Palazzo Cadamosto
Lodi (LO)
Indirizzo: Via Legnano, 8 (Nel centro abitato, integrato con altri edifici) - Lodi (LO)
Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi
Tipologia specifica: palazzo
Epoca di costruzione: 1600 - 1650
Descrizione
Incuriosito dalla visione dei mascheroni, lo spettatore ferma l'attenzione sul portale e sulle cornici che racchiudono le aperture del palazzo. I "mostri" di pietra, che sembrano creature da immaginario fiabesco, hanno orecchie lunghe e spigolose, sguardo parlante e una lunga barba che "sconfina" oltre le cornici delle finestre. I mascheroni del portale, "schiacciati" tra la parasta e il capitello che regge un motivo decorativo a vaso, incutono reverenza con i loro occhi nascosti dalle sopracciglia.
La decorazione delle finestre non è sempre uguale: ad una cornice con mascherone centrale e due volute laterali ne segue, alternativamente, un'altra con un motivo a conchiglia e due piccoli mascheroni ai lati.
Il palazzo è a due piani, con ammezzato sotto lo spiovente del tetto, sorretto da una gronda in legno su mensole. Oggi appare molto rielaborato sulla struttura portante di un edificio più antico di cui si hanno tracce goticheggianti: negli anni 50 del XX secolo è stata infatti recuperata una finestra ogivale in cotto, della metà del XIV secolo, e tracce di altre aperture della stessa epoca, ora al civico 10.
L'interno è stato abbattuto negli anni 80 del XX secolo e oggi si conserva solo la facciata dello storico palazzo, che necessiterebbe di un restauro per il precario stato dei muri, con segni di infiltrazione da umidità.
Antico e moderno convivono lungo via Legnano, dove si affaccia il palazzo Cadamosto: ad angolo con via Carducci la strada termina infatti in un edificio del XX secolo, unito alla facciata del palazzo. Giovanni Muzio, noto esponente del Novecento milanese, fenomeno architettonico caratterizzato da una rivisitazione moderna del linguaggio della classicità, è l'architetto dell'edificio "moderno", con ingresso da via Carducci. Il fronte descrive una curva a parabola con un susseguirsi di aperture rettangolari per l'illuminazione delle aule. Il nuovo edificio fu costruito come scuola più capiente e consta di un piano rialzato e due sovrastanti: è in cemento armato e mattoni rossi.
Notizie storiche
Il palazzo appartenne alla nobile famiglia lodigiana dei Cadamosto. Fu realizzato nella prima metà del XVII secolo. La famiglia ha dato i natali a personaggi influenti per la storia di Lodi. Si ricordano un Paolo, vescovo di Lodi e un Camillo, eremitano di S. Agostino. Tra i religiosi fu della casata anche Lucrezia, terziaria domenicana. Letterati furono il poeta Marco, autore di poesie e novelle e Vittorio che compilò una storia di Lodi. Si distinse anche Alvise, gentiluomo appartenente al ramo veneziano dei "Ca' da Mosto", celebre viaggiatore, scopritore delle Isole del Capo Verde. La famiglia si estinse nel 1760. Un secolo dopo, circa, il palazzo divenne una scuola.
Tra XIX e XX secolo Lodi godeva infatti di una organizzazione scolastica che la rendeva una vera "città degli studi", con sacrifici ed investimenti per l'elevazione morale e culturale dei suoi abitanti. Nel 1860, con decreto reale, veniva istituita la Regia scuola normale maschile che aveva tra le sue finalità quella di "formare lo spirito e il cuore dei giovani". La prima sede della scuola era ubicata in una casa privata nei pressi dell'ospedale civico.
Negli ultimi anni dell'Ottocento, il ramo femminile della Regia scuola, che era stato fondato nel 1868, si trasferì in via Legnano, occupando i locali del palazzo Cadamosto. Nel 1923 sorse l'istituto magistrale, dedicato all'umanista lodigiano Maffeo Vegio. In quel periodo venne annesso alla scuola un "giardino d'infanzia", un asilo che operava secondo il metodo fröbeliano: la personalità del bambino era vista come un ideale da realizzare, attraverso il gioco, attività considerata seria e non solo ricreativa.
Tra il 1935 e il 1938 si attuò l'edificazione, ad opera di Giovanni Muzio, del nuovo edificio scolastico, ampliando i locali dello storico palazzo, ormai inadeguati ad accogliere allieve e bambini. Il complesso ha ospitato (dal 1946 al 1980) anche una scuola media statale dedicata alla poetessa lodigiana Ada Negri, ex allieva dell'Istituto magistrale.
Dalla fine degli anni novanta del Novecento la sede scolastica, tutt'ora attiva, è diventata Liceo delle scienze sociali e delle scienze della formazione.
Uso attuale: intero bene: scuola
Uso storico: intero bene: abitazione
Condizione giuridica: proprietà Stato
Riferimenti bibliografici
Lise G., Lodi, i palazzi, cortili, portali, facciate, Lodi 1988, p. 144
Credits
Compilazione: Faraoni, Monja (2001)
Descrizione e notizie storiche: Piccolo, Olga
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO480-00042/
NOTA BENE: qualsiasi richiesta di consultazione, informazioni, ricerche, studi (nonché documentazione fotografica in alta risoluzione) relativa ai beni culturali di interesse descritti in Lombardia Beni Culturali deve essere inoltrata direttamente ai soggetti pubblici o privati che li detengono e/o gestiscono (soggetto o istituto di conservazione).

