Unità compresa in: Corrispondenza tra Gaetano Cattaneo ed Enrico Sanclemente

Carlo Zardetti ad Enrico Sanclemente ([1812 aprile 4])

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Segnatura definitiva: 58

Tipologia unità: Unità documentaria

Tipologia documentaria: Lettera

Supporto: Cartaceo

Descrizione estrinseca: Unità documentaria, copia di lettera

Data topica: [Milano]

Note: (196) Copia di lettera (LA GUARDIA 1985, n. 343). Carlo Zardetti (Milano, 1784 - 1849) figlio di Giovanni e di Teresa Zamara, fu assistente di Cattaneo presso il Gabinetto numismatico di Brera, del quale venne nominato direttore nel 1842, dopo la morte di Cattaneo. A quest'ultimo lo legavano anche rapporti di parentela, avendo come zio acquisito il di lui fratello Giuseppe (si veda, in proposito, quanto Zanetti afferma in una lettera indirizzata a Cattaneo il 1 agosto 1812: LA GUARDIA 1985, n. 396; altri cenni sono in LA GUARDIA 1985, n. 378 e nella lettera autografa di Zardetti a Cattaneo 5 marzo 1822, n. 5 del carteggio Zardetti - Cattaneo nelle Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche di Milano). Fu consigliere straordinario dell'Accademia di Brera e membro dell'Istituto lombardo di scienze e lettere e dell'Istituto di Francia. Pubblicò studi di numismatica, archeologia, storia medioevale e storia dell'arte. (197) Infatti ne scriverà a Cattaneo il 22 aprile (LA GUARDIA 1985, n. 347), indirizzando la lettera a Vienna ed ottenendo, il 10 maggio (LA GUARDIA 1985, n. 356), la seguente risposta: "Ella non si sturbi dell'affare con Sanclemente. La cosa è troppo tranquilla per R=[eal]e Gab=[inett]o perché io abbia a prendermi molto sul serio un emergente che ha di certo la sua origine dalle suggestioni del Sig.[no]r Stefanoni, non potendo persuadermi che parta direttamente dal buon Padre Abate". Scrivendogli di nuovo il 20 maggio (LA GUARDIA 1985, n. 362), Zardetti si dichiarerà d'accordo con l'interpretazione fornita da Cattaneo: "Riguardo all'affare Sanclemente me ne ero accorto io pure che sarebbe stata una bravata del Sig. [no] r Stefanoni ben persuaso della buonissima intenzione del P=[adr]e Ab=[at]e".

Numero corda: 58

Contenuto:

Mi affretto a spedirle la Bolletta di Lire mille e novecento sei e centesimi quarantasei, fatte pagare per di lei conto nelle mani del Sig.[no]r Corridori Cassiere del Regno, secondo l'intelligenza avuta col Sig.[nor] Cattaneo, p [rilma che partisse per la Germania. Questa somma dovrebbe essere a saldo del debito che il R[eal]e Gab.[inett]o aveva con lei incontrato, come pure le scrisse il Sig[norl Conservat.[ore] med[esi]mo con lettera 28 marzo p.[assato] p.[rossimo] Ma dall'ultima pregiat.[issi]ma da lei scritta li 22 sud:[det]to, scorgo che mancherebbero ancora Lire cento al compimento totale, ritenendo Ella la somma complessiva di lire quattordici mila e settecento, appoggiata alla Carta d'obbligazione rilasciatale dal Sig[no]r Conservatore, e non di lire quattordici mila e seicento, come ha sempre creduto lo stesso Sig[nolr Cattaneo, attenendosi al di Lei Catalogo MS, sull'ultima pagina del quale havvi scritto, credo di mano del Sig[nolr Stefanoni, e segnate di proprio di Lei pugno, queste precise parole, cioè: La retroscritta somma di N° 2207.20 scudi Romani resta portata a lire quattordici mal seicento Italiane compreso tutti i Rami dell'opera Musei Sanclementiani Numismata Selecta ed il Manuscritto originale della d[ett]a opera, non considerati nel retroscritto Elenco.
lo La assicuro che alla p[ri]ma occasione scriverò al Sig[no]r Conservatore onde avere delle notizie su questa differenza essendo del tutto ignaro di quanto trovasi scritto sulla Carta obbligatoria che il sud. [det]to Sig[no]r Conservatore Le ha rilasciato in occasione del contratto (197).
Ricevuto che io ne abbia il riscontro mi farò un dovere di informarla all'istante, come pure del risultato delle Copie della di lei opera spedite a Parigi.
Frattanto mi prevalgo dell'occasione p[er] offrirmi &cc.

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