Monastero di San Giovanni evangelista, benedettine ([fine sec. XI] - 1797)

Sede: Mantova

Tipologia ente: ente ecclesiastico

Progetto: Archivio di Stato di Milano: Anagrafe degli archivi (guida on-line)

Il monastero sorgeva nella zona oggi occupata da piazza San Giovanni tra via Portazzolo, piazza D'Arco, via Finzi, nell'area suburbana denominata "Insula Cornu", da cui prese il primitivo titolo di San Giovanni evangelista "de Cornu". Nel XV secolo l'ente passò alla denominazione di San Giovanni "delle Carrette", con probabile riferimento alla sua collocazione vicino al porto sul Mincio, dove si fermavano i carri di trasporto delle merci. La fondazione del monastero, tradizionalmente attribuita al 1100 e all'operato della nobile Poma vedova di Ugo Visconti da Goito, deve essere invece anticipata almeno alla fine dell'XI secolo: sempre secondo la tradizione, Poma si sarebbe ritirata con altre donne in un suo possedimento presso San Giovanni, dando così l'avvio a un'esperienza monastica. E' importante per questo monastero "il significato politico ... dell'erezione di un ente monastico posto fin dal primo momento alla dipendenza diretta della Chiesa romana e ampiamente dotato, se non fondato, dall'esponente di una importante famiglia cittadina ... Poma appartenne a una famiglia funzionariale di Mantova, i Visconti ... che continuerà ad affiorare tra le carte di San Giovanni e che avrà un ruolo non secondario nella vita del comune cittadino" (Gardoni, Due monasteri, p. 138). Dal 1280 circa il monastero di San Giovanni visse, al pari degli altri enti religiosi mantovani, uno stato di crisi dovuto al periodo di instabilità conseguente all'affermazione dei Bonacolsi al governo di Mantova: a causa della guerra e difficoltà di quel periodo, nel 1281 la badessa di San Giovanni affidò il monastero alle cure dell'ordine dei Templari (Gardoni 2002 p. 141), che sostennero economicamente le monache subentrando allo stesso tempo nel controllo del patrimonio monastico e stabilendosi presso il cenobio. Le monache, che si erano evidentemente spostate da San Giovanni durante il periodo più difficile della guerra, ottennero di occupare una piccola parte del monastero e guidate dalla badessa Ricca, fronteggiarono la difficile 'convivenza' coi Templari, fatta di violenze e usurpazioni da parte di questi ultimi, fino al 1311 quando "le monache poterono avvalersi delle decisioni restrittive prese nei confronti dei Templari al concilio di Vienne " (Gardoni, Due monasteri, p. 142). San Giovanni ritornò in possesso delle monache nel corso del XIV secolo: da questo momento il numero delle religiose continuò a crescere e ospitò sempre donne appartenenti alle principali famiglie mantovane (Gardoni 2002 p. 143). Secondo il "Ruolo delle famiglie Regolari della città e dello Stato di Mantova" redatto nella seconda parte del Settecento, a San Giovanni si trovavano in quel periodo novantadue monache. Nel 1797 il monastero fu soppresso, le monache trasferite il 17 maggio 1799 presso l'ex-convento dei Celestini di San Cristoforo di Mantova.

Bibliografia
- GARDONI, Due monasteri, 119 -149 = GARDONI G., Due monasteri benedettini della città di Mantova: Sant' Andrea e San Giovanni Evangelista nei secoli XI -XV. Un primo sondaggio, in La memoria dei chiostri. Ati delle prime giornate di studi medievali. Laboratorio di storia monastica dell'Italia centrosettentrionale, a c. di G. Andenna e R. Salvarani, Brescia 2002, pp. 119-149.
- GARDONI, «Ecclesia», monastero femminile, 21 -51 = GARDONI G., «Ecclesia», monastero femminile, «Domus Templi»: San Giovanni Evangelista di Mantova dalla nascita al principio del Trecento, in «Civiltà Mantovana» XXXIX n. 117, marzo 2004, pp. 21-51
- LODOLO, La più antica carta, 263 - 270 = LODOLO G., La più antica carta del monastero di San Giovanni Evangelista in insula Cornu di Mantova, «Benedectina» 19 (1972), pp. 263-270.
- VAINI, La società mantovana, 22 = VAINI M., La società mantovana nell'età delle Riforme, in La città di Mantova nell'età di Maria Teresa, Mantova 1980, pp. 11-26.

Compilatori
prima redazione: Saita Eleonora, archivista (1998/12/02)
revisione: Vecchio Diana, archivista (2005/02/09)