Palazzo Vistarini

Lodi (LO)

Indirizzo: Piazza della Vittoria, 35,36,37,38 (Nel centro abitato, integrato con altri edifici) - Lodi (LO)

Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi

Tipologia specifica: palazzo

Configurazione strutturale: Edificio in mattoni con porticato ad archi prevalentemente acuti e finestre decorate di cornici in cotto.

Epoca di costruzione: sec. XIV

Descrizione

La collocazione stessa del palazzo conferma il potere della casata: sorge sull'antica piazza comunale, da sempre cuore delle attività mercantili, e all'angolo con la via di accesso al centro, un tempo detta di Porta imperiale, ora corso Vittorio Emanuele II. L'ubicazione presuppone l'esistenza di un doppio prospetto, pensato sin dalla sua prima fondazione: quello principale dialoga con la facciata del Duomo, situata di fronte, mentre quello laterale costeggia lo sviluppo dell'importante via cittadina. In assenza di documenti, la sua datazione dipende dai caratteri formali della costruzione, propri del gotico padano trecentesco. La pianta, ridottasi con i rifacimenti del 1698, presenta ora un'unica struttura limitata alla corte interna, che si apre all'esterno grazie a uno spazioso porticato ad archi lievemente acuti, il quale segue lo sviluppo della piazza e del corso. Al primo piano, ampie monofore definite su intonaco bianco da tradizionali cornici in terracotta, alleggeriscono le due facciate in mattoni a vista, coronate da un attico, nel quale si aprono piccole finestre rettangolari. Il porticato, voltato a crociera per il suo intero sviluppo, prosegue con otto arcate nell'ala affacciata sul corso, ma le finestre si alternano a più ampi intervalli in muratura, che rallentano il ritmo dell'alzato. La collocazione anomala della finestra in prossimità dello spigolo della facciata principale ricorda i numerosi interventi di ammodernamento e restauro che il complesso subì nel corso dei secoli. All'ombra del portico trova ancora riparo l'affresco raffigurante la Madonna dei Vetturini, così detta "perché loro vi fanno fare la festa nel giorno del nome di Maria e vi hanno fatto inoltre fare la cornice con l'invetriata e l'ornamento intorno dipinto". Sempre al pian terreno, si conservano tracce di una decorazione a motivi vegetali, probabilmente originaria, mentre all'interno si conserva ancora un'antica scala a due rampe, che conduce al primo piano.

Notizie storiche

La famiglia Vistarini, originaria dell'omonimo borgo situato nella campagna pavese, fu una delle casate più importanti e illustri della storia lodigiana, come attesta l'antica proprietà dell'unica dimora nobiliare affacciata tutt'oggi sulla piazza comunale. La sua costruzione risale all'operato di maestranze locali del secolo XIV, anche se molte parti dell'originario complesso subirono un ingente rifacimento nel 1698. È proprio in questa occasione che l'area occidentale del possedimento, esposta sull'antico corso di Porta Imperiale, venne a costituire una struttura autonoma, il palazzo Barni. Tra le prime vicende del complesso si ricorda il saccheggio inflittogli da una fazione avversa durante gli aspri scontri per la conquista della signoria cittadina, episodio che si ripeterà molte volte nel corso dei due secoli successivi. Nei primi decenni del Cinquecento, al termine delle violente lotte di successione, su decisione di Ludovico Vistarini si procedette a una ricostruzione della residenza in vesti rinascimentali, dove abitò la discendenza della famiglia sino al 1672. Nella genealogia della casata si ricordano alcuni significativi episodi, in cui i nobili lodigiani rivestirono un ruolo di primo piano: nel campo della guerra, si distinse il citato Ludovico quando, nel 1526, accusato di fellonia da Sigismondo Malatesta, lo vinse in duello. Nel palazzo furono ospiti gli illustri Gaston de Foix e Gian Giacomo Trivulzio, eminenti figure della Milano durante la dominazione francese del primo Cinquecento. In ambito artistico e letterario lo stesso secolo vide fiorire la figura di Alessandro Vistarini, mecenate e studioso umanista; tale tradizione culturale proseguì nei secoli successivi, quando, come ricorda la storiografia locale, nella casa "l'arte, la musica ebbero il loro tempio". Alcuni documenti settecenteschi provano l'antica funzione commerciale del piano terra, che ospitava il panificio principale della cittadina, citato come "Prestino Grande", e una "bottiglieria". Ancora oggi, sulla piazza si affacciano negozi, mentre il piano superiore è destinato a scopo abitativo.

Uso attuale: intero bene: abitazione/ negozio

Uso storico: intero bene: abitazione

Condizione giuridica: proprietà privata

Riferimenti bibliografici

Agnelli G., Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi 1917, pp. 286-287

Agnelli G., Archivio Storico Lodigiano, La piazza di Lodi 250 anni addietro, Lodi 1953, pp. 8-87

Vincenti A., Il volto dei centri storici, Milano 1963

Perogalli C./ Bascapè G. C., Palazzi privati di Lombardia, Milano 1965, p. 242

Bascapè, Bollettino Banca Popolare di Lodi, Antichi palazzi di Lodi: Palazzo Vistarini, Lodi 1969, v. IV-V-VI pp. 12-13

Lise G., La piazza Maggiore di Lodi, Lodi 1982

Lise G., Lodi, i palazzi, cortili, portali, facciate, Lodi 1987, pp. 20-25

Lodi guida, Lodi : guida artistica illustrata, Lodi 1994, p. 33

Monza F., Archivio Storico Lodigiano, La piazza Maggiore di Lodi e la sua funzione, Lodi 1997, pp. 13-27

Touring club italiano, Lombardia : esclusa Milano / Touring club italiano, Milano 1998, p. 888

Fonti e Documenti

Archivio di Stato di Milano, Mappe Carlo VI (1723), Lodi, f. 4

Archivio di Stato di Milano, Catasto Lombardo Veneto (1887), Lodi, f. 6

Archivio di Stato di Milano, Mappe Cessato Catasto (1902), Lodi, f. 6

Credits

Compilazione: Del Nero Formenti, Stefania (2001)

Descrizione e notizie storiche: Gritti, Jessica

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