Compreso in: Chiesa di S. Lorenzo - complesso, Lodi (LO)
Chiesa di S. Lorenzo - complesso
Lodi (LO)
Indirizzo: Piazza San Lorenzo (Nel centro abitato, in posizione dominante) - Lodi (LO)
Tipologia generale: architettura religiosa e rituale
Tipologia specifica: chiesa
Configurazione strutturale: Tra i più antichi edifici della città, la chiesa di S. Lorenzo è situata nel centro storico lungo via Garibaldi e prospetta con la sua facciata tipicamente romanica sulla piazza omonima. Il fronte principale è caratterizzato da due lesene semi-cilindriche e da un grande rosone incorniciato in cotto, al di sopra del quale è posta l'edicola con la statua di S. Lorenzo. L'interno si articola in tre navate culminanti in absidi semicircolari. Possenti pilastri su basi sottili e capitelli poligonali scandiscono la navata centrale. Nell'angolo nord est, tra la navata laterale destra e il presbiterio, si addossa lo svettante campanile, mentre sul fianco nord della chiesa si articola il chiostro dell'antica canonica, con portici su tre lati e muro merlato nord
Epoca di costruzione: 1159 - sec. XIII
Autori: Abondio, Antonio, decorazione coro; da Monte, Giovanni, decorazione coro; Piazza, Callisto, decorazione coro; Piazza, Martino, decorazione coro; de' Conti, Anselmo, decorazione coro; Fusta, Davide, decorazione battistero; Soncino, Francesco, decorazione cappella; Orlando, decorazione cappella
Comprende
Descrizione
Lodi, Chiesa di S. Lorenzo
La facciata, in pietra, è a tre specchiature che seguono la suddivisione interna della chiesa e sono delimitate da semicolonne che si concludono a metà del prospetto.
Ad illuminare la navata principale, la parte centrale è decorata da un grande rosone con pareti decrescenti e una cornice dai motivi fitomorfi e geometrici, realizzata in terracotta nel Quattrocento, uso che raggiunse perfezione nel Nord Italia durante il gotico e al principio della rinascenza.
La cornice terminale del frontone è suddivisa in tre parti ed è impreziosita da un motivo decorativo ad archetti incrociati sostenuti da colonnine tortili; delicate bordure con racemi floreali delimitano la decorazione. Due croci "bucano" la facciata assieme alla nicchia sulla sommità con la statua di S. Lorenzo, di esecuzione locale del XV secolo. Il portale, limite tra il terreno e il sacro, è messo in risalto da una triplice ghiera.
L'interno si articola in tre navate culminanti in absidi semicircolari. Possenti pilastri su basi sottili e capitelli poligonali scandiscono la navata centrale.
In seguito alla trasformazione rinascimentale della parte orientale, Callisto Piazza affrescò la Resurrezione di Cristo nel catino absidale. Cristo risorge dal sepolcro mentre i soldati armati si ritraggono atterriti. L'affresco è quanto rimane di un più vasto progetto di decorazione concepito da Callisto e fratelli nel 1538. Ellenismo raffinato è quello del Cristo dalla forma allungata e serpentinata a rievocare la statuaria greca; i moti degli apostoli, uno raffigurato di spalle, - a significare lo stravolgimento subito dall'evento nei loro animi - si proiettano fuori dallo spazio dipinto verso quello reale della chiesa come a coinvolgere lo spettatore. Secondo ipotesi recenti, Giovanni da Monte sarebbe intervenuto, trenta anni dopo l'intervento di Callisto in concomitanza con la realizzazione del coro, rendendo i visi delle figure "deformi", come ebbe a lamentarsi il prevosto della chiesa .
Stride con l'insieme la ricca decorazione manierista, a stucco ed oro, dell'altare, in contrasto con le romaniche pareti nude delle navate: tra il 1565-68 venne chiamato Antonino Abbondio da Ascona a plasmare il coro con nuovi stucchi. Entro nicchie, con volte a conchiglia, sono effigiate statue a tutto tondo che rappresentano personaggi del Vecchio Testamento, tra cui Davide che con un'enorme spada è scolpito mentre taglia la testa di Golia.
Lodi, Chiesa di S. Lorenzo
Alla torre si addossa il presbiterio, il cui sistema alternato (alla campata centrale ne corrispondono due voltate a crociera in ciascuno dei collaterali) concluso da tre emicicli in linea declina modelli ambrosiani. La volta esapartita con costoloni torici serviti da lesene riconduce però alle sperimentazioni piacentine di influenza oltralpina (cattedrale, S. Donnino, S. Matteo), di cui quella lodigiana è la più compiuta realizzazione, pur rivestita da un decoro eclettico (Romanini 1955). Il sostegno intermedio nord è una colonna (liberata dall'incamiciatura dopo il 1882 e forse proveniente da Lodivecchio) con capitello corinzio romano scalpellato, mentre quello laterizio sud e i relativi archivolti sono rinforzati per sostenere la torre.
Al fianco nord si addossa il chiostro dell'antica canonica, con portici su tre lati e muro merlato nord; la struttura è assai compromessa, ma nel lato est sono riemerse quattro arcate laterizie a tutto sesto bardellonate. L'adiacente passaggio conduce alla corte su cui prospettano le absidi centrale e nord, in cui è raggiunta la piena maturità romanica nell'uso decorativo del laterizio: gli archetti ciechi con lunetta bianca impiegano elementi falcati su peducci modanati; in ossequio alla variatio gerarchica, il loro coronamento va dal toro dell'emiciclo nord, ai denti di sega più sottogronda a gola degli spioventi collaterali, al fregio a rombi più sottogronda a gola degli spioventi del cleristorio, alla successione di toro, denti di sega, rombi e gola dell'abside centrale.
Lodi (LO), Chiesa di S. Lorenzo
La chiesa di San Lorenzo Martire si affaccia su un crocevia del centro storico di Lodi, nelle vicinanze della piazza del Duomo. L'esterno in cotto conserva l'impronta romanica dell'impianto, sviluppato su uno schema a basilica con una facciata a salienti, tripartita da due contrafforti semicircolari interrotti a metà del prospetto. Il disegno austero è ingentilito da un portale con lunetta e da un ampio rosone circolare strombato, con cornici a motivi fitomorfi e geometrici. Sopra di esso si apre un'edicola contenente la statua di San Lorenzo. La parte sommitale della facciata è alleggerita da una preziosa teoria di archetti incrociati trilobati su colonnine tortili. Simile è la decorazione delle absidi, dove agli archetti pensili si aggiunge un fregio a rombi. Il fianco destro è segnato dai muri rettilinei delle cappelle laterali su cui si alzano sottili contrafforti e dal campanile. A sinistra si accede al chiostro dell'antica canonica, porticato su tre lati. L'interno si articola su tre navate scandite da arconi a tutto sesto su possenti pilastri cilindrici e si conclude in tre absidi semicircolari. Ai lati delle navate minori si aprono cappelle votive poco profonde. La navata centrale è illuminata dal rosone e da ampie finestre laterali che esaltano le pareti nude dell'interno, ad eccezione dell'ultima campata, con volta esapartita riccamente decorata. Nel catino absidale risalta l'affresco della Resurrezione di Callisto Piazza impostato sopra un'esuberante quinta architettonica in stucco che fa da sfondo all'altare e a un prezioso coro ligneo.
Notizie storiche
Lodi, Chiesa di S. Lorenzo
Nel cantiere di S. Lorenzo si ha la possibilità di far esperienza dei concetti ispiratori di tre differenti stili: Romanico, Rinascimento e Maniersimo.
Il Romanico si manifesta nella pianta e nelle murature, il Rinascimento nella decorazione in cotto della facciata e il Manierismo negli affreschi e stucchi dell'abside.
La più antica testimonianza del tempio risale al XII secolo quando il luogo esisteva come sede del parroco.
Una rigida morale imponeva all'edificio romanico il riserbo: spoglia e disadorna era la prima architettura della chiesa di S. Lorenzo, con murature massicce. L'involucro dell'edificio nell'arte romanica doveva mostrare, con la potenza del volume, l'onnipotenza divina. La statuaria non aveva ancora la forma a sé che avrà nel gotico ma era finalizzata a mettere in rilievo l'architettura. La poca luce negli interni (le uniche aperture sono il rosone in facciata e le monofore nella parete alta della navata centrale) riflette l'inquietudine sentimentale del romanico, che vuole esprimere il valore dello spirito.
La chiesa venne ampliata con la prosecuzione verso ovest del corpo longitudinale tra fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento. Al XV secolo risale la decorazione in terracotta della facciata che alleggerisce il valore del blocco monumentale del muro romanico.
Le colonne, originariamente in pietra, vennero rivestite con mattoni per sostenere le volte in muratura poste in sostituzione delle capriate lignee che, un tempo, coprivano la nave centrale. In origine la chiesa presentava infatti una tipologia "a sala": la copertura della navata principale era posta alla stessa altezza di quella delle navate laterali. Questo tipo di progettazione dello spazio, che è visibile tutt'ora nel tempio lodigiano di S. Agnese coevo a S. Lorenzo, tende a creare ambienti unitari ed è di derivazione nordica. Si diffuse in Lombardia e in Piemonte sul finire del XIV secolo.
La chiesa ebbe molti benefattori, tra cui i Vistarini e i Modigliani, che fecero erigere alcune delle cappelle.
Lodi, Chiesa di S. Lorenzo
All'indomani della fondazione di Lodi Nuova il 3 dicembre 1158, per la collegiata di S. Lorenzo, già fiorente in Laus Pompeia (attuale Lodivecchio), fu scelto un sito duecento metri a sud-ovest della cattedrale. Già l'anno dopo il preposito di S. Lorenzo compare in una vertenza, ma la continuità istituzionale non ha necessariamente legami con l'avvio del cantiere, forse da posticipare di alcuni anni. Un'indagine nei sottotetti ha chiarito che si iniziò dalla torre, poi inglobata nel collaterale sud: sulla faccia nord, che prospetta sull'estradosso della volta presbiteriale, si conservano le tre lesene che delineano due specchiature ed il fregio marcapiano a dente di sega, mentre il rinfianco della volta nasconde gli archetti pensili. La stessa morfologia, con lunette dipinte di bianco secondo l'uso cistercense (Chiaravalle, Cerreto, Morimondo), caratterizza i quattro piani dei prospetti esterni (5 m di lato), coronati da una successiva cella ottagonale. Plausibile è che il piano terra della torre e la relativa campata absidata siano serviti da chiesa provvisoria, in attesa del completamento del cantiere (in analogia al braccio sud del transetto di S. Tommaso ad Acquanegra sul Chiese).
L'ipotesi che il presbiterio avesse avuto una facciata provvisoria, in attesa della triplice navata (Romanini 1955), non ha trovato riscontri. I due setti murari che nel sottotetto sud si innalzano fra seconda e quarta campata sono ornati da fregi a rombi ed archetti, analoghi a quelli absidali, non perché decoro di facciate provvisorie, bensì quali contrafforti già emergenti dal tetto (come ancora nella navata opposta) per contenere le spinte della navata centrale, pensata in origine per le volte. Quelle attuali hanno un profilo cupolato compatibile con la prima fase costruttiva, dilatabile non oltre il tardo XIII secolo per via del frammento di cornice a palmette dipinta in controfacciata. Fra i secoli XV e XVI furono aperte le cappelle ad arcosolio dei lati lunghi, tamponando nella prima campata nord e nella seconda sud gli accessi laterali, di cui resta traccia. "1860 die 24 setembre" è dipinto sul pilastro intermedio sud del presbiterio, a suggello di una fase del restauro purista che si protrasse fino all'inizio del secolo XX, e cui si deve l'incamiciatura dei sostegni (il tassello asportato in quello mediano sud mostra una colonna lapidea con capitello modanato) e altri interventi, fra cui il rimodellamento dei capitelli delle lesene e l'ennesimo rimaneggiamento della facciata.
Lodi (LO), Chiesa di S. Lorenzo
San Lorenzo è la chiesa più antica di Lodi dopo il Duomo. Le prime notizie risalgono al 1159, l'anno successivo alla fondazione di Lodi nuova, quando risulta nominato un parroco. Il cantiere iniziò dalla torre campanaria, che presenta elementi decorativi nelle murature coperte dalle pareti della chiesa, e proseguì con l'erezione del catino absidale. In un secondo momento fu aggiunto il corpo delle navate, inizialmente impostate su colonne più snelle e coperte con soffitti a capriate lignee, poi sostituiti entro l'inizio del XIV secolo dalle attuali volte a crociera. Tra XIV e XV secolo si registrò l'aggiunta delle cappelle laterali che hanno in parte modificato l'assetto romanico dell'impianto. Al primo Quattrocento si fa risalire anche il grande rosone in facciata e la relativa cornice, tipica espressione della cultura ornamentale del cotto lombardo rinascimentale. Nei secoli successivi la struttura non subì radicali trasformazioni architettoniche, mentre molteplici furono le campagne decorative negli ambienti delle cappelle e del presbiterio. Al 1538 risale la commissione al pittore lodigiano Callisto Piazza di un fastoso ciclo d'affreschi nel catino absidale, di cui fu eseguita solo la Resurrezione. Nel 1565 l'ornamento dell'abside fu completato con la realizzazione dell'apparato di lesene e nicchie con statue in stucco di gusto manierista, opera di Antonio Abondio di Ascona, parzialmente demolito nel 1578 per fare posto al coro ligneo. Nel 1860 un restauro purista ha rinforzato i sostegni delle navate, incamiciando le colonne in tozzi piloni in cotto.
Uso attuale: intero bene: chiesa
Uso storico: intero bene: chiesa
Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico
Riferimenti bibliografici
Agnelli G., Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi 1917, pp. 234-235
Novasconi A., Le arti minori nel lodigiano, Lodi 1963, v. II pp. 100-101
Novasconi A., Il barocco nel lodigiano, Lodi 1968, pp. 118-122
Sciolla G. C., Archivio Storico Lodigiano, In margine al Maestro di S. Lorenzo, Lodi 1968, pp. 172-174
Carazzali G., Archivio Storico Lodigiano, Le chiese del Consorzio del Clero, Lodi 1981, pp. 79-110
Lodi storia, Lodi: la storia, Lodi 1989, pp. 122-124
Marubbi M., Archivio Storico Lombardo, Francesco Carminati, pittore manierista lodigiano, Lodi 1993, pp. 55-85
Lodi guida, Lodi : guida artistica illustrata, Lodi 1994, pp. 45-46
Touring club italiano, Lombardia : esclusa Milano / Touring club italiano, Milano 1998, p. 896
Parrocchia di S. Lorenzo, Visita alla chiesa di San Lorenzo accompagnati dalla fede dei nostri padri, Lodi 2002
Fonti e Documenti
Archivio di Stato di Milano, Mappe Carlo VI (1723), Lodi, f. 3
Archivio di Stato di Milano, Catasto Lombardo Veneto (1887), Lodi, f. 6
Archivio di Stato di Milano, Mappe Cessato Catasto (1902), Lodi, f. 6
Credits
Compilazione: Soluri, P. (2000)
Aggiornamento: Del Nero Formenti, Stefania (2001); Vergani, Cristina (2007); Ribaudo, Robert (2013); Marino, Nadia (2016)
Descrizione e notizie storiche: Nava, Valentina; Piccolo, Olga; Scirea, Fabio
Fotografie: Marino, Nadia
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00024/
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