Archivio del Comune di Bormio, Quaterni inquisitionum sorte primaverile 1614 foglio sparso 5 giugno 1614

Persone
Domenica Motta di Livigno
Procedimento giudiziario
Domenica Motta di Livigno contro Balserino Giuliani di Livigno, per ingiuria (9 giugno 1614; 5 giugno 1614; 10 settembre)

Balserino Giuliani, ritornato a Livigno dopo aver trascorso l'inverno in paesi forestieri esercitando verosimilmente la professione di ciabattino, si ammalò improvvisamente. Subito convocò Domenica Motta imponendole di recitare alcune formule di scongiuro. Essa, dopo che Balserino guarì dalla malattia, pretese che dichiarasse pubblicamente di considerarla donna onorata.

La revoca avvenne alla presenza del curato e di altri testi e fu redatta dal notaio Francesco Viviani. Il consiglio ridusse a un terzo, per l'avvenuta pace, la pena inflitta a Balserino per l'ingiuria rivolta a Domenica.

Adì 5 giugno 1614.

Essendo Balsarino filius quondam Giuliano de Balsarino alli giorni passati detenuto in letto di grave infirmità, oppresso dalla malatia, fu occorse diverse parole ingiuriose tra esso Balsarino et Dominica filia quondam Andrea della Motta et moglie de Zen quondam Conforto del Raison de Livigno. Finalmente, ad essortatione d'amici, adì suprascritto, suono comparsi ambe le parti avanti il reverendo monsignor prete Gaudentio Sanguinella curato meritissimo de Livigno, messer Pedrotto Viviano padre di me notaro infrascritto locotenente, et anziani d'huomini de Livigno sudetto et, alla presenza delli soprascritti et me nodaro et molti altri, esse parti hanno protestato et protestano nel modo infrascritto: Noi protestiamo se per malattia, per colera o per qual si voglia altra occasione fussero tra noi occorse qualche parole ingiuriose, che noi non vogliamo che le nostre parole non portino preiuditio all'honor, fama et reputatione dell'una et l'altra parte, anzi che si reconosciamo per persone honorate uguali ad ogni altra persona honorata. In quorum fidem etc.

Ego Franciscus Vivianus notarius publicus Burmii de consensu partium scripsi et hic me pro fide subscripsi.