Chiesa di S. Biagio e della Beata Vergine Immacolata
Codogno (LO)
Indirizzo: Piazza XX Settembre, 0(P) (Nel centro abitato, in posizione dominante) - Codogno (LO)
Tipologia generale: architettura religiosa e rituale
Tipologia specifica: chiesa
Configurazione strutturale: Pianta a croce latina, struttura in mattoni pieni a corsi regolari, tetto a falde con rivestimento in coppi. La facciata, di stile rinascimentale tendente al barocco, in pietra fricata e cotto, è spartita in due ordini con una finestra serliana sormontata dalla statua di S. Biagio al superiore e un sobrio pronao nell'inferiore. Interno a tre navate divise in sei campate, ciascuna con una cappella per lato. La navata centrale, cieca, è coperta con volta a botte e costoloni; le navate laterali, con finestre tonde e a lunetta alternate, presentano volte a crociera. Particolarmente interessante è l'utilizzo degli spazi della navata centrale con l'uso di paraste ornate da capitelli corinzi, cornici e oculi in cotto. Nella sequenza delle cappelle laterali quelle della terza campata sono di dimensioni maggiori rispetto alle altre, con un apparato decorativo particolarmente ricco.
Epoca di costruzione: sec. XV - sec. XVI
Autori: Regorino Giovanni Battista, progetto facciata; Giussani Giovanni Battista, costruzione protiro; Nani Angelo, decorazione scultorea; Giudici Giuseppe, decorazione scultorea; Valtorta Giuseppe, decorazione pittorica
Descrizione
Il lato orientale della centrale e raccolta piazza XX Settembre è dominato dall'elegante facciata in cotto della chiesa di S. Biagio.
Il prospetto è a due ordini. Nell'ordine superiore si apre una serliana, apertura ad arco su colonne ideata nel Rinascimento; nella nicchia al centro è posta la statua di S. Biagio, copia dell'originale - ora all'interno della chiesa - in arenaria, opera di lapicidi della prima metà del XVII secolo.
Le lesene con capitelli dorici e ionici, le nicchie e i timpani su mensole che decorano la facciata e la cornice marcapiano, con triglifi e gocce, che la divide in due ordini testimoniano lo studio dell'arte classica, caratteristico del Rinascimento.
L'interno è a croce latina: colpisce il rifulgere dello stucco dorato lungo i profili delle architetture. Delle tre navate - ciascuna divisa in sei campate - la maggiore è coperta da volta a botte ed è scandita da archivolti su lesene, decorate ad affresco, con capitelli corinzi.
Nelle lunette, ricavate tra una campata e l'altra, sono stati dipinti, a fine Ottocento, i dodici apostoli. Le navate minori hanno aperture ad oculo e sono coperte da volte a crociera; le fiancheggiano sei cappelle con finestre a lunetta.
Nella Natività, della seconda cappella di sinistra, la Sacra Famiglia è adagiata in un paesaggio di rocce che richiama lo "sfumato" di Leonardo da Vinci, la tela è attribuita al pittore leonardesco Cesare Magni.
Gli effetti dati dai colori cangianti delle vesti degli apostoli e la resa della seta bianca dell'abito della committente, la principessa Deianira Comnena, rivelano la bellezza dell'Assunzione della Vergine - sull'altare della cappella Trivulzio, nel transetto di destra - opera di Callisto Piazza, artista che studiò a lungo gli effetti luministici propri della pittura bresciana.
Sull'altare della cappella del Rosario sono conservate opere di Antonio Mainardi detto Il Chiaveghino: la linea che descrive il corpo dell'angelo nell'Annunciazione è memore delle figure affusolate del manierista Parmigianino, mentre il notturno dell'Orazione nell'orto si lega allo studio della pittura nordica, sensibile agli effetti della luce serale su figure e paesaggio.
Notizie storiche
Il centro di Codogno antica in epoca medioevale era dominato dal castello con 4 torri, intorno si sviluppava in forma rettangolare il borgo fortificato. Oggi rimangono solo testimonianze archeologiche delle fondazioni e del fossato di perimetrazione del castello che, sul finire del Medioevo, non fu più unico fulcro delle attività amministrative, giuridiche e commerciali. Al suo posto, crebbe sempre più la funzione dell'allora Piazza Maggiore, oggi Piazza XX Settembre. Intorno, edifici, fatti di logge, cortili e giardini, testimoniano un passato signorile, sostenuto ed influenzato dai principi Trivulzio, feudatari di Codogno.
L'originaria cappella di S. Biagio, testimoniata già dal 1025, fu ricostruita in forme rinascimentali negli anni attorno al 1491, data in cui, dando seguito alla volontà testamentaria di Gian Fermo Trivulzio, venne edificata una cappella dedicata alla Madonna.
La chiesa assunse la tipologia attuale nel 1524 quando furono aperte le altre cappelle lungo i fianchi. La facciata in cotto venne progettata nel 1584 dall'architetto Giovanni Battista Regorini, che si ispirò al modello della facciata di San Pietro al Po a Cremona, città in cui era nato.
Il pronao, disegnato come un piccolo tempio, opera del lapicida Giovan Battista Giussani, risale al 1585: è appoggiato su colonne doriche, è coronato da un'architrave con triglifi e gocce che riprende il motivo della cornice della chiesa e da una cuspide come quella al sommo dell'edificio.
Pregevoli in facciata le porte lignee del XVI secolo, ancora integre, con motivi floreali stilizzati. All'epoca barocca risalgono, invece, la statua della Madonna, in marmo bianco di Carrara, sita al centro dell'altare, in marmi policromi, e il coro lavorato in legno di noce con elaborati intagli.
Il campanile, iniziato con la fabbrica della chiesa, fu condotto a termine solo nel 1623, adoperando, secondo gli storici locali Giovanni Cairo e Francesco Giarelli (1897), il materiale dei torrioni del castello.
Una meridiana sulla lesena angolare di sinistra, in facciata, indica il passaggio del sole.
Uso attuale: intero bene: chiesa
Uso storico: intero bene: chiesa
Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico
Riferimenti bibliografici
Codogno Guida, Codogno Guida della città, 1983, pp. 4-15
Comune Codogno, Comune di Codogno, Reggio Emilia 1998, pp. 8-10
Codogno paese, Codogno : un paese, la sua storia, la sua anima, Milano 1993, pp. 77-82
Credits
Compilazione: Dell'Orto, Micol (2000)
Aggiornamento: Catalano, Michela (2000); Vergani, Cristina (2007)
Descrizione e notizie storiche: Piccolo, Olga
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/LO620-00054/
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