodi, ebbero un ruolo fondamentale nello sviluppo politico ed economico della città, in ambito sia civile che ecclesiastico: la ricostruzione in sontuose forme barocche della residenza di famiglia ne è imponente testimonianza. Voluta nel 1698 dal giureconsulto Antonio Barni, conte di Roncadello, fu progettata dall'architetto ticinese Domenico Sartorio, padre dei fratelli Michele e Pier Giacomo, che collaborarono attivamente all'ammodernamento dell'architettura residenziale lodigiana. Questi trasformò interamente l'antico impianto, chiudendo i portici che un tempo seguivano il perimetro della costruzione e rimodellando ampliamente la struttura. Il palazzo rimase punto di incontro tra la nobiltà cittadina e i potenti del tempo: se, infatti, prima della ricostruzione aveva ospitato Carlo V, che vi soggiornò due volte, e l'imperatore Massimiliano d'Austria, il nuovo complesso fu anch'esso luogo di fastosi ricevimenti e soggiorni, tra i quali si ricordano quelli di Filippo V, con il governatore di Milano Vaudremont, nel 1702 e Carlo Emanuele re di Sardegna nel 1734. Nel 1746 il palazzo fu anche sede di una memorabile festa per l'entrata in Lodi di Gianbattista Barni, di ritorno dalla Spagna e diretto verso Roma per ricevere la nomina cardinalizia da Benedetto XIV. La cittadina lo accolse con grandiosi apparati, dei quali rimane traccia nella descrizione dell'opuscolo "Tributi di ossequio", realizzato per l'occasione e distribuito ai convenuti.
Uso attuale: p. t., parte del p. nobile: negozio/ uffici; resto del bene: in disuso
Uso storico: intero bene: abitazione
Condizione giuridica: proprietà privata
Riferimenti bibliografici
Touring club italiano, Lombardia : esclusa Milano / Touring club italiano, Milano 1998, p. 888
Agnelli G., Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi 1917, pp. 286-287
Novasconi A., Le arti minori nel lodigiano, 1963, v. II p. 27
Perogalli C./ Bascapè G. C., Palazzi privati di Lombardia, Lodi 1965, pp. 243-244
Bascapè, Bollettino Banca Popolare di Lodi, Antichi palazzi di Lodi: Palazzo Vistarino-Barni, Lodi 1969, v. II-III p. 6-7
Novasconi A., Il barocco nel lodigiano, Lodi 1969, pp. 268-271
Lise G., Lodi, i palazzi, cortili, portali, facciate, Lodi 1987, pp. 60-65
Lodi guida, Lodi : guida artistica illustrata, 1994, p. 31
Fonti e Documenti
Archivio di Stato di Milano, Catasto Lombardo Veneto (1887), Lodi, f. 6
Archivio di Stato di Milano, Mappe Carlo VI (1723), Lodi, f. 3
Archivio di Stato di Milano, Mappe Cessato Catasto (1902), Lodi, f. 6
Credits
Compilazione: Del Nero Formenti, Stefania (2001)
Descrizione e notizie storiche: Gritti, Jessica
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO450-00039/
NOTA BENE: qualsiasi richiesta di consultazione, informazioni, ricerche, studi (nonché documentazione fotografica in alta risoluzione) relativa ai beni culturali di interesse descritti in Lombardia Beni Culturali deve essere inoltrata direttamente ai soggetti pubblici o privati che li detengono e/o gestiscono (soggetto o istituto di conservazione).


