Compreso in: Chiesa di S. Francesco - complesso, Lodi (LO)
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Chiesa di S. Francesco
Lodi (LO)
Indirizzo: Piazza San Francesco (Nel centro abitato, in posizione dominante) - Lodi (LO)
Tipologia generale: architettura religiosa e rituale
Tipologia specifica: chiesa
Configurazione strutturale: Edificio con struttura a pareti in laterizio intonacata, pianta a croce latina, costituita da una navata maggiore e due laterali separate da arconi a tutto sesto, con transetto rettilineo poco profondo lungo il cui lato orientale si aprono due cappelle per lato; lungo le navate minori si aprono cappelle variamente articolate. Tutte le navate sono coperte da volte a crociera costolonate rette da 14 ampie e possenti colonne in laterizio, cui corrispondono altrettante semicolonne, sempre in laterizio, sulle pareti; monofore reali o tamponate permettono l'illuminazione naturale dell'interno.
Epoca di costruzione: post 1252 - ante 1290
Autori: Besia Gaetano, ristrutturazione; Ferrabini Pietro, restauro; Galeotti, decorazione
Descrizione
La chiesa di San Francesco è sita nei quartieri sorti a partire dal XIII secolo e compresi nel perimetro urbano solo dopo la costruzione delle mura sforzesche.
La facciata, in cotto e dalla struttura a vento, presenta un'insolita e improvvisa terminazione piana verso l'alto, letta dalla critica come segno di un'interruzione della fabbrica. Essa è trattenuta, ai lati, da due robusti contrafforti a sezione rettangolare e scandita in tre parti da contrafforti di dimensioni minori a sezione semicircolare, interrotti circa a tre quarti dell'altezza complessiva dell'edificio. Al centro, si apre un portale archiacuto strombato, in marmo, cui è stato aggiunto, nel XV secolo, un piccolo portico con arco a sesto acuto retto da esili colonnine. Sopra di esso, si apre un rosone marmoreo.
Ai lati, vi sono due ingressi minori, sormontati ciascuno da una monofora. Le parti alte della facciata, nelle estremità di destra e di sinistra, sono chiuse da bifore archiacute aperte sul cielo.
La chiesa ha impianto a croce latina, a tre navate, con transetto sporgente in pianta e absidi di forma rettangolare.
L'interno dell'edificio recupera il cosiddetto sistema alternato della tradizione romanica lombarda, in cui ad ogni campata quadrata nella navata centrale ne corrispondono due in quelle laterali. Unica eccezione è la prima campata verso la facciata, che è di forma rettangolare, disposta in senso trasversale, così da creare una sorta di portico interno. Le nervature delle volte a crociera e gli archi trasversali non arrivano fino a terra, come sarebbe usuale nei pilastri a fascio tipici dell'architettura gotica, ma vengono assorbiti da grossi pilastri cilindrici, smorzando pertanto lo slancio in verticale.
L'interno, reso suggestivo dal modo in cui vi penetra la luce, è interessante, oltre che per i monumenti funebri, per il compendio di decorazione affrescata che comprende opere realizzate dal XIII al XVIII secolo, tra cui l'affresco (XIII sec.) raffigurante Antonio Fissiraga che offre in dono il modello della chiesa alla Madonna con il Bambino, San Francesco e San Nicolò (nel transetto destro) e San Francesco in gloria (XVIII secolo) di Sebastiano Galeotti (nel coro).
Notizie storiche
Si deve alla nobile famiglia dei Fissiraga la fondazione della chiesa di San Francesco, risalente agli anni Ottanta del XIII secolo.
La fabbrica ebbe inizio dopo il 1252, anno in cui Innocenzo IV chiese al vescovo Bongiovanni Fissiraga di scegliere un edificio da adibire a sede dei francescani. Il vescovo lodigiano destinò loro l'area su cui sorgeva la chiesetta di San Nicolò, allora di proprietà della famiglia Pocalodi che ottenne, in risarcimento, la possibilità di costruire nelle vicinanze del sito una cappella privata.
Probabilmente, i lavori per l'edificazione di una chiesa ex-novo, dedicata a San Francesco, ebbero però inizio solamente attorno al 1280 per volontà di Antonio Fissiraga, condottiero di parte guelfa che condusse aspre battaglie contro i ghibellini. In particolare, si scontrò con i Visconti. Antonio Fissiraga venne sconfitto a Piacenza, nel 1311, da Matteo Visconti, il quale lo imprigionò nel carcere di Milano, dove il nobile lodigiano morì nel 1327 a seguito di una lunga prigionia.
I lavori di edificazione dell'edificio proseguirono con lentezza, vennero poi interrotti bruscamente, in almeno un caso (come si evince dalla struttura stessa dell'edificio), e, infine, abbandonati prima della conclusione della facciata.
In seguito, vennero edificate cappelle gentilizie, tra cui quelle che si aprono verso est nei bracci del transetto, inizialmente non previste.
Nel XIX secolo, venne restaurata la chiesa, dipingendo di azzurro stellato le volte della navata maggiore, a imitazione di quelle antiche ancora conservate, ricostruendo il tetto ed eliminando alcuni elementi barocchi, comprese due cappelle (della Trasfigurazione e di S. Pasquale Baylon).
Staccato dalla chiesa, ma sito nelle sue immediate vicinanze, è il campanile, ricavato da una delle antiche torri militari dell'XI secolo.
L'attiguo ex-convento francescano ingloba, in un chiostro seicentesco, i resti di un arco ogivale trecentesco, forse l'antico ingresso alla chiesa dalla parte conventuale.
Nella chiesa di San Francesco sono sepolti, oltre ai due fondatori - Bongiovanni e Antonio Fissiraga (sec. XIII), anche il poeta arcadico Francesco De Lemene e il giurista Tiberio Azzati (sec. XVII).
Uso attuale: intero bene: chiesa
Uso storico: intero bene: chiesa
Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico
Riferimenti bibliografici
Agnelli G., Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi 1917, pp. 242-243
Abbiati T. M., I barnabiti a Lodi : 3. centenario. Primo centenario del collegio S. Francesco, Milano 1934, pp. 139-143
Cremascoli L./ Caretta A., Lodi: storia ed arte, Milano 1952, pp. 12-14
Motta L., Il tempio di San Francesco in Lodi, Lodi 1958
Novasconi A., Il barocco nel lodigiano, Lodi 1968, pp. 110-117
Lodi storia, Lodi. La storia, Lodi 1989, pp. 119-121; 124-132, 218
Credits
Compilazione: D'Alessio, L. (2000)
Aggiornamento: Fumagalli, Marta (2001); Vergani, Cristina (2007)
Descrizione e notizie storiche: Montani, Anna Chiara
Fotografie: BAMS photo Rodella/ Jaca Book
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00025/
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