Scuola e chiesa della Beata Vergine Incoronata e Monte di pietà di Lodi (1241 - 1930)

fondo | livello: 1

Conservatore: Comune di Lodi. Archivio storico civico (Lodi, LO)

Produttore fondoLodi, Scuola della chiesa della Beata Vergine Incoronata di Lodi (1497 - 1784)Lodi, Monte di pietà di Lodi (1512 - sec. XIX)

Progetto: Comune di Lodi: archivio della scuola e chiesa della Beata Vergine Incoronata e Monte di pietà di Lodi (1992 - 1998)

Metri lineari: 15

Storia archivistica: Il nucleo di documenti che veniva denominato "Archivio dell'Incoronata" era in realtà un fondo miscellaneo costituitosi in seguito alla commistione di documentazione propria dell'ente con altro materiale documentario proveniente dall'archivio dell'ECA; d'altro canto, registri appartenenti al fondo "Incoronata" sono tuttora dispersi nell'archivio dell'"Ospedale maggiore" e nel già citato fondo ECA.

L'Archivio della scuola e chiesa dell'Incoronata e Monte di pietà di Lodi, depositato nel 1986-1987 nella nuova sede dell'Archivio storico comunale di Lodi, è stato sottoposto a un intervento di riordino, inventariazione e ricondizionamento dei materiali a partire dai primi anni Novanta del Novecento, da parte della Cooperativa Archè di Pavia.

Il materiale archivistico si presentava in stato di totale disordine e il lavoro di riordino è stato guidato dall'utilizzo di antichi inventari seicenteschi, oltre che dalle notizie ricavate dalla schedatura.

Criteri di ordinamento

Gli strumenti di corredo rinvenuti sono tre inventari topografici, tutti risalenti al secolo XVII, i primi due stilati rispettivamente nel 1615 e nel 1627, mentre l'ultimo giunge sino al 1703.

Non ci è pervenuto invece nessun inventario delle scritture che possa testimoniare lo stato dell'archivio durante il Settecento. Accorpamenti e riorganizzazioni dei documenti nel corso di questo secolo, per esigenze amministrative dell'ente, sono intuibili sulla base di riscontri obiettivi costituiti dalla presenza di ripetuti rifacimenti delle segnature antiche, ma non essendo al momento disponibile alcuno strumento di corredo coevo che possa fungere da sicuro riferimento, si è ritenuto più opportuno, almeno per la documentazione antecedente il Settecento, utilizzare come guida al riordino i tre inventari seicenteschi.

Questi ultimi evidenziano una sistemazione originaria della documentazione in filze e mazzi per quanto riguarda le carte sciolte, mentre una collocazione separata era destinata ai registri.

I registri, presumibilmente per ragioni pratiche di collocazione, erano tenuti separati dalle altre carte e le rispettive serie di pertinenza erano con maggior precisione identificate; nell'inventario più recente pervenutoci sono infatti individuabili le serie delle provvisioni, dei registri degli instrumenti e dei registri di tesoreria.

Notizie di intervento

A eccezione dei registri, immediatamente identificabili, la maggior parte della documentazione si presentava in maniera completamente disordinata.

Come prevedibile, stante le vicende istituzionali dell'ente, si è riscontrata la presenza di carte e registri provenienti da altri fondi (Congregazione di Carità, Luoghi Pii Elemosinieri ecc.) pari ad un terzo della documentazione complessiva.

Il criterio cardine al quale ci si è attenuti durante il riordino è stato rispettare e conservare le tracce di ordinamenti precedenti, intervenendo invece con spostamenti e accorpamenti delle carte laddove fosse venuto meno qualunque legame logico e funzionale all'interno della documentazione.

Si è giunti, cos', a evidenziare una struttura istituzionale semplice, costituita da due uffici principali, sovente non distinguibili l'uno dall'altro: la 'Ragionateria' o 'Amministrazione' e la 'Tesoreria'.

La spiegazione di tale difficoltà consiste nel fatto che la medesima persona, il ragionato, era responsabile delle carte relative sia alla Ragionateria sia alla Tesoreria: nelle sue mani passavano indifferentemente carte dell'uno e dell'altro ufficio che, nell'attività quotidiana, confluivano spesso in uniche, generiche filze, il cui solo principio ordinatore sembrerebbe essere stato quello cronologico.

L'analisi degli inventari ha consentito di appurare l'importanza che veniva data alle carte che, a diverso titolo, riguardavano la gestione patrimoniale dell'ente e quindi si sono create all'interno della serie "Amministrazione" le due cospicue sottoserie "Patrimonio" ed "Eredità e legati".

Analogamente, si è constatata la presenza di un nucleo di documentazione relativo a contenziosi e cause vere e proprie denominato negli inventari seicenteschi "Processi civili"; anche in questo caso, in fase di riordino, si è mantenuta tale distinzione dando vita alla serie "Cause e liti".

Non si è ritenuto opportuno fornire dati sulla consistenza quantitativa dei fascicoli.

Compilatori
Daniela Fusari, Archivista
Elena Salanti, Archivista

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