Palazzo di Giustizia
Mantova (MN)
Indirizzo: Via Carlo Poma, 11 - Mantova (MN)
Tipologia generale: architettura per la residenza, il terziario e i servizi
Tipologia specifica: palazzo
Autori: Viani Antonio Maria, progetto; Vincenzo Tragnoli, decorazioni interne; Orazio Lamberti, decorazione interna
Descrizione
La facciata che si profila su via Poma si compone di tre ordini ed un livello seminterrato. Al piano terra il bugnato - parte decorato e parte liscio- interrotto dalle finestre del seminterrato e al di sopra da quelle del piano terra. Il secondo ordine è composto dai finestroni del piano primo tra i quali si collocano le lesene dalle quali - al piano superiore - prendono forma le giganti figure che sostengono il coronamento del palazzo. Le figure al piano nobile della facciata che sostengono i capitelli ionici sembrano attori sulla scena nella quale ognuno ha una diversa espressione, sebbene sia da sottolineare che i restauri meno recenti hanno liberamente interpretato i volti delle figure. All'interno affreschi e stucchi si susseguono nei vari ambienti: camera del pastor fido, camera dei fiumi, camera delle parche, camera dei capitani. Mitologia,scenografia e narrazioni degli interni riprendono la scenografia dell'esterno. Molto probabilmente oltre alla facciata Antonio Maria Viani disegna anche gli stucchi e le decorazioni interne. Esecutori materiali delle decorazioni sono il pittore Orazio Lamberti e - probabilmente - il pittore e stuccatore Vincenzo Tragnoli che lavora su altre fabbriche gonzaghesche.
Notizie storiche
A Palazzo Colloredo preesisteva il palazzo di Giacomo Boschetti padre di Isabella Boschetti, la donna amata da Federico II Gonzaga e per la quale si racconta sia sia stato costruito il Palazzo del Te. Tale palazzo originario non venne nominato da Vasari quando tratta degli edifici lungo la via del Corso o via Larga in contrada Unicorno, toponimi dell'attuale via Poma, dal che si desume che non fosse particolarmente in evidenza Il nuovo palazzo, secondo gli atti notarili, era abitabile nel 1600 ad appena tre anni dall'aquisto.
Il nuovo proprietario, Giovanni Battista Guerrieri ingloba parti dell'edificio preesistente trasformando gli interni e facendo progettare e realizzare la nuova facciata monumentale. Dalla descrizione del palazzo nell'atto testamentario si deduce che alla morte del committente - avvenuta nel 1604 - il palazzo fosse già nelle forme finali e che anche la facciata fosse già terminata.
Giovanni Battista Guerrieri era in stretta relazione con la famiglia Gonzaga, così come i suoi antenati. Era ministro di Vincenzo Gonzaga che gli dette il titolo di conte.
Anche gli interni del palazzo sono decorati su committenza del conte Guerrieri. Il progetto della facciata e degli stucchi interni - e probabilmente degli affreschi interni - è di Antonio Maria Viani, prefetto delle fabbriche gonzaghesche dal 1595 al 1630. Il clima culturale in cui si inserisce il progetto è di ampia portata. Dopo Giulio Romano - nella stessa via Larga e nella fabbrica del Te- il Viani si confronta con il clima culturale tardo manierista del teatro e delle rappresentazioni effimere. Il palazzo passa diverse proprietà e denominazioni: Palazzo Guerrieri poi palazzo Gonzaga di Vescovato, palazzo Trotti, palazzo Colloredo. Ultimo proprietario privato Gian Francesco Jano che lo acquista nel 1839 e nel 1872 lo vende al Comune di Mantova che intende destinarlo a Palazzo di Giustizia. A quest'ultima data dalle perizie ilpalazzo è ancora in buone condizioni di conservazione. Diversi restauri prendono avvio nel Novecento - forse richiesti da scarsità di manutenzione. L'intervento di conservazione più recente (2008-2009) è stato preceduto sia da analisi storico-archivistiche sia da analisi di laboratorio. L'edificio è ancora adibito a Palazzo di Giustizia.
Uso attuale: intero bene: servizio
Uso storico: intero bene: residenza nobiliare; parte (non definita): Scuola; salone piano primo: granaio
Condizione giuridica: proprietà pubblica
Riferimenti bibliografici
Perogalli C./ Bascape' G., Palazzi privati in Lombardia, Milano
Credits
Descrizione e notizie storiche: Comin, Isabella
Fotografie: Comin, Isabella; (vecchio Bacam)
Scheda completa SIRBeC (formato PDF)
Link risorsa: https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/MN360-00993/
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