Un Velázquez, tanti Ceruti

26 novembre 2021 - 27 febbraio 2022

 

 

 

Continua fino a fine febbraio la mostra Velázquez per Ceruti alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia.

Dall’Ermitage di San Pietroburgo arriva un capolavoro giovanile di Diego Velázquez: una scena di taverna, nella grande tradizione della pittura di soggetto popolare.

L’opera dialogherà con i dipinti di Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto, mentre due suoi dipinti della Pinacoteca saranno ospiti all’Ermitage: la celebre Lavandaia e la Filatrice, due figure femminili che portano in scena la loro dignità silenziosa in composizioni in cui la ricerca del vero restituisce con nobiltà il senso del vivere quotidiano della povera gente. L’inedito accostamento evidenzierà l’appartenenza della produzione bresciana di Ceruti, con particolare riferimento al cosiddetto ciclo di Padernello, nel filone più nobile della tradizione europea.

 

Figura di lavandaia alla fontana e figura di giovane aiutante

Giacomo Ceruti, Figura di lavandaia alla fontana e figura di giovane aiutante, post 1700 – ante 1749, Musei Civici di Arte e Storia. Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia

 

Quella tra Velázquez e Ceruti è una vicinanza di intenti che trova forma, a un secolo di distanza, in un dialogo fatto di temi, composizione, ispirazione, luce. In mostra l’eccezionale prestito, finora mai esposto in Italia, de Il Pranzo di Diego Velázquez .

Un confronto sottolineato dal riallestimento della Sala del Ceruti (XII) di Pinacoteca Tosio Martinengo, il museo che possiede il più importante corpus al mondo di opere dell’autore milanese di nascita e bresciano di adozione. Il Pranzo di Velázquez (1617 circa) è infatti esposto accanto ad alcuni capolavori della produzione pauperistica di Ceruti, tra cui I Calzolai e Due poveri in un boscoRitratto di due ragazze, il cui presupposto artistico e culturale è da riconoscere nel naturalismo seicentesco europeo, che proprio in Velázquez ebbe uno dei suoi massimi protagonisti.

 

Figure di calzolai con un cliente

Giacomo Ceruti, Figure di calzolai con un cliente, post 1700 – ante 1724, Musei Civici di Arte e Storia. Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia

 

Figure di poveri in un bosco

Giacomo Ceruti, Figure di poveri in un bosco, post 1725 – ante 1749, Musei Civici di Arte e Storia. Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia

 

Scuola di ragazze

Giacomo Ceruti, Scuola di ragazze, ca. 1720 – ca. 1725, Musei Civici di Arte e Storia. Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia

 

La Pinacoteca, con la sua importante collezione di opere – Raffaello, Foppa, Savoldo, Moretto, Romanino, Lotto, Ceruti, Hayez, Thorvaldsen, Pelagi, Canella e Canova per citare i nomi più noti -, è stata riorganizzata attraverso un nuovo percorso espositivo in 21 sale, concepito per restituire al visitatore la complessità del Museo e delle sue collezioni mediante una riflessione sulla loro storia e sugli orientamenti critici che ne hanno determinato la fisionomia dal tardo-gotico al primo Ottocento.
Il cuore della Pinacoteca è costituito dalla pittura bresciana del Rinascimento, la quale ebbe appunto tra i suoi principali interpreti Vincenzo Foppa, Giovanni Gerolamo Savoldo, Romanino e Moretto. A questi si affiancano numerosi dipinti “da cavaletto” dei secoli XVII e XVIII, con temi e generi spesso influenzati dalla pittura fiamminga e olandese: paesaggi e marine, nature morte, dipinti di animali, scene bucoliche e burlesche, ai quali si accompagnano i ritratti e le storie sacre e profane.
Solo per curiosità, c’è un altro Velázquez in Lombardia, all’Accademia Carrara di Bergamo.

 

Immagine

Diego Rodriguez Velazquez de Silva, Ritratto di bambino, 1650, Bergamo (BG), Accademia Carrara – Museo

Velázquez per Ceruti , Pinacoteca Tosio Martinengo, Piazza Moretto, 1, Brescia
26 novembre 2021 – 27 febbraio 22

La mostra segue gli orari di apertura della Pinacoteca Tosio Martinengo:
da martedì a domenica, dalle 10 alle 18
chiuso il lunedì, ad eccezione di quelli festivi

 

 

 

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Pubblicato: 30 dicembre 2021 [Roberto Monelli]